L’ORIGINE DELLA FESTA DI SAN GIUSEPPE IN MOLISE
L’ORIGINE DELLA FESTA DI SAN GIUSEPPE IN MOLISE
Il 19 marzo si festeggia San Giuseppe, simbolo della famiglia, protettore dei falegnami, degli artigiani e dei poveri. Sembra che il 19 marzo del I sec. d.C. San Giuseppe morì a Nazareth. Questa data, prima che venisse considerata una festa vera e propria, era un giorno nel quale tante famiglie in Molise si riunivano per celebrare una ricorrenza con diverse tradizioni importanti.
Secondo una leggenda che è stata tramandata nella cittadina di Riccia, nel borgo girovagava un anziano in cerca di riparo. Però nessuno lo aveva accolto, finché una povera famiglia gli offrì accoglienza per la notte e lo fece mangiare con loro condividendo il poco cibo che avevano.
Da quel momento, nelle case cominciarono a essere organizzate le tavole con tredici pietanze diverse, tutte casarecce. Venivano invitate tredici persone tra le quali alcune rappresentavano la Sacra Famiglia, che aveva la precedenza e non poteva alzarsi finché il pranzo non fosse terminato. In tutta la regione si cominciava a mangiare alle tredici.
In Molise e nei suoi borghi si festeggia San Giuseppe anche in altri modi. Per esempio a Venafro, a San Martino e a Montecilfone si possono osservare magnifici falò o fuochi che cominciano alle venti fino a notte inoltrata. Questi momenti regalano grandi emozioni per chi osserva.
La tradizione degli altari di San Giuseppe è viva in tante località del Molise, tra cui Termoli, la nostra città.
Sara e Viola
Com'erano le città greche?
La città greca (polis) era circondata da mura di difesa ed era formata da due parti:
• l'acropoli, la città alta, era il centro religioso, ospitava diversi templi, il più importante dei quali era dedicato al dio protettore della città;
• l'agorà, la piazza dove si svolgevano il mercato e si riunivano i cittadini per governare.
Com'era la società?
Il governo delle poleis non era affidato ad un re, ma ai cittadini. Le donne, gli schiavi e gli stranieri non erano considerati cittadini.
Atene era una democrazia: il governo era affidato all'assemblea di tutti i cittadini, l'ecclesia, che votava le leggi ed eleggeva:
• gli arconti (i governanti);
• gli strateghi (i capi militari);
• gli eliasti (giudici).
Sparta era un'oligarchia: il potere era nelle mani di un gruppo ristretto di cittadini, gli spartiati, nobili guerrieri che possedevano le terre della polis. Il resto della popolazione era formato da:
• perieci, uomini liberi, artigiani e commercianti;
• iloti, i discendenti delle popolazioni sottomesse nel passato e rese schiave.
Quali attività svolgevano?
I greci praticavano l'agricoltura e l'allevamento, ma il poco terreno coltivabile a disposizione rese necessario sviluppare soprattutto l'artigianato, il commercio e la navigazione.
I greci erano abili artigiani: realizzavano oggetti sempre più raffinati (i vasi greci) che venivano richiesti non solo per la loro utilità, ma anche per la loro bellezza. I disegni più frequenti sui vasi greci erano forme geometriche (linee, quadrati..) oppure scene della mitologia greca.
Com'era la scrittura?
Durante gli scambi commerciali, i greci appresero dai fenici l'uso dell'alfabeto. Mantennero il loro pratico sistema a 22 lettere e vi aggiunsero le vocali.
Qual era la religione?
I greci erano politeisti; veneravano molti dei (Zeus, Era, Poseidone, Atena..) che immaginavano di aspetto simili agli uomini, ma immortali e che abitavano sull'Olimpo.
Oltre agli dei, per i greci esistevano anche i semidei, figli di un dio e una donna o di una dea e un uomo, e gli eroi, uomini che per le loro straordinarie imprese erano accolti dagli dei nell'Olimpo.
Com'erano i templi?
I greci in onore degli dei costruivano i templi di pietra: all'esterno vi era un altare per i sacrifici, celebrati per ringraziare o per chiedere favori agli dei, all'interno vi era una cella che ospitava la statua della divinità alla quale l'edificio era dedicato, sui lati corti c'era un frontone triangolare con all'interno diverse statue.
Com'erano i santuari?
I santuari erano luoghi sacri e inviolabili dedicati a un dio, che non potevano essere "toccati" durante le guerre; qui gli uomini interrogavano il dio che inviava le sue previsioni sul futuro e le sue risposte (gli oracoli) a sacerdoti e a sacerdotesse che dovevano interpretarli.
Nei santuari sorgevano il tempio del dio, un teatro per le celebrazioni sacre e a volte uno stadio per i giochi sportivi in onore delle divinità.
Cos'erano i giochi olimpici?
Nel santuario di Olimpia, ogni quattro anni, si svolgevano in onore di Zeus le gare atletiche più famose dell'antichità: i giochi olimpici. Durante il loro svolgimento, veniva dichiarata una "tregua sacra" fra le città in conflitto, cioè tutte le guerre erano sospese.
Non si vinceva alcun premio di valore: gli atleti gareggiavano per dimostrare la loro abilità. I premi erano simbolici e consistevano in corone d'ulivo; al rientro nelle città di origine i vincitori erano accolti come eroi.
La classe V sez. B Scuola Primaria "Giovanni Paolo II"
Festa della Madonna a Lungo
Che cos’è?
Ogni martedì dopo Pasqua, a Termoli si tiene la festa della Madonna a Lungo, che consiste nel pellegrinaggio dalla cattedrale di Termoli al Santuario di Santa Maria della Vittoria in Valentino.
La storia
Questa festa è nata nel quindicesimo secolo, per ringraziare la Madonna per il trionfo dei termolesi e dei sangiacomesi su alcune orde di turchi, che volevano distruggere e saccheggiare la città di Termoli.
Come si svolge il pellegrinaggio e che cosa si fa
La mattina verso le sei, i fedeli, guidati dal vescovo, vanno in pellegrinaggio al Santuario, recitando il Santo Rosario e cantando in onore della Vergine Maria. Giunti a destinazione, i credenti prendono parte alla celebrazione della Santa Messa. Inoltre, presso la piccola chiesa, ci sono numerose bancarelle, che vendono prodotti tipici locali, che possono essere degustati dai visitatori.
Cosimo, Francesco e Aurora