Recensione del libro
“Divisa in due”
Titolo: “Divisa in due”
Autrice: Sharon M.Draper
Casa editrice: Feltrinelli Up Milano
Anno pubblicazione: Marzo 2020
Numero pagine: 247
Sharon M.Draper nasce il 21 agosto 1948 a Cleveland, Ohio, Stati Uniti, ma vive a Cincinnati. Scrittrice americana per bambini, educatrice professionale e insegnante nazionale dell'anno nel 1997. Ha vinto due volte il Coretta Scott King Award per i libri sull'esperienza afroamericana di giovani e adolescenti. Ha insegnato per venticinque anni Letteratura alle scuole superiori. Pubblicato in venti lingue il suo Melody è stato nella classifica dei bestseller del “New York Times” per due anni, conquistando oltre un milione di lettori e numerosissimi riconoscimenti, tra cui il Miglior libro dell’anno per “Kirkus Reviews” e per il “San Francisco Chronicle”, il Parents’ Choice Silver Honor negli Stati Uniti e il Sakura Award assegnato dai ragazzi in Giappone. In Italia ha vinto il premio Andersen 2016 come Miglior libro oltre 12 anni.
Dopo lo straordinario successo di Melody, Sharon Draper torna per raccontare una nuova eroina della quotidianità: una grande protagonista alla ricerca della propria identità, a cui il lettore si affeziona dalla prima pagina.
Il libro ricorda i luoghi in cui l’autrice vive, infatti è ambientato a Cincinnati nell’Ohio, e la protagonista suona il pianoforte, ha un fratellastro, è afroamericana e ha avuto problemi di razzismo come la scrittrice, anche se il racconto non è autobiografico.
E’ il primo libro che leggo di questa autrice, mi è piaciuto molto e l’ho letto velocemente. Ho visto che ha scritto anche “Melody”, che ha avuto più successo di questo, e sono curiosa di leggerlo.
Il libro è un romanzo di narrativa contemporanea per ragazzi, e questo genere mi appassiona molto, perché racconta la vita di ragazzi della mia età che fanno le stesse cose che faccio io e hanno problemi che posso avere io o i miei coetanei.
Isabella detta anche Izzy, è una ragazzina di quasi 12 anni, vive in una cittadina dell’Ohio e fin da quando era piccola ama suonare il pianoforte. Il padre ha origini africane, mentre la madre è bianca, e da quando si sono separati, la ragazza ogni settimana si deve spostare per cambiare casa e questa cosa non le piace, perché si sente una merce di scambio e nessuno dei due le chiede mai cosa pensa e come sta. Entrambi i genitori hanno nuovi compagni e la fidanzata del papà ha anche un figlio più grande di nome Darren, che va molto d’accordo con Isabella. Le sue migliori amiche sono Heather, di carnagione chiara, e Imani, che ha la pelle molto scura e che a scuola viene presa in giro da un compagno di classe. Un giorno, con il professore di Letteratura, parlano che nell’antichità le persone nere venivano impiccate, e Imani ci rimane molto male, soprattutto quando poi, nel suo armadietto in palestra, trova un cappio. La ragazza si spaventa, viene mandata a casa e arriva la polizia che interroga tutta la classe per trovare il colpevole. Nei giorni successivi rimangono tutti a casa da scuola per riflettere, e al rientro parlano con il loro professore di quello che è successo e di come possono fare per far sentire Imani più al sicuro. Decidono di addobbare la scuola con cuori colorati e Isabella pensa continuamente a quello che è successo e sta vicino all’amica, perché anche lei è per metà nera e spesso la gente la guardava in giro con la mamma bianca e le facevano tante domande.
La protagonista è anche impegnata ad esercitarsi al pianoforte, perché la sua insegnante l’ha iscritta a un concorso famosissimo, chiamato Pianopalooza a Cincinnati. Si esercita con lei a casa del papà, dove ha un vero pianoforte e una casa grandissima, mentre dalla mamma suona per conto suo con una pianola. I suoi genitori litigano continuamente per ogni cosa, per le settimane in cui la ragazza deve stare con loro, perché arrivano in ritardo agli scambi della domenica, per le decisioni che devono prendere su Izzy, e anche perché hanno deciso di sposarsi con i loro compagni nello stesso giorno. La protagonista non ne può più e si sente divisa a metà, e si chiede perché nessuno si domanda cosa vuole lei. Una volta scappa spaventata dal centro commerciale, perché il papà si presenta con un poliziotto per il ritardo della mamma, e l’unico che gli sta davvero vicino è il fratellastro Darren, che la capisce e cerca di farla sempre contenta.
