Il Giardino dei Tarocchi
Il Giardino Dei Tarocchi situato in Toscana, a Capalbio, è popolato da statue ispirate alle figure dei Tarocchi che sono state ideate da Niki de Saint Phalle. Nel 1979 erano iniziati i lavori, ai quali aveva collaborato un gruppo di esperti nell’arte contemporanea e anche Ricardo Menon, amico e assistente personale di Niki, e Venera Finocchiaro, ceramista romana.
I lavori sono terminato nel 1996, ma solo il 15 maggio 1998 il Giardino è stato esposto al pubblico.
Di seguito sono descritti i Tarocchi più importanti.
Viene rappresentata con la bocca spalancata, da cui fuoriesce l’acqua che alimenta la fontana, e i capelli in disordine. È lei la vera papessa del Giardino dei Tarocchi, colei che custodisce saperi e i segreti che non possono essere rivelati.
Essa è una scultura enorme e rappresenta la maternità, la fecondità, la femminilità e la forza creatrice. È colei che dà la vita.
È rappresentato un grande drago di specchi verdi, con ali rosso fuoco, che digrigna i denti davanti a una donna vestita di bianco, che sembra tenerlo al guinzaglio.
È raffigurato un uccello, che rappresenta gli esseri che si avvicinano di più al sole.
Niki de Saint Phalle ha pensato all’Eremita come una statua quasi trasparente.
Quest’uomo, in cerca della propria spiritualità e dei segreti della vita, è rappresentato con un bastone.
Si trova a poca distanza dall’Imperatrice e non è ben visibile dalla piazza centrale, se non per la torre. È probabilmente la figura architettonica più complessa dell’intero Giardino dei Tarocchi e ricrea al suo interno una piazzetta riccamente decorata.
L'Impiccato o l'Appeso
Si tratta di una struttura del tutto particolare, con un’anima al suo interno.
La Stella
È rappresentata una gioiosa donna rivestita di specchi il cui corpo è riccamente decorato da stelle colorate. È a bagno in una fontana, sorregge due brocche dalle quali l’acqua scende nella vasca.
La Morte
È sorridente, su un cavallo in movimento, sollevata da una base di specchi, che riflettono il passato, mentre il cavallo e il movimento suggeriscono che la morte faccia parte di un ciclo continuo.
Il Mondo
È rappresentato da una scultura meccanica con una donna e un serpente su una sfera rotante, simbolo di armonia tra tecnica e umanità.
Il Sacro Bosco
Il Sacro Bosco di Bomarzo, noto anche con il nome di Parco dei Mostri era originariamente collegato al Palazzo Orsini tramite un enorme giardino, giungendo dal quale l’entrata nel Bosco provocava nel visitatore un contrasto emotivo con la rasserenante e ordinata visione precedente.
Il Sacro Bosco fu ideato dall'architetto Pirro Ligorio su commissione del Principe Pier Francesco Orsini, detto Vicino, "sol per sfogare il core" (solo per sfogare il cuore) infranto dalla morte della moglie Giulia Farnese. Pier Francesco Orsini nacque a Roma il 4 Luglio del 1523 e morì a Bomarzo il 28 gennaio 1585. Lui ci si rifugiava per trovare tranquillità e pace. Il Bosco era diviso in due parti, una aperta a tutti i suoi ospiti e un’altra che il proprietario mostrava solo agli amici di cui si fidava, perché rappresentava una sezione personale e più complicata da comprendere, poiché in tale contesto ogni figura e ogni scena rappresenterebbero una delle tappe necessarie a percorrere un cammino verso la verità.
Le sfingi
Appena varcata la monumentale soglia del Bosco, il visitatore si ritrova di fronte a due sfingi, una a destra e l'altra a sinistra. Le due creature sono poste simbolicamente a guardia del parco e accolgono l’ospite con iscrizioni di benvenuto in endecasillabi su ciascun basamento.
Glauco
È un mascherone con la bocca spalancata, sovrastato da un grande globo di pietra, sulla cui cima è posta una piccola torre che sembra uscire direttamente dall’interno della Terra. Orsini aveva realizzato delle cascate che riempivano una vasca che arrivava fino a metà della bocca aperta della statua.
