DIFESA PENALE
Qualora si sia coinvolti in un procedimento penale, è opportuno consultare tempestivamente un avvocato di fiducia, al fine di comprendere adeguatamente le conseguenza connesse a tale vicenda e delineare la migliore strategia difensiva.
Nell'ambito del procedimento penale vi sono termini improrogabili, decorsi i quali non è più possibile formulare istanze, prove, richieste…
Terminate le indagini preliminari, la persona individuata come 'soggetto attivo del reato' riceve l'avviso di chiusura e, entro il termine di 20 giorni, può richiede di essere sottoposto ad interrogatorio, nonché formulare le proprie difese e proporre istanze istruttorie.
La fase successiva è quella dell'udienza preliminare. In questa fase, il Giudice competente dovrà decidere se archiviare il caso o procedere all'instaurazione del processo. Solamente fino all'udienza preliminare il soggetto indagato, su consiglio del legale di fiducia, potrà decidere se accedere ad un rito alternativo.
I principali riti alternativi sono i seguenti:
PATTEGGIAMENTO
Attraverso la richiesta di patteggiamento, si vuole trovare un accordo con il P.M. sull'entità della pena, da sottoporre poi all'approvazione del Giudice. Con questa tipologia di rito, detta "premiale", il soggetto indagato rinuncia a contestare l'accusa, dichiarandosi quindi colpevole, ottenendo in cambio uno sconto di pena.
DECRETO PENALE DI CONDANNA
Il procedimento per decreto è caratterizzato dall'assenza del contraddittorio e dall'emissione di un decreto penale di condanna da parte del P.M.; questo rito è previsto quando la sola sanzione applicata è la pena pecuniaria (non essendo quindi prevista alcuna pena detentiva). Si tratta comunque di una condanna che resta iscritta nella fedina penale!
Contro questo decreto, l'imputato potrà proporre opposizione nel termine di 15 giorni dal momento della ricezione dell'atto.
A seguito di opposizione è possibile richiedere l'applicazione del giudizio abbreviato, del patteggiamento, della messa alla prova o dell'oblazione.
È necessario opporsi tempestivamente, per non perdere definitivamente la possibilità di accedere a soluzioni alternative preferibili.
RICHIESTA DI MESSA ALLA PROVA
La messa alla prova è un rito richiedibile una sola volta, solo in caso di reati che creano minore allarme sociale.
In questo procedimento, il soggetto indagato, per mezzo del proprio avvocato, chiede al Giudice di poter scontare la pena eseguendo lavori socialmente utili.
Una volta terminati i lavori, la prova potrà avere esito positivo o negativo. In caso di esito positivo si otterrà l'estinzione del reato, mentre in caso di esito negativo (qualora l'indagato non rispetti le prescrizioni del Giudice) si procederà a giudizio.
Lo Studio Legale Brunelli collabora con i principali enti del territorio che ammettono persone da sottoporre alla messa alla prova, con garanzia di uno svolgimento sereno e compatibile con i propri impegni di vita quotidiana dei lavori socialmente utili.
LAVORI DI PUBBLICA UTILITA'
Il lavoro di pubblica utilità è considerata una sanzione penale sostitutiva e consiste nella prestazione di un'attività non retribuita a favore della collettività da svolgere presso lo Stato, le regioni, le province, i comuni o presso enti e organizzazioni di assistenza sociale o volontariato.
Se ne può usufruire in caso di reati come la guida in stato di ebbrezza, al fine di evitare l'applicazione di sanzioni accessorie o ottenerne il dimezzamento.
Lo svolgimento idoneo del lavoro di pubblica utilità ha come effetto l'estinzione del reato.