Arriva il giorno del concorso Pianopalooza, il papà ha un impegno di lavoro e chiede a Darren di accompagnare lui Isabella, che poi li avrebbe raggiunti insieme a tutti gli altri.
La ragazza è molto agitata e continua a ripetere il brano perché ha paura di sbagliare, poi si veste elegante e siccome sono in anticipo, chiede al fratellastro di fermarsi a prendere un gelato. Trovano parcheggio davanti alla banca e vanno in gelateria. Usciti si dirigono verso la macchina e un signore correndo va addosso a Darren, facendogli cadere il gelato. I ragazzi rimangono un po’ male, ma fanno finta di niente e ripartono contenti verso Pianopalooza. Dopo un po’, vengono inseguiti e fermati dai poliziotti che li accusano di aver rubato la banca, rompono i finestrini dell’auto e li fanno scendere, spingono Isabella addosso al cofano e una poliziotta le punta una pistola in fronte, mentre gli altri picchiano Darren e lo buttano per terra, circondandolo e urlando di tirare fuori i soldi che ha rubato. Il ragazzo è spaventato e cerca di spiegare che sono solo andati a prendere un gelato e che sta accompagnando la sorella ad un concorso di pianoforte, ma non lo ascoltano. Izzy è terrorizzata e mette una mano in tasca per prendere il cellulare e chiamare la sua mamma, allora la poliziotta pensando che stesse tirando fuori una pistola, le spara senza pensarci. Isabella sviene e si risveglia in un letto di ospedale, dove una gentile infermiera le racconta che le hanno sparato al braccio, ma per fortuna è solo un graffio, però cadendo aveva sbattuto forte la testa e doveva rimanere lì per qualche giorno. La ragazza capisce che era successo tutto per colpa della loro carnagione scura, che non li avevano ascoltati perché i neri erano considerati dei ladri e delle brutte persone. Arrivano da lei anche i suoi genitori, con i loro compagni e Darren, che la consola e la abbraccia forte, e le dice che lui sta bene e che avrebbero denunciato i poliziotti. I suoi genitori le stanno vicino e promettono di non litigare più continuamente. Vanno a trovarla anche le sue migliori amiche, parlano insieme di razzismo e di quello che è successo a lei e a scuola, e insieme poi scherzano e giocano con lo slime. E anche la sua maestra di pianoforte va da lei in ospedale e le porta il programma del concorso, dove c’è scritto anche il suo nome e la rassicura che la iscriverà ad un concorso ancora più importante.
Alla fine da un altoparlante dell’ospedale esce un suono, è “Per Elisa” di Beethoven, e lei la suona nell’aria con le dita: le note veloci, lente, gravi, acute, tasti bianchi e neri mescolati insieme, alla perfezione.
I fatti sono narrati in ordine cronologico ma ci sono alcuni flashback, come per esempio quando Isabella ricorda che da piccola ad ogni Natale, le regalavano sempre una pianola nuova, oppure quando il suo papà le racconta quando da bambino andava nel bosco con il suo migliore amico, fingendo di essere due cowboy e mangiando patatine.
Ho capito con molta facilità la vicenda e mi è piaciuto molto quando Isabella, Heater e Imani vanno al centro commerciale insieme, proprio come facciamo io e le mie amiche. Non mi sono mai annoiata a leggere, perché non c’erano descrizioni e a volte mi sembrava di leggere le stesse cose che facciamo io e le mie amiche.
Il narratore è onnisciente e chi racconta la storia è la protagonista. Mi piace molto la scelta dell’autrice perché in questo modo si capiscono meglio i sentimenti e le emozioni che prova Isabella, e quello che succede nel racconto.
Nel libro ci sono delle riflessioni come quando Izzy pensa che la sua famiglia è divisa in tre pezzi, che non è più unita e che nessuno si chiede come si sente lei. Ci sono pochissime descrizioni, per esempio quando la protagonista appende in camera un calendario e spiega come è fatto e che ha colorato in verde le settimane della mamma, mentre quelle del papà in arancione. Descrive i luoghi, i personaggi, le emozioni che provano, ma con poche parole.
