I DUECENTO ANNI DELL’”INFINITO” DI LEOPARDI
“Sempre caro mi fu quest’ermo colle”.
Chi è che non conosce il primo verso dell’Infinito di Giacomo
Leopardi, una delle più belle poesie della letteratura mondiale?
In occasione del bicentenario dalla composizione della lirica
leopardiana il 28 maggio si è celebrato l’ Infinito day, il giorno in
cui tutti gli studenti delle scuole italiane sono stati invitati a
dedicare la giornata al poeta e a uno dei suoi più noti
componimenti.
Anche noi ci siamo confrontati con questa poesia e a prima vista
non è stato facile comprenderla: il linguaggio era più simile al
cinese mescolato con l’arabo, tanto per noi era incomprensibile.
Ma poi “leggendo e meditando” ne abbiamo apprezzato la
bellezza e abbiamo provato a fingerci nel pensiero, non senza
difficoltà per chi, come noi, è abituato a vivere nel rumore, i
“sovrumani silenzi e la profondissima quiete”.
Seduti davanti alla “nostra siepe” siamo riusciti ad andare oltre il
limite e a creare con la nostra mente spazi infiniti.
C’è chi ha immaginato ambienti naturali sconfinati come boschi,
mari, laghi, deserti, montagne,…; c’è chi li ha visti popolati di
animali, anche immaginari; c’è chi non ha saputo rinunciare alla
tecnologia e ha pensato alle città del futuro; chi, un po’
sconsolato, si è figurato che all’infinito subirà il controllo dei
propri genitori; e c’è anche chi si è perso in un immenso spazio
colorato dove non è possibile fermarsi e per questo incute paura.
È stata un’esperienza coinvolgente e anche noi come Leopardi
siamo stati felici di naufragare in un mare infinito e libero.
Scuola Primaria" Beniamino Belloni" , Urbisaglia