TUTE CONQUISTANO LA STRADA
Felpe, leggins e tute escono dalle palestre e conquistano la strada. E’ stato uno choc culturale.Oggi invece è la normalità, oggi parliamo di outfit più creativi.
Dopo due anni di pandemia e un paio di lockdown o comunque di permanenza in casa,è sparita la voglia di curare il proprio aspetto come prima.
Anche gli stilisti non hanno perso occasione per cavalcare l’onda. La tuta è facile da indossare e versatile per questo vince in fatto di stile.
Nei negozi le commesse non le avevano ancora esposte e questo ha portato ad avvolgerle in un alone di unicità.
E’ nata soprattutto come uniforme da lavoro maschile, adottata poi anche dalle donne: il sopra aderente e le gambe leggermente ampie.
Le ultime mode make-up, inoltre, hanno illuminato anche il Festival di Sanremo: labbra ben accese e scarlatte e occhi ben enfatizzati dall’eyeliner.
Mariarca Granzotto, Beatrice Roman, 2^D
NOI NON SIAMO SCHIAVI
Durante i mesi di gennaio e febbraio, la classe 2^C della scuola G.B.Cima, ha svolto un lavoro e visionato un film sulla schiavitù minorile. Il lavoro di gruppo è stato eseguito durante il mese di gennaio, attraverso cartelloni o presentazioni multimediali. Gli alunni sono andati a ricercare e successivamente trascrivere notizie riguardanti la schiavitù minorile nel mondo, spiegandola, infine, con l’aiuto di immagini. In seguito hanno guardato il film di Iqbal Masih (1983-1995), un bambino pakistano che lottò per la schiavitù minorile, rispetto al quale hanno scritto un riassunto. Agli alunni è piaciuto particolarmente questo lavoro, perché ha fatto capire loro come venga vissuta e che cosa sia la vera schiavitù.
La schiavitù minorile è un argomento sottovalutato e spesso poco trattato. Si tratta di una violazione dei diritti del bambino, che invece di lavorare dovrebbe essere istruito e vivere una "vera infanzia". L'aiuto di qualsiasi persona è importante per garantire un futuro migliore a tutti i bambini vittime di questa situazione.
"Nessun bambino dovrebbe impugnare mai uno strumento di lavoro. Gli unici strumenti di lavoro che un bambino dovrebbe tenere in mano sono penne e matite.” (Iqbal Masih).
Leonardo Drioli Spinazzè, 2^C
LA CULTURA GIAPPONESE
Far conoscere una civiltà interessante ma poco conosciuta
I cibi tradizionali
1) Il ramen: è un tipico piatto giapponese
di spaghetti di frumento servito in brodo (1).
2) Sushi: è un insieme di piatti tipici della
cucina giapponese a base di riso insieme
ad altri ingredienti come pesce, alghe nori
o uova (2).1 2
3) Onigiri: è anche conosciuto come omo-
-subi, è uno spuntino tipicamente giappo-
-nese, composto da una polpetta di riso
Bianco, con un cuore di salmone, tonno
o altro (3).
Le religioni
Le religioni maggiormente diffuse in
Giappone sono lo shintoismo e il bud-
-dismo. Questo perché per loro il ter-
-mine in sé ha ben poco significato, o
Perché manifestare di seguire aperta-
-mente lo shintoismo viene visto come
Una forma di adesione a una delle tante
Organizzazioni presenti nel paese.
I luoghi più visitati in Giappone:
1)Santuario di Fushimi Inari-taisha:
santuario dedicato al kami Inari, situata
a Fushimi-ku, a Kyōtoin Giappone (1)
2)Foresta di bambù ad Arashiyama:
la foresta è famosa a livello locale e
rinomata in tutto il mondo. I visitatori possono passeggiare su sentieri fian
cheggiati da infinite file di imponenti
bambù (2)
3)Ueno park:il parco è noto per la fioritura dei ciliegi in primavera. Il parco attira dieci milioni di visitatori all'anno, rendendolo uno dei parchi cittadini più popolari del Giappone (3)
Festival giapponesi
1)New Year’s Day-1° Gennaio 2) National Foundation Day-11 Febbraio
3)Coming of age day-dall'1 aprile al 31 marzo
4) The Emperor’s Birthday-23 Febbraio
Veronica Dadiè e Beatrice Roman, 2^D
L’INCIDENTE NUCLEARE
DI CHERNOBYL
Nel 1986 in Ucraina, presso la centrale di Chernobyl nella città di Pripyat, nella regione di Kiev, ci fu un grave incidente.
