In città, le case degli operai, non superavano di certo quelle dei contadini. Basse e scomode, erano anch'esse sprovviste di ogni lusso. Gli artigiani, invece, abitavano, di solito, case a due piani. Al pian terreno, o nel seminterrato, c'era lo spazio dedicato all'attività professionale, e nel piano rialzato, la vera e propria casa, ossia cucina, soggiorno e camera da letto di tutta la famiglia. Si accedeva al piano rialzato direttamente dalla strada, per mezzo di una scala di legno verticale che portava su un balcone, anch'esso di legno. Nel tempo, le scale, costruite in pietra o legno, furono integrate nelle abitazioni. Gli artigiani, i cui affari miglioravano, ostentavano il loro successo economico aumentando di un piano la casa. Tre piani indicavano uno status borghese. Il primo piano era riservato alla camera da letto, il secondo al soggiorno ed il terzo alla cucina. Con la diminuzione dell'uso del legno per le costruzioni e con il perfezionamento nella costruzione della canne fumarie, a partire dal XV-XVI secolo, la cucina iniziò a spostarsi in basso. A partire dal XVI secolo, inoltre, con l'aumento del costo dei terreni intorno al centro delle città commerciali, le case dei mercanti più ricchi si alzarono fino a cinque piani.