Ercole e Caco
Prima di giungere alla statua, Orsini decise di far scrivere queste parole: «Se Rodi si vantò del suo Colosso, anche il mio bosco si gloria di questo e non potendo di più, faccio quel che posso». Orsini ci fa capire che desiderava tanto avere anche lui un Colosso di cui vantarsi. La statua rappresenta la lotta tra i due giganti e capiamo dall’armatura che uno dei due è Ercole.
La tartaruga
Nei pressi dei giganti troviamo una grossa tartaruga, sul cui guscio si trova la statua della Nike. La tartaruga è simbolo di stabilità e di lunga vita e rappresenta l'unione tra la terra e il cielo. Il gruppo è il passaggio verso la purificazione e la donna alata è il culmine della trasformazione.
Piazzale dei vasi, Nettuno e la ninfa dormiente
Un grande piazzale formato da enormi vasi in pietra conduce alla maestosa statua di Nettuno, dio dei mari, adagiato su un letto d'acqua e con un delfino tra le braccia. A poca distanza, invece, una ninfa gigantesca dorme su un braccio.
La casa pendente
La particolarità della costruzione è che gli interni hanno una pendenza irregolare, il che causa smarrimento e perdita dell'equilibrio in chi vi entra. Però, poi, quando si esce. si ritrova la giusta via. Si ritiene che originariamente l'entrata del Bosco fosse esattamente di fronte alla casa pendente.
L’elefante
Un maestoso elefante presenta sulla schiena una grossa torre e nella proboscide tiene un legionario romano, che sembra voler stritolare. Ci ricorda l'impresa di Annibale durante le guerre Puniche.
L’orco
Sicuramente la figura più celebre del parco e suo simbolo è l'Orco, un grande faccione di pietra con la bocca spalancata, sulle cui labbra si legge la scritta OGNI PENSIERO VOLA. È una camera scavata nella roccia al cui 'interno sono collocate delle panche e un tavolo. La forma dell'ambiente fa sì che le voci e i suoni rimbalzino sulle pareti creando un’eco dall'effetto spaventoso.
Il nostro pensiero
Secondo noi, Vicino Orsino nel suo bosco, magari anche senza accorgersene, è riuscito a esprimere tutto lo smarrimento e la tristezza che ha provato dopo la morte della moglie. Abbiamo sentito queste emozioni, che l’ideatore ci voleva far provare, soprattutto nella parte che Orsini riservava agli amici di cui si fidava. Infatti anche se i concetti erano molto difficili da comprendere erano molto profondi e a noi sono piaciuti molto. Vi consigliamo vivamente di andare a visitare il bosco!
Sara, Viola
Il Corso Nazionale di TERMOLI
Il Corso Nazionale di Termoli è uno dei posti più vissuti della città è la strada del passeggio e dell'incontro di giovani, adulti e famiglie con i loro bambini. Durante i fine settimana, in particolare il sabato, il Corso pullula di gente fino a tarda sera. Esso si trova in centro ed è costituito da una larga strada ai cui lati ci sono vie perpendicolari, che conducono a diverse piazze.
Lungo il corso, troviamo negozi di abbigliamento, fast food, bar e gelaterie, che non potrebbero mai mancare in una città di mare.
Su tre panchine possiamo osservare statue che raffigurano personaggi famosi: Benito Jacovitti, fumettista termolese noto a livello internazionale, Gennaro Perrotta, grande esponente della cultura classica, e Carlo Cappella, poeta e artista.
Durante alcune festività il Corso viene addobbato con grandi luci e per quelle natalizie anche con un maestoso albero di Natale.
Il Corso Nazionale di Termoli è stato costruito nel XIX secolo, precisamente nel 1850, per collegare l’antica città racchiusa tra le mura del borgo alla nuova.
Esso poi divenne rapidamente la principale via di transito per i residenti e i visitatori della città.
Cosimo, Cloe, Elia, Francesco
Welcome to Termoli!
