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intervista a Maria Luisa

La presenza e il supporto che non possono mancare

Come è cambiata Casa San Simone negli ultimi due mesi?

L’emergenza COVID ha segnato una cesura nella vita di C.A.S.A. San Simone. Improvvisamente il vociare dei volontari e dei numerosi ospiti, ha lasciato il posto al silenzio, allo squillare del telefono e al rumore delle sirene delle ambulanze in lontananza. Anche i profumi e gli odori della cucina sono scomparsi. Non avrei mai detto che sarei arrivata a rimpiangere l’odore di cipolla, di soffritto, di pesce al forno o persino quello dei broccoli, contro cui lottavo quotidianamente con incensi ed olii essenziali!

É come se improvvisamente a noi operatori fosse stato affidato il compito di custodire nel migliore dei modi questa casa in attesa che possa ripopolarsi e ritrovare la propria vitalità.

Come sono cambiati i servizi che tu segui?

Anche il servizio PROXIMIS, dedicato al supporto economico delle persone e al microcredito, è cambiato. Innanzitutto per l’assenza dei volontari e dei numerosi incontri svolti quotidianamente con le persone. Grazie all’uso del telefono, delle mail, della creatività e di ogni dispositivo tecnologico messo a disposizione abbiamo cercato di non far mancare la nostra presenza e il nostro supporto, soprattutto a chi si è trovato a vivere situazioni di vera e propria emergenza. In particolare, allo scopo di mantenere adeguate condizioni abitative e a non far mancare il necessario, soprattutto in presenza di minori.

Abbiamo anche aperto a forme di contributo straordinario per le nuove necessità scolastiche di famiglie prive di strumenti tecnologici adeguati affinché i propri figli possano frequentare le video-lezioni.

Mettendo in campo nuove modalità operative, nuove competenze, tenendoci in contatto via web siamo riusciti a proseguire anche il servizio di microcredito, con tre nuove erogazioni.

E’ stato come reinventarsi giorno per giorno, cercando di vivere con speranza questo tempo inquieto.

Dal tuo punto di osservazione hai potuto constatare come l’emergenza COVID incide in particolare nella vita delle donne?

In questi giorni, è emersa con ancora più urgenza la necessità di servizi per conciliare l’attività lavorativa con le esigenze di cura della vita familiare, in particolare la custodia dei bambini e l’accudimento degli anziani. Attività che spesso ricadono sulle donne e che comportano scelte estremamente dolorose quando queste non possono contare su una rete familiare o devono fare i conti con la solitudine, sia questa separazione, ma nei casi ancor più gravi per violenza o per abbandono.

In questi giorni abbiamo raccolto testimonianze drammatiche da parte di donne costrette a proseguire l’attività lavorativa pur in condizioni incerte o viceversa costrette a rinunciare ad ore di lavoro per non lasciare i figli incustoditi, esponendosi quindi al rischio di deprivazione o di perdita del lavoro.

Raccontaci dei casi e delle prove più difficili che hai dovuto affrontare

Non dimenticherò mai la famiglia di due genitori e tre bambini richiedenti asilo costretti per settimane a vivere in una stanza d’albergo o la disperazione dei piccoli imprenditori che sono rimasti senza risorse o la signora curata per un tumore dimessa dall’ospedale, senza avere una casa in cui andare. Sono esperienze da cui esci schiacciata ed è faticoso raccogliere i pensieri per tornare alla lucidità.

Tra le prove più difficili desidero anche menzionare l’obbligo della distanza, in momenti in cui le parole dovrebbero essere sostituite dagli sguardi, dalla vicinanza o da un abbraccio. Mi riferisco soprattutto ai lutti che ci hanno colpito. In particolare penso a Franca, volontaria addetta al guardaroba, che in questi giorni ha perso la propria figlia e a Luca Nicolini, volontario alla mensa serale, che insieme a Carla ha animato con grande spirito e dedizione la vita di C.A.S.A. San Simone.

Raccontaci le cose più belle che hai vissuto in questo periodo

Tra le cose belle di questi mesi ricorderò l’intensità del rapporto con i colleghi e le colleghe, ma anche con i volontari e le volontarie che dall’esterno non hanno mai smesso di sostenerci, anche solo attraverso delle telefonate o il dono di una torta. L’attenzione ed il supporto di tante persone vicine per sensibilità a C.A.S.A. San Simone che con enorme generosità non hanno mai smesso di chiedere: “Di cosa c’è bisogno?”, pensando anche a pennarelli colorati o ai libri per i bambini.