Dalla seconda metà del XIII secolo, gli affreschi inizialmente semplici e lineari, a fascia lungo la linea di gronda, a segnare fori e marcapiani, si ampliano su tutta la superficie della facciata.
Si diffonde dunque il cosiddetto "regalzier", termine derivante dal lessico usato nei cantieri.
Il "regalzier" indica uno strato leggero di intonachino su cui venivano ridisegnati in modo regolare i corsi dei mattoni sottostanti, rendendo omogenea la superficie della parete.
Può variare la colorazione (dal rosso laterizio al rosa , al bianco, monocromo, bicromo o policromo) oppure la sequenza geometrica (a scaletta, a rombo, a losanga).
Si ipotizza che il "regalzier", per altro già documentato in epoca romana, derivi da influenze nordiche od orientali. Queste ultime furono diffuse nell'entroterra dalla vicina Venezia, ponte fra Oriente ed Occidente.
Si citi come esempio eclatante il rivestimento lapideo di Palazzo Ducale ed altri edifici documentati in diverse rappresentazioni pittoriche.