a cura di Iovieno Giulia, 3A
Il libro “ Fare pace, costruire società” di Gianmarco Pisa, fornisce molti spunti di riflessione. Ad esempio spiega la differenza tra controversia (incompatibilità) e conflitto (manifestazione armata e violenta della controversia).
Fornisce metodi per la risoluzione delle guerre che, secondo me, sono utili anche per relazionarsi meglio con gli amici, come il peacebuilding, peacekeeping, peace enforcing, il metodo transcend di Galtung, mediazione, cooperazione.
Il peacebuilding si differenzia dagli altri perché agisce nella pratica attraverso la costruzione
(o meglio ricostruzione) delle infrastrutture, aiuto umanitario, monitoraggio elettorale e dei diritti umani… esattamente ciò che servirebbe a Gaza ora, nella tregua dopo una devastante guerra.
A Gaza non ci sono elezioni dal 2006, dopo la vittoria di Hamas; dunque, secondo me la prima cosa da fare (dopo essersi assicurati che la guerra sia definitivamente finita) è istituire delle elezioni, per capire chi governerà a Gaza. Dopo di che sarà il governo a decidere chi finanzierà la ricostruzione. Tutti i Paesi e le associazioni che ne hanno la possibilità dovrebbero, secondo me, inviare aiuti economici a Gaza, anche attraverso azioni che coinvolgano la popolazione, come collette. Di fondamentale importanza è la ricostruzione degli ospedali: potrebbero essere mandati a Gaza volontari per l’assistenza medica. Sarebbe anche bene aiutare psicologicamente la popolazione, soprattutto gli ostaggi che Hamas sta liberando in queste settimane. Tornando al libro, è possibile informarsi su aspetti poco conosciuti, come l’esistenza di molte etnie ancora oggi esistenti, come la popolazione dei Rom; di molte guerre in corso, come quella del Kosovo o ancora quella tra Armenia e Azerbaijan; dell’esistenza di molti studiosi che trattano o hanno trattato tematiche simili a quelle affrontate da Pisa, come Galtung, Marco Foreani, Enrico Euci. Insomma si tratta di un libro non di facile lettura, ma sicuramente ricco di concetti molto interessanti ed attuali.
a cura di De Rosa Daniele, classe 2A
Dalla copertina, il libro “Samir, il postino tunisino”, mi attraeva parecchio. Dopo averlo letto, mi ha colpito molto il messaggio dell’autore (Tonino Scala), cioè che non ci si deve far catturare troppo dalle attuali tecnologie, come gli smartphone, perché poi ci si scorda delle antiche abitudini tipiche di un paese.
La narrazione è gradevole e mi ha fatto riflettere su ciò che di negativo possono causare le nuove tecnologie.
a cura di Daniele De Rosa, 2A
a cura di Biagio Moccia, 2A
Oggi vi parlo di un libro, scritto da Annette Hersag e Katrine Clante, che parla di amore e che vi consiglio molto. E' una grafic-novel, divisa in due parti, nettamente distinte perchè sono impaginate in modo diverso: a metà lettura, bisogna letteralmente capovolgere il libro per leggere la seconda metà. Presenta le vite di due ragazzi, di una ragazza e di un ragazzo che cercano di fidanzarsi ma non ci riescono. E' un libro molto bello da leggere, anche perchè è a fumetti.
a cura di Martina Ferraioli, 2A
Questo libro mi ha emozionato. Nelle prime pagine Lireta ci racconta della sua infanzia molto triste: il padre alcolizzato che la picchiava, la povertà della loro famiglia, il suo tentato suicidio. Lireta è una donna che vive molte cose che fanno venire i brividi al solo pensiero. Una delle cose più spaventose è stata sicuramente quella dell’arrivo con il gommone in Italia.
E’ davvero impressionante come vengono trattate queste persone, ovvero i clandestini, proprio come degli oggetti: buttati su un gommone e trasportati dalle gelide acque dell’Oceano fino in Italia, che vedono come un luogo di speranza, scappando dall’Albania, tempestata dalla guerra.
Lireta, che portava la sua piccola bimba di pochi mesi, ci racconta che da quel ‘’viaggio’’ in gommone, capì che non avrebbe mai ripetuto un’esperienza del genere con la sua bimba.
Non molto meglio fu l’arrivo in Italia, accolti da due poliziotti come se non fossero esseri umani. Si tratta, invece, di persone che vogliono solo scappare dalla guerra, in cerca di libertà.
Un altro tema fondamentale di questa storia è l’amore vero, preceduto dal duro tradimento.
Io mi chiedo come può un uomo tradire qualcuno che lo ama davvero?
Fortunatamente, il finale invece si chiude con la felicita’ di Lireta e della sua famiglia: finalmente libera ha trovato qualcuno che la ama davvero, Salvatore che è pronto a occuparsi di lei e dei suoi bimbi. Questo libro mi ha stupita ad ogni pagina.
Affronta temi difficili, come il matrimonio combinato, la violenza sulle donne, gli immigrati e i loro ‘’viaggi’’ sul gommone, le guerre; tematiche molto dure, ma che vale la pena di conoscere, per essere consapevoli del fatto che nulla va dato per scontato e che al mondo ci sono persone che vivono esperienze totalmente diverse dalle nostre.