Titolo: “Tim Specter, il club della paura”
Autore: George Arthur Bloom
Casa Editrice: Giunti Editore
Anno di pubblicazione: 2019 Numero di pagine: 228 Letto in due settimane
George Arthur Bloom è nato in Canada nel 1945. E' uno scrittore e produttore televisivo. Tra altre opere, ha prodotto “My Little Pony” e “I Transformers”, le sue opere più famose. Questo è il secondo libro di Bloom che leggo ed è il seguito di “Tim Specter, il problema del maggiordomo impiccato”. Vorrei tanto leggere “Tim Specter: Il terrore di Londra” perché è il libro che conclude la serie. Il libro è sempre un giallo-fantasy avventuroso e, rispetto al primo racconto, la parte avventurosa è prevalente. E' il mio genere preferito perchè ci sono molti crimini, indagini ed enigmi.
La vicenda narra la storia di Tim Specter, un cacciatore di fantasmi che viene costretto a unirsi al "Club della Paura", un circolo letterario i cui membri si incontrano in un vecchio castello per raccontarsi storie di fantasmi. In questo contesto Specter si trova ad indagare su una serie di eventi inquietanti che coinvolgono il suo acerrimo nemico, Thaddeus Mirakola, fuggito di prigione, e il mistero legato all'omicidio del proprietario del castello stesso, Ebenezer Dragonwyck.
Nel libro a volte ci sono dei flashback e delle anticipazioni. In un'occasione in un incubo di Specter, si capisce come il criminale Mirakola è scappato di prigione. La narrazione è molto interessante e facile da capire anche se il libro è pieno di indizi e colpi di scena.
Il narratore nel primo capitolo è un personaggio coinvolto nella vicenda e parla in prima persona, invece nel resto del libro è onnisciente e parla in terza persona. Questa è la prima volta che leggo un libro con due narratori diversi e, secondo me, è una scelta che non a tutti può piacere come invece è stato per me.
Nel racconto ci sono molte descrizioni perchè ci sono tanti personaggi e anche tante riflessoni sull'omicidio. Queste descrizioni sono molto dettagliate e per questo sono riuscita a immaginarmi tutti i protagonisti. La mia preferita è quella di Priscilla Rutherford: “... era una ragazza pallida, dai lineamenti aggraziati e la pelle delicata. I suoi capelli scuri erano raccolti in uno chignon dalla forma tanto particolare che sembrava che un uccello le si fosse appollaiato in testa. Indossava un abito da bambola, ancor più bianco della carnagione, e in mano stringeva un ventaglio dello stesso colore, che sventolava di continuo.”. Non si sa nulla di Priscilla se non che è membro del club della paura.
Angela Miniver è un altro membro del club della paura. E' una vecchietta fragile. E' vedova di Trevor da 40 anni e veste sempre di nero. Non usa mai la lettera “T” perchè le ricorda il marito. A causa di questa sua mania, chiama il protagonista “Jim Specker” anziché Tim Specter. George Cushing, oltre che membro del club della paura, è un sarto che ama tutto ciò che è inglese e non è mai uscito dalla sua nazione perché, secondo lui, il resto del mondo è una diceria. Quando scopre che Tim Specter è scozzese inizia a trattarlo male.
Quasi tutti i personaggi di questo libro sono nati da famiglie ricche tranne Mirakola, che viene da una famiglia povera.
Alcuni personaggi come Tim Specter, Jonathan Wilfrid e Priscilla Rutherford, suscitano in me simpatia e tenerezza mentre altri come Thaddeus Mirakola e Angela Minivier mi suscitano disprezzo e rabbia.
La vicenda è narrata nel 1896 e i luoghi descritti, gli oggetti e gli abiti sono molto diversi da quelli attuali. Tale cosa mi fa immaginare come era quell'epoca e soprattutto com'era la vita senza l'esistenza del telefono. Nel libro compaiono molti luoghi come il pub chiamato Black Owl, oppure Hyde park e altri, ma il più importante è il castello Dragonwyck. In quel castello non solo si riuniscono i membri del club della paura, ma è anche dove viene ucciso Ebenezer Dragonwyck, il proprietario. La maggior parte dei periodi sono lunghi perchè ci sono molti dialoghi diretti, però i discorsi sono molto veloci da leggere grazie allo stile quotidiano. Questo stile mi piace molto perché lo uso sempre non solo per scrivere, ma anche per parlare e soprattutto è uno stile molto facile da capire.
I temi che hanno ispirato l'autore sono il mistero, per tutti gli omicidi e crimini, l'avventura, per il continuo cambio di luoghi e il soprannaturale, per la presenza di fantasmi.
In conclusione il libro mi ha coinvolta grazie ai numerosi avvenimenti, enigmi e colpi di scena che ogni volta mi hanno obbligata a ripensare agli eventi accaduti precedentemente per trovare una risposta ai quesiti che si poneva Specter.
Chi ha ucciso Ebenezer Dragonwyck? Come? Perchè?
E come Thaddeus Mirakola è fuggito di prigione? Perchè? Che intenzioni aveva? Ha stimolato molto la mia fantasia e la curiosità di sapere come sarebbe andato a finire e tanta voglia di leggere il terzo ed ultimo libro della serie.
Consiglio la lettura agli amanti del mistero, agli appassionati di enigmi e alle persone a cui piacciono le storie di fantasmi.