DOVE SI TROVA...
La sede universitaria è ubicata nella zona a valle della città vecchia, detta “Enna Bassa”, a soli 3 km dallo svincolo di Enna dell’Autostrada Palermo-Catania.
La collocazione geografica di Enna è invidiabile. La città è collegata ai più grandi centri della Sicilia attraverso l’autostrada, la ferrovia (anche la stazione ferroviaria di Enna si trova nella parte bassa della città) e numerose strade statali che si incontrano proprio nelle estreme vicinanze dell’Università.
A Enna Bassa, inoltre, ha sede uno dei nodi più importanti della rete di trasporto pubblico siciliano ed interregionale. Da qui partono o transitano con frequenze regolari i pullman per Palermo, Catania, Caltanissetta, Agrigento, Ragusa, Caltagirone, Gela, Canicattì, Vittoria, Modica e per decine di altri Comuni di tutta la Sicilia, con le principali città italiane e alcuni centri della Svizzera, della Germania, del Belgio e della Francia. Con coincidenza a Catania, inoltre, sono assicurati gli autobus anche per Messina e Siracusa.
La stazione degli autobus si trova a due minuti a piedi dalle prime Facoltà ed a meno di dieci minuti a piedi dalle Facoltà più lontane.
Per chi volesse raggiungere l’Università con la propria automobile, sono a disposizione ampi parcheggi davanti a tutte le sedi di Facoltà.
Quando l’astronomia era meno scienza e più poesia, le manifestazioni della natura coincidevano con i capricci, le lotte, i desideri e i piaceri degli dei. A quei tempi, molto prima della nascita di Cristo, in gran parte del Mediterraneo l’alternarsi delle stagioni era attribuito ad una dea fanciulla, che trascorreva i suoi anni per sei mesi sulla superficie della terra e per sei mesi sottoterra. La dea fanciulla si chiamava Kore, era figlia della dea Demetra o Cerere (Ceres in latino e in tutte le altre lingue più diffuse).
La leggenda racconta che Kore, mentre raccoglieva fiori nei pressi di Enna sulle sponde del lago di Pergusa, fu rapita dal dio Plutone e da lui portata nel suo regno dei morti. L’ira di Cerere portò al blocco della fioritura dei campi e della nascita annuale dei frutti della terra che da lei prendevano il nome, i cereali. Vennero meno così la primavera e l’estate. Nella mitologia greco-latina, la ricerca delle soluzioni ai conflitti tra gli dei spettava a Giove, il quale promosse allora il compromesso della turnazione di Kore: sei mesi con Plutone e sei mesi con la madre Demetra.
Da allora nel Mediterraneo, nella Sicilia e in particolare a Enna, si alternano due stagioni (non quattro, perché non vi è bisogno di tanti dettagli): la stagione propriamente detta, che coincide con il ritorno di Kore sulla terra, e l’inverno, che ne indica la privazione.
Quando la Provincia di Enna, ente da cui partì nel 1995 l’idea di dare vita ad una nuova università in Sicilia, stabilì che il progetto poteva concretizzarsi, pensò innanzitutto, come si fa in questi casi, al proprio stemma ufficiale.
Lo stemma della Provincia di Enna è semplicissimo: rappresenta la dea Cerere, perché da sempre la Sicilia centrale è la terra del grano, uno dei migliori del mondo. E poiché l’università che doveva nascere era, quanto ad origine dell’idea, “figlia” della Provincia di Cerere, le fu dato il nome di Kore. Ma Kore è soprattutto dea e idea di primavera, di rinascita, di fase crescente del ciclo vitale.
Il nome Kore è stato preferito a quello di Persefone, Proserpina o Libera – tutti attribuiti alla stessa figura – perché la sua diffusione connota tutte le civiltà del Mediterraneo, quelle più a nord e quelle più a sud, quelle più occidentali e quelle più orientali, per cui descrive, meglio degli altri nomi dello stesso mito, le infinite direzioni della ricerca e della conoscenza e delle relazioni tra le culture.
Corso di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno IX CICLO
A.A. 2023-2024