a cura di Elisa Anna Mascolo, 3C
Il 19 Gennaio 2025, dopo circa un anno e mezzo di combattimenti, Gaza ha visto per la prima volta la luce del cessate il fuoco. La Striscia è in festa e finalmente i civili rivedono la tranquillità, anche se ancora non è certo se la tregua sia definitiva. Tre giorni prima, il presidente americano Donald Trump ha annunciato alle ore 18 l’ufficialità dell'accordo tra Israele e Hamas sul rilascio degli ostaggi e, dopo 467 giorni di terrore, alcuni prigionieri di entrambe le parti sono potuti tornare dalle loro famiglie.
Il 13 febbraio Hamas ha dichiarato che rispetterà l’accordo di tregua nella Striscia di Gaza, a condizione che Israele faccia lo stesso, mentre una situazione di stallo sul prossimo scambio tra ostaggi israeliani e prigionieri palestinesi previsto per il 15 febbraio minaccia il cessate il fuoco.
Fonti palestinesi hanno riferito di “progressi” nei colloqui guidati da Egitto e Qatar per cercare di salvare la tregua. Negli ultimi giorni questa situazione è stata messa a dura prova e l’11 febbraio il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha avvertito che gli scontri potrebbero riprendere se gli ostaggi detenuti a Gaza non venissero rilasciati il 15 febbraio (si parla di 33 detenuti israeliani); Israele invece ha liberato al momento 183 civili palestinesi.
Il bilancio di questa guerra è qualcosa di impressionante: 1.210 israeliani hanno perso la vita nell’attacco di Hamas, e almeno 48.222 civili palestinesi sono rimasti uccisi nel corso della lunga controffensiva di Israele a Gaza iniziato il 7 ottobre 2023. Nonostante questa tregua nella Striscia sia assolutamente un passo avanti per il raggiungimento della pace, non bisogna dimenticare la Cisgiordania, dove ancora i combattimenti proseguono e si contano decine di palestinesi uccisi. La seconda fase di questo cessate il fuoco dovrebbe essere il rilascio completo degli ostaggi e la fine della guerra in tutti i territori palestinesi (sia Gaza che la Cisgiordania), e successivamente la ricostruzione della Palestina. Su questo argomento si è recentemente espresso il presidente Trump, dicendo di voler acquistare la costa palestinese e trasformarla in un luogo di lusso, "la riviera del Medio Oriente". A mio parere bisognerebbe chiedere al popolo palestinese cosa ne pensa, perchè credo che, dall’inizio della guerra, non si sia mai dato importanza alla popolazione civile, costretta a vivere in condizioni estreme e ad essere succube di giochi di potere delle potenze occidentali.