Le più antiche testimonianze dell'Urbs Picta risalgono al XIII secolo. Si tratta di fregi molto semplici che inizialmente avevano la funzione di sottolineare e abbellire i profili architettonici: linee di gronda, fasce marcapiano, contorni di porte e finestre.
Con il tempo le fasce si arricchiscono di elementi fitomorfi, antropomorfi e zoomorfi, reali o fantastici, elementi geometrici, spirali, spine di pesce e denti di sega monocromi e bicromi, arabeschi.
La rappresentazione araldica si diffonde quando, nel 1164, Treviso diviene libero comune con il diploma firmato da Federico Barbarossa.
Molteplici documenti storici attestano la presenza delle insegne comunali nelle porte-torri delle mura trecentesche. Anche nelle attuali porte cinquecentesche, in particolare Porta San Tommaso e Porta Santi Quaranta, persiste la presenza di simboli araldici .
Compaiono nel Palazzo Comunale e nella Loggia dei Cavalieri. Successivamente gli stemmi acquistano valore di rappresentazione delle famiglie più importanti, delle corporazioni o delle istituzioni ecclesiastiche, comprensibili a tutta la popolazione che in quel periodo era pressoché analfabeta. Il campionario è vastissimo e molte insegne araldiche testimoniano il legame strettissimo con la Serenissima.