ACCADE
AL DE NICOLA
ACCADE
AL DE NICOLA
Questa frase, scritta da Dante e presente nel XXVI canto dell'Inferno, fa riflettere molto. Ci fa capire che non siamo qui per sopravvivere come animali, ma per cercare, capire e migliorarci.
La conoscenza per me è proprio questo: il desiderio di andare oltre, di non accontentarsi di ciò che è effimero e facile.
Ma c'è un limite. Cercare la conoscenza può diventare pericoloso, se lo facciamo con arroganza, dimenticando i confini che ci rendono umani. Ulisse è un perfetto esempio: la sua voglia di sapere lo incita a sfidare tutto, perfino le leggi divine, ma alla fine questo lo porta alla rovina. Oggi ci troviamo in una situazione simile. Con l'AI e le nuove tecnologie, abbiamo accesso a risorse che ci sembrano infinite. Possiamo risolvere problemi, creare file, fare ricerche, comunicare a distanza...ma c'è il sempre il rischio di perder di vista l'umanità. Credo che la vera sfida sia questa: usare la conoscenza per il bene comune, non per alimentare il nostro ego e potere. Dobbiamo ricordare la nostra "semenza" come dice Dante, la nostra essenza, che è fatta di intelligenza, ma con dei limiti.
La conoscenza è un viaggio, non una destinazione, è un qualcosa che ci permette di capire meglio il mondo, ma solo se è guidata dall'umiltà, altrimenti diventa un'arma che può distruggerci.
M'Illumino di Meno
a cura di Mario Criscuolo 3D
XXI Edizione 16 febbraio 2025
M’illumino di Meno è la Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili ideata nel 2005 da Rai Radio2 con la trasmissione Caterpillar.
M’illumino di Meno si celebra ogni anno il 16 febbraio per diffondere la cultura della sostenibilità ambientale e del risparmio delle risorse.
La Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili è stata istituita dal Parlamento con la Legge n. 34/2022.
L'edizione 2025 è dedicata allo spreco energetico nel settore del fast fashion e alle alternative virtuose che promuovono il riuso e la valorizzazione degli abiti.
Nel 2025, per la sua XXI edizione, M’illumino di Meno si allunga e dura una settimana. Perché un giorno solo non basta più per raccontare la partecipazione di migliaia di persone, scuole, città, aziende, associazioni e comunità.
Si parte domenica 16 febbraio 2025, Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili, fino a venerdì 21 febbraio.
Perché l’impatto ambientale del fast fashion è enorme. Per contrastarlo, sono nate negli ultimi anni moltissime realtà che promuovono il riuso e la valorizzazione degli abiti. M’illumino di Meno 2025 vuole dare voce a queste alternative in tutte le loro declinazioni: swap parties, upcycling, second hand. Nel frattempo, continua il percorso di M’illumino di Meno in Europa, con il coinvolgimento delle istituzioni europee.
a cura di Giovanni Naclerio, 3D
Giacomo Matteotti nacque in provincia di Rovigo, a Fratta Polesine, il 22 maggio del 1885. Negli anni sessanta dell’800, il papà Girolamo investì il suo capitale nell'acquisto dei terreni espropriati alle parrocchie e raggiunse un'invidiabile posizione economica.
Il 26 luglio 1914, nell'imminenza dello scoppio della prima guerra mondiale, il direttore dell'Avanti! Benito Mussolini pubblicò sul quotidiano socialista un articolo di fondo intitolato Abbasso la guerra!. Il giorno successivo la stessa posizione fu assunta anche dal gruppo parlamentare socialista ancora a maggioranza riformista e dallo stesso Matteotti, che vedeva nel conflitto armato uno scontro tra le borghesie nazionali sostenuto però dal sacrificio del proletariato. La sua posizione neutralista fu più volte ribadita anche nei dibattiti che si svolsero nel consiglio provinciale di Rovigo, venendo accusato di anti-italianità. Il 10 ottobre 1914 Matteotti pubblicò un articolo in cui prospettò per la prima volta il ricorso all'insurrezione del proletariato per impedire l'entrata in guerra dell'Italia e criticò la posizione di Mussolini in favore dell'entrata in guerra dell'Italia al fianco degli Alleati e le ragioni della neutralità del governo.
Matteotti fu eletto in Parlamento per la prima volta nel 1919 nel collegio di Ferrara e fu poi rieletto nel 1921 e nel 1924.
Venne soprannominato "Tempesta" dai suoi compagni di partito per il suo carattere battagliero e intransigente. In pochi anni, oltre a preparare numerosi disegni di legge e relazioni, intervenne 106 volte in aula, con discorsi su temi spesso tecnici, amministrativi e finanziari. Per il carattere meticoloso e l'abitudine allo studio, passava ore nella Biblioteca della Camera «a sfogliare libri, relazioni, statistiche, da cui attingeva i dati che gli occorrevano per lottare, con la parola e con la penna, badando a restare sempre fondato sulle cose». Dopo i fatti del dicembre 1920 a Ferrara, Matteotti divenne il nuovo segretario della Camera del Lavoro cittadina e questo produsse un rinnovato impegno nella sua lotta antifascista, con frequenti denunce delle violenze che venivano messe in atto.