Mia nonna viveva a circa 50 chilometri da Pripyat e lavorava in una fabbrica elettronica. La direzione della loro fabbrica ha riferito loro dell'incidente avvenuto quella mattina del 26 aprile e del grande pericolo per la salute alle persone, soprattutto per i bambini e le donne incinte. Il livello di radiazione era molto alto e si estendeva anche a 30 chilometri. Tutti si sono affrettati a fermare l'incidente.
Sulla strada principale della città dove viveva mia nonna, che si chiama Obukhov, vicino a sua casa hanno guidato tutto il giorno e tutta la notte varie auto che trasportavano tubi, cemento, sabbia e autopompe per raggiungere la centrale e bloccare l'incidente. C’erano anche gru e autobus per evacuare le persone dalla zona critica. Gli elicotteri e gli aerei diretti alla stazione di Chernobyl ronzavano e il loro suono dal cielo giungeva in terra. In autobus, le persone hanno lasciato Chernobyl e Pripyat con piccole borse perché pensavano di dover lasciare la città per molto tempo, ma dopo, come è stato, l’hanno lasciata per sempre. Bambini e donne piangevano, si separavano dalle case e dagli uomini che rimanevano. Le sirene continuavano a ronzare e per le strade c’erano posti di blocco con sabbia fresca dove veniva misurato il livello delle radiazioni. Le persone passavano attraverso la sabbia pulita o lavavano i piedi e le ruote delle auto con l'acqua, lavando costantemente le strade, le pareti esterne e le finestre delle case lungo la strada. Negli asili e nelle scuole è stata poi tolta la sabbia sporca e messa quella nuova. Nella stazione stessa, gli operai hanno lavorato in tute spaziali, cambiandosi ogni 10 minuti, facendo cadere lastre rotte dal tetto e spegnendo il fuoco radioattivo infernale. Uno di questi operatori era un mio parente che portava le persone fuori dal villaggio con i loro animali domestici o di grossa taglia, lontani anche 20 km. Gli sfollati si sono stabiliti in altri villaggi dove sono state assegnate loro nuove case in vari appartamenti. A loro è stata fornita assistenza finanziaria e altri trattamenti. Molti operatori e civili sono morti per gli alti livelli di radiazioni subite e in seguito sono morti per malattie incurabili. Molte donne soffrivano molto con i bambini. Una commissione speciale ha convocato le donne incinte affinché abortissero, in modo che i bambini non nascessero con malattie importanti. Tra queste donne c'era mia nonna. Ma lei ha negato categoricamente, qualsiasi bambino sarebbe nato, sarebbe nato, sarebbe stato suo! È stato molto difficile per mia nonna, ma ha resistito e ha dato alla luce una bambina bellissima a tutti gli effetti. È vero, aveva sangue dal naso e spesso mal di testa, ma grazie a Dio e alle cure è cresciuta una bella ragazza. Questa è la mia mamma e la mamma di mia sorella Sofiya, Tamara. Anche noi siamo cresciute belle e senza nessun difetto. Nelle zone più contaminate, le donne abortivano. Quindi questo incidente catastrofico ha tolto la vita a molti bambini e adulti.
Le conseguenze di questo incidente si fanno sentire da molti anni e ancora adesso e non solo in Ucraina. Le radiazioni si sono diffuse in altri paesi e tali incidenti sono molto pericolosi per l'umanità e tutti dovrebbero cercare di prevenirli. Ora il reattore della centrale è stato coperto con un robusto sarcofago e la stazione è ricominciata a funzionare.
Yuliana Tymkiv, 3^A