Formica paralugubris (Seifert, 1996)
Famiglia: Formicidae
Sottofamiglia: Formicinae
Genere: Formica
Specie: Formica paralugubris
📏 Dimensioni: operaie di 4-6 mm; regine fino a 1,3 cm con corpo più massiccio.
🎨Colorazione: capo e mesosoma fulvo con macchie più scure, gastro nerastro.
⛰️ Habitat: foreste miste di conifere di quota medio-alta.
🏡Nido: nido principale a forma di cupola (acervo), numerosi nidi satellite in tutto il territorio della colonia.
👑Poliginia: presente, con fino a 100 regine per colonia.
🔢 Dimensioni delle colonie: supercolonie composte da decine di milioni di operaie.
🦗Dieta: predatrici di artropodi (soprattutto di larve di lepidotteri); le operaie acquisiscono le risorse zuccherine da allevamenti di afidi sulle cime degli alberi.
🗺️Distribuzione: native delle Alpi orientali, ma introdotte dall'uomo sugli Appenini, in Sicilia, Sardegna, Germania e Canada.
Per comprendere meglio la biologia di Formica paralugubris, dobbiamo però fare un passo indietro e parlare del più grande gruppo di specie a cui essa appartiene, quello di Formica rufa.
Conosciute con il nome comune di "formiche rosse dei boschi", le (almeno) sette specie europee del gruppo rufa (Formica rufa, Formica aquilonia, Formica polyctena, Formica pratensis, Formica truncorum, Formica lugubris e la nostra amata Formica paraluguris) condividono una morfologia, un'ecologia e un comportamento molto simili, rendendo la loro identificazione molto complessa agli occhi dei non esperti (e talvota anche a quelli degli esperti). Le formiche dei boschi sono per lo più bicromatiche, con un capo e un mesosoma rossastri e un gastro più scuro. A complicare le cose ci si mettono poi i frequenti eventi di ibridazione all'interno del gruppo, che sono facilitati anche dalla sovrapposizione degli areali delle varie specie. In passato, l'ibridazione era considerata generalmente svantaggiosa per la diversità genetica delle popolazioni, mentre oggi si ritiene che il processo possegga molte più sfaccettature e che possa anzi favorire la diversità di specie.
Le formiche dei boschi formano numerose colonie nelle regioni settentrionali del globo (si dice cioè che esse hanno una distribuzione olartica), all'interno delle foreste di conifere dove esse costruiscono i loro impressionanti nidi, formati da aghi caduti dagli alberi e dalla loro resina. Questi capolavori di ingegneria hanno di solito una forma a cupola e possono raggiungere addirittura i 2 metri di altezza! Ai loro piedi, si diramano un'infinità di tunnel e camere, all'interno dei quali le formiche trovano un ambiente sicuro e stabile. Spesso una stessa colonia costruisce nidi multipli collegati tra loro da corridoi sotterranei, e l'area così occupata può arrivare a decine o centinaia di metri quadrati. Qui, decine di millioni di formiche, incluse regine, operaie, pupe, larve e uova, si muovono freneticamente nel sottobosco. Alcune specie del gruppo rufa presentano poi una spiccata tendenza alla pologia, ossia alla co-esistenza di più regine all'interno di una stessa colonia: ciò significa che il numero di individui di una colonia può crescente molto rapidamente in poco tempo, arrivando in casi estremi a toccare le 400 milioni di unità.
Dato il loro numero, le formiche dei boschi offrono numerosi servizi ecosistemici: con la loro costante attività predatoria, il riciclo dei nutrienti del suolo, la dispersione dei semi delle piante e la modificazione degli habitat, queste formiche possono essere considerate delle vere e proprie specie chiave (o "keystone species" in inglese) degli ecosistemi. Esse rivestono infatti ruoli fonamentali nelle comunità in cui vivono: non sorprende dunque che in molti Paesi queste formiche siano specie altamente protette, nonostante i numerosi fattori che persistono a minacciarne le popolazioni, come la perdita di habitat e l'impoverimento degli ecosistemi.
Se durante la lettura hai incontrato termini che non ti sono familiari, ti invitiamo a dare un’occhiata alla sezione Glossario, che racchiude il gergo tecnico relativo all’anatomia, all’etologia e alla genomica delle formiche!