Come abbiamo lavorato?
Filosofia - parte generale
SOTTOSEZIONi:
La caverna di Platone e l'occhio: luce reale e luce metafisica
La luce rivelatrice - Gli enigmi dell’arte, attraverso il tempo e lo spazio: La Rosa Camuna, I coniugi Arnolfini, La Primavera
Kant e la Riflessione della Luce
E INFINE...
Conclusione del lavoro
Il progetto nasce dalla proposta dei docenti di Filosofia, Biologia, Fisica e Storia dell’Arte di sviluppare un'Unità Didattica di Apprendimento (U.D.A.) sul tema comune della Luce. Il nostro gruppo ha scelto di approfondire la Luce in Filosofia, partendo dal Mito della Caverna di Platone. I collegamenti con le altre materie sono: in Biologia, le problematiche oculari causate dalla luce solare e i sistemi di dilatazione e contrazione; in Fisica, il fenomeno della riflessione della luce con riferimento a Kant; in Storia dell’Arte, la luce come elemento rivelatore, analizzata attraverso opere come l’arte camuna, I coniugi Arnolfini e La Primavera.
1 SOTTOSEZIONE: La caverna di Platone e l'occhio:
luce reale e luce metafisica
Platone, "Repubblica", Libro VII
VII libro della Repubblica il filosofo greco racconta che tre persone sono rinchiuse in una caverna fin dalla loro nascita e dietro a loro c’è un muro alto con un fuoco, che illumina la caverna. Tra il fuoco e i prigionieri c’è un muro basso e dietro ad esso ci sono altre persone che tengono degli oggetti, come delle statuine. Così facendo gli oggetti riflettono la luce del fuoco, l’allegoria del sole, dal quale i prigionieri vedono le loro ombre.
Un giorno un prigioniero riesce a liberarsi e scopre che quella che credeva che
fosse la realtà, ossia le ombre, non sono che altro una proiezione; generate da un fuoco. Il prigioniero si reca verso l’uscita, ma dato che gli occhi gli fanno male, poiché non è abituato alla luce dal sole. Allora il prigioniero fuggito inizia a guardare i riflessi dell’acqua. Dopo che si è abituato alla luce del sole inizia e vedere le cose stesse, gli alberi come alberi e non come riflessi della luce, i sassi come sassi e non come riflessi della luce….
Ma se il prigioniero che ha scoperto il mondo reale, tornasse indietro a dire agli altri prigionieri che il mondo in cui vivono è fittizio essi lo riterrebbero sciocco e verrà probabilmente ucciso.
Platone, con questo mito, allude al destino del maestro Socrate, il quale condannato dai concittadini poiché aveva cercato di filosofare con loro. Oltre a ciò si riferisce al compito del filosofo ossia di far conoscere alla comunità il sapere acquisito.
Nella quarta parte del “Discorso sul Metodo” il filosofo francese René Descartes afferma che bisogna dubitare non solo dei sensi, ma anche della ragione, il dubbio metodico.
Questo tema, però, è ripreso con maggior rilievo nel nelle prime Meditazione. Infatti mette in discussioni tutte le conoscenze sensibili, dato che i sensi ci ingannano, come le illusioni ottiche, e quindi ci possono ingannare sempre.
Anche le conoscenze che provengono dai sensi possono ingannarci, ma non le idee dalla ragione, come ad esempio un triangolo ha tre lati. Secondo Cartesio al dubbio le idee della ragione non si sottraggono, in particolar modo quelle dimostrate dalla matematica. Nel ragionare noi ci sbagliamo, ma quando sbagliamo non ce ne accorgiamo, pertanto nei anche nei ragionamenti matematici ci possiamo sbagliarci costantemente.
Sempre nella prima meditazione afferma che potrebbe esistere oltre a un dio benevolo, un genio maligno, il quale potrebbe aver costruito la nostra mente in maniera difettosa, da sbagliarci sempre.
Ma Cartesio è certo che dubita, ma se dubita pensa e pensando esiste. Così da formulare nel quarta parte del discorso “Cogito ergo sum”, “Je pense, donc je suis”, “Ich denke, also ich bin” ovvero “Io penso, allora esisto”.
È aperta la caccia del coniglio o dell'anatra?
2 SOTTOSEZIONE: La luce rivelatrice
Gli enigmi dell’arte, attraverso il tempo e lo spazio: La Rosa Camuna, I coniugi Arnolfini, La Primavera
“Arte! Chi la può comprendere? A chi una persona si può rivolgere per attirare l'attenzione di questa grande dea?”
Beethoven
3 SOTTOSEZIONE: Kant e la riflessione della luce
"Per l’uomo che percepisce le cose attraverso gli schemi prestabiliti del suo spirito, la verità del mondo è inaccessibile. Immanuel Kant
LA NOSTRA CONCLUSIONE
Cosa abbiamo appreso da questo lavoro? Che la luce arrichisce la nostra visione del mondo e della conoscenza, essendo simbolo sia di verità che rivelazione. Attraverso la metafora platonica della caverna fino alla teoria kantiana della conoscenza, abbiamo osservato che la luce assume il ruolo di guida. La luce spinge il pensiero verso una maggiore consapevolezza. Ma come dice Kant, bisogna sempre essere consapevoli dell'esistenza di limiti.
GRAZIE PER L'ATTENZIONE!