gennaio 2025 n.17
gennaio 2025 n.17
Una giornata particolare, emozionante, è stata quella di mercoledì 22 gennaio, quando, protagonisti gli alunni e le alunne dell’Istituto Comprensivo Statale "S. Di Giacomo - E. De Nicola" di Agerola, abbiamo sviluppato una sessione formativa in due momenti: un laboratorio didattico la mattina e una conferenza tematica il pomeriggio, il primo presso la “Colonia montana”, la seconda presso la Casa della Cultura “Gianni de Falco”.
L’interesse e l’energia mostrati dai ragazzi nello svolgimento del laboratorio mattutino, secondo la metodologia interattiva del World Café, sono stati straordinari, frutto del percorso didattico accuratamente articolato dai/dalle docenti nelle rispettive classi, ma anche, evidentemente, della curiosità dei ragazzi stessi, che non hanno esitato a cimentarsi e a interrogarsi su tematiche complesse, a partire dai lemmi (dai concetti) che hanno orientato lo svolgimento dei tavoli di elaborazione: relazioni positive; nonviolenza; giustizia; diritti umani; partecipazione; e pace o, per meglio dire, proprio perché “la pace si sceglie”, costruzione della pace.
Verrebbe da pensare: sono temi “da grandi”. È forse proprio qui il corto circuito: pensare che vi siano temi “riservati” ai grandi o che alcuni temi non siano “per ragazzi”.
Forse andrebbe rovesciata la prospettiva, e ribaltata la domanda: quali temi più di questi (pace e diritti, legalità democratica e relazioni positive) potrebbero mai essere immaginati per una proposta formativa, educativa, didattica, per le giovani generazioni (di oggi) e le classi dirigenti (di oggi e di domani)? È anche per questo che non si possono trascurare l’attenzione e la sensibilità in questo percorso mostrate non solo dalla Dirigente scolastica ma anche dalle istituzioni cittadine, rappresentate, al mattino, dal Sindaco, Tommaso Naclerio, e, al pomeriggio, dall’Assessora alla cultura, che non hanno fatto mancare il loro saluto e la loro partecipazione.
Non è così difficile, in fondo, imbastire una vera e propria “formula della pace” se a comporla intervengono i fattori costitutivi, quelli che sono stati poc’anzi messi in fila: costruzione di relazioni positive; ricorso alla nonviolenza; promozione della giustizia sociale; difesa dei diritti umani; partecipazione delle persone.
Sembrerebbe (e in effetti è) un percorso destinato a proiettarci lontano, ma alla fine è arrivato proprio al punto di uno degli strumenti fondamentali della costruzione del processo di pace, vale a dire il giornalismo di pace, in particolare, il “giornalismo nonviolento”.
Anche qui non sono mancati gli spunti di riflessione dei ragazzi: un lessico appropriato, chiaro, comprensibile, capace di far comprendere i fatti e gli eventi; nessun sensazionalismo né tantomeno parole gridate, di odio o di violenza, ma consentire a tutti e tutte di formarsi una propria opinione per maturare consapevolezza intorno a ciò che avviene, nel vicino e nel lontano, intorno a noi; il dovere di raccontare i fatti, in maniera costruttiva, denunciando le violazioni dei diritti umani, contrastando le narrazioni “di guerra”, offrendo idee e spunti per veicolare narrazioni “di pace”.
Come si vede, cultura e pace dialogano tra di loro: purché i fattori culturali siano vissuti e attraversati non come fattori di esclusione, di separazione, di compattamento, come “barriere” culturali o “gabbie” identitarie, bensì come “ponti”, ponti di relazione, di comprensione e rispetto, di dialogo. Nella conferenza pomeridiana, a partire dal libro “Le porte dell’arte. I musei come luoghi della cultura tra educazione basata negli spazi e costruzione della pace” (Multimage, Firenze 2024), il dialogo a più voci (Regina Milo, Assessora alla cultura del Comune di Agerola; Maria Criscuolo, Dirigente scolastica IC Di Giacomo - De Nicola, Agerola; Tonino Scala, giornalista e scrittore; il m.o Gabriella Acanfora, con il suo contributo musicale; gli amici e le amiche della Casa della Cultura “Gianni de Falco”) ha messo in risalto proprio questo: un bene culturale è sempre un prodotto relazionale, espressione di un contesto sociale e della vitalità delle relazioni che animano un determinato contesto, in particolare, un contesto di conflitto o di post-conflitto.
Patrimoni culturali per la pace, luoghi della cultura e luoghi della memoria, musei per la pace possono così risultare fattori potenti, nel veicolare messaggi di inclusione e di democrazia; nel promuovere conoscenza e rispetto, nella loro ricchezza e nelle loro differenze, per le culture; nel sollecitare coesistenza e convivenza.
Un messaggio di pace, in altri termini, più attuale e urgente che mai.
Gianmarco Pisa
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