Isabella: è una ragazzina di 11 anni e frequenta la prima media. E’ figlia unica, i suoi genitori sono separati e deve sempre cambiare casa, una settimana vive con la mamma bianca (che la chiama Izzy) e l’altra con il papà afroamericano (che la chiama Isabella). Ha la carnagione mulatta e i capelli che sembrano un cespuglio come quelli del papà e le labbra sottili come quelle della mamma. Lei non si sente né bianca né nera, però alla fine con tutto quello che le succede, pensa di essere più simile al papà. Affronta i litigi e la separazione dei genitori sentendosi amata, ma divisa a metà e si consola suonando il pianoforte e stando con le amiche. Ama il pianoforte da quando aveva tre anni, e suonare gli fa dimenticare i problemi. E’ sensibile, intelligente e anche tanto forte, soprattutto quando capitano episodi di razzismo a lei e alla sua amica.
Isaiah: è il papà di Isabella. Ha i capelli ricci, le sopracciglia spesse e il mento forte. Si lascia con la moglie perché continuano a litigare e si trasferisce per un po’ in California in una casa bellissima, ma poi torna nel suo paese in una villa di lusso. Trova una nuova compagna, Anastasia, che è una donna molto bella ed elegante, che è rimasta vedova da giovane e ha anche un figlio di nome Darren.
Isaiah è un papà dolce, sempre presente e ama molto la figlia, però a volte litigando con la ex moglie, dimentica di pensare ai sentimenti di Izzy e la fa soffrire, anche se poi le chiede sempre scusa e si fa perdonare.
Isabella mi ha fatto provare tristezza quando scopre che i genitori si sono lasciati e anche quando gli altri la guardano male quando è in giro con la mamma che è bianca. Ho provato paura e rabbia quando i poliziotti trattano male la ragazza e il suo fratellastro solo perché sono neri e non li ascoltano, ma li picchiano e poi sparano a Isabella.
Come la protagonista anche a me piace tanto suonare il pianoforte e stare con le amiche.
La vicenda si svolge ai giorni nostri e si capisce perché i personaggi usano i cellulari e il prof. di italiano a scuola insegna agli alunni ad usare delle app per cercare notizie sui giornali importanti. Non ci sono molte descrizioni ma si capisce lo stesso come sono i luoghi, per esempio la casa della mamma è piccola e non ci sta il pianoforte, invece quella del papà è grande e lussuosa. Sono riuscita ad immaginare anche la scuola con i cuori colorati appesi, il centro commerciale con i negozi, e il bosco con il fuoco dove Isabella e il papà fanno campeggio.
La mamma appartiene a un ceto sociale medio, invece il papà è più ricco, ha una casa più grande, porta la figlia in ristoranti di lusso e le compra vestiti firmati. Il livello di cultura e la ricchezza però non sono importanti nella storia.
Le parole che usa l’autrice sono facili da comprendere e appartengono ad un linguaggio semplice e quotidiano. I periodi sono brevi e ci sono molti dialoghi tra i personaggi che aiutano a capire meglio la storia e a leggere senza annoiarsi.
L’autrice è ispirata a vari temi astratti: l’amicizia, perchè Isabella e le sue amiche si vogliono tanto bene, si aiutano a vicenda e si sostengono sempre. Il razzismo quando il compagno di classe mette un cappio nell’armadietto di Imani perché è nera, e anche quando il commesso manda via le due amiche dal negozio, perché non si fida di loro per il colore della pelle. L’amore che la ragazza prova per i suoi genitori e anche per i loro nuovi compagni e Darren. L’ingiustizia dei poliziotti, che trattano male Izzy e Darren e pensano che siano dei ladri senza ascoltare quello che dicono. Credo di aver imparato da questo racconto che non bisogna giudicare una persona in base al colore della pelle. Secondo me chi legge questo libro può diventare una persona migliore per questo motivo.
Mi è piaciuto molto questo libro perché si parla tanto di pianoforte e del concorso di musica e non vedevo l’ora che Izzy suonasse al Pianopalooza, e poi alla fine della storia c’è il link del brano che stava studiando, così ora lo sto imparando a suonare anch’io.
Per leggerlo ho impiegato due settimane e mentre leggevo immaginavo le ragazze che uscivano insieme, che chiacchieravano, che guardavano film e che facevano i pigiama party come faccio io con le mie amiche.
Vorrei consigliare questo libro a tutta la mia classe, perché abbiamo tutti la pelle di colore diverso ma non dobbiamo prendere in giro nessuno.
A. I. CLASSE 2C