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IL PORTO DI TERMOLI
UNA META TURISTICA E FUNZIONALE
Il porto di Termoli è una meta turistica situata sulla costa adriatica ed è anche un approdo per molte navi trasportatrici di turisti e merci. Ogni estate e anche in inverno, questo porto è affollato da turisti, che da qui possono anche partire per visitare le famose isole Tremiti.
Nel porto di Termoli si pratica l’itticoltura, cioè l’allevamento di pesci, che rifornisce il mercato ittico, luogo in cui avviene l’asta del pesce. Questo mercato comincia intorno alle dieci di sera, quando i motopescherecci rientrano dopo quasi due giorni di pesca.
Al porto, ogni anno, tra il tre e il quattro agosto, si tiene il famoso evento della processione di San Basso: da qui partono imbarcazioni, che attraversano tutto il mare termolese.
UNA STRUTTURA SUDDIVISA IN TRE MOLI
Il porto di Termoli è composto da tre moli: nord, sud e sud-est
IL MOLO NORD
Il molo nord, detto foraneo, è il più ampio dei tre. In esso possiamo trovare anche i cantieri navali di Termoli.
IL MOLO SUD
Il molo sud è gestito dalla marina di San Pietro ed è il molo del porto in cui prevale l'affollamento di turisti ogni anno.
IL MOLO SUD-EST
Il molo sud-est è l’area portuale destinata ai pescherecci in transito e anche all'ormeggio di navi in disarmo.
Cosimo e Francesco
Termoli a puntate
Termoli è la meta di un bel viaggio, specialmente d’estate, quando dal Mar Adriatico, che la bagna, spirano leggere brezze e la città sprigiona un’atmosfera vacanziera. Ogni anno arrivano turisti da tutto il mondo per scoprire le bellezze della nostra piccola ma bella cittadina, che possiede diversi luoghi, monumenti ed edifici storici da visitare.
In questo primo articolo vi faremo conoscere quello che, sicuramente, è uno dei luoghi più visitati dai turisti, il Borgo antico o semplicemente “Paese vecchio”, il nucleo più antico della città, costruito in epoca medievale e situato su un promontorio roccioso a pochi metri dal livello del mare.
Le mura che circondano il Borgo, contengono, oltre alle suggestive abitazioni, il Castello e la Cattedrale, che sono due dei principali monumenti del Molise.
Piccole case a uno o due piani, alcune bianche altre colorate, poggiano su strette strade strette lastricate, percorrendo le quali si può giungere presso piccole piazze o si possono osservare splendidi scorci di paesaggio marino, magari quello che contiene un “trabucco”, o ritrovarsi in vicoli angusti, come il Rejecelle, uno dei più stretti d’Italia.
Il Castello Svevo di Termoli, l’edificio difensivo più importante della costa molisana, costruito probabilmente in epoca normanna intorno all’XI secolo, fu ristrutturato nel 1247 da Federico II di Svevia. Una nuova ricostruzione fu necessaria dopo il terremoto del 1456. Durante il periodo borbonico l’edificio fu utilizzato come carcere e dal 1885 è stato designato come museo storico regionale.
Oggi alcuni ambienti del Castello sono usati come Galleria Comunale d’Arte o per convegni e manifestazioni; nella parte più alta c’è una stazione meteorologica dell'Aeronautica militare.
Il 15 agosto di ogni anno si svolge la manifestazione dell’incendio del Castello, che ne rievoca l’assalto da parte Turchi, e l’edificio s’illumina di colorati fuochi e pirotecnici.
Il Duomo di Termoli o Cattedrale di Santa Maria della Purificazione è stata costruita tra il XII e il XIII secolo in stile romanico. Nella sua cripta sono conservate le reliquie di San Timoteo e San Basso. La Cattedrale è aperta a tutti e la sua scalinata diventa un luogo in cui i giovani si incontrano, soprattutto d’estate.
Numerose strutture ricettive rendono il Paese Vecchio un esclusivo luogo per il soggiorno estivo nella città.
Erika, Francesca e Maya
Un ringraziamento alla Prof.ssa Cupone e al Prof. Grasso per le foto