I tempi dell’evoluzione della Terra si misurano in milioni di anni e non i qualche migliaio di anni.
I fossili sono i resti di animali che si sono conservati nel tempo tramite la fossilizzazione. I fossili sono molto importanti perché grazie ai fossili possiamo determinare l’età del organismo fossilizzato, questo tramite le radiazioni. I fossili hanno un impiego molto importante per la teorie evoluzionistiche, questo perché tramite i fossili si capisce che nonostante alcuni fossili appartengono alla stesse specie sono leggermente diversi dai genitori perché hanno subito un’evoluzione.
La teoria dell’antievoluzionismo dice che tutte le specie sono comparse sulla Terra per origine divina e che non hanno avuto mai un’evoluzione.
La teoria di Lamarck smentì la teoria dell’antievoluzionismo perché dimostrò che molti fossili della stessa specie sono diversi tra di loro perché si sono evoluti, un esempio sono le giraffe che per prendere i rami degli alberi più alti hanno allungato il collo e successivamente si sono evolute di padre in figlio.
L’unico a smentire tutte le teorie fu Darwin che viaggiando in tutto il mondo osservò i diversi tipi di fringuelli, chi mangiava semi grossi aveva il becco più spesso, invece, chi si nutriva di piccoli insetti aveva un becco più sottile. Così, Darwin capì che ogni specie animale si adatta all’ambiente, proprio come i fringuelli, infatti c’erano diversi tipi di giraffe, quelle con il collo più lungo e quelle con il collo più corto, quando dovevano cibarsi dai rami più alti degli alberi le giraffe che non riuscivano ad adattarsi morivano, così come per tutte le altre specie animali.
Le differenti specie di animali si distinguono per grandezza, per forma, e su questa variabilità di sottospecie agisce la selezione naturale.
L’evoluzione si ricava da tempi lunghissimi e le sue prove arrivano:
Dalla biogeografia che evidenzia che ci sono specie identiche in diverse parti geografiche.
Dalla genetica che evidenzia come mutazioni casuali danno la creazione di nuove specie.
Dall’embriologia che ha scoperto che gli embrioni dei vertebrati nel loro primo strato sono simi agli embrioni dell’uomo.
Un esempio dell’evoluzione è la biston betularia, una farfalla che si poggia sui rami delle betulle che dopo la rivoluzione industriale si sono oscurite e queste per mimetizzarsi si sono evolute cambiando colore e diventando più scure, come i rami delle betulle, successivamente queste sono tornate al loro colore originale.
La vita iniziò con i batteri primitivi, organismi unicellulari che ebbero origine dalle bolle di grasso. Successivamente dai batteri primitivi, cellule procarioti, nacquero le cellule eucarioti. Le cellule procariote erano così tante che il cibo cominciò a scarseggiare così la selezione naturale premiò le cellule che erano in grado di usare la luce del sole come cibo e l’ossigeno per respirare. Successivamente nacquero gli organismi pluricellulari dall’unione di più organismi unicellulari, un esempio di organismi pluricellulari è l’attuale volvox.
L’uomo e le scimmie fanno parte dello stesso ordine: quello dei primati.
Tutti i primati hanno caratteristiche che li distinguono dagli altri, come gli occhi disposti frontalmente che permettono di avere la visione della profondità, cinque dita e soprattutto il pollice opponibile che ha permesso all’uomo di evolversi; un antenato dell’uomo e delle scimmie sono i tupaia ( un primate dal muso allungato ).
Successivamente ai tupaia nacquero i primi ominidi, scimmie con la postura eretta, i primi ominidi furono trovati nel 1974 e furono chiamati australopitechi. In successione nacquero i primi homo: habilis, erectus, sapiens.