COSA FARE QUANDO SI È VITTIMA DI UN REATO?
Qualora si sia state vittime di un reato è opportuno rivolgersi ad un professionista che, dopo un attento esame del caso, consiglierà le soluzioni adeguate a tutelare i propri interessi.
È bene farsi affiancare da un avvocato nella redazione di atti con i quali si informa l'autorità giudiziaria che è stato commesso un reato, al fine di non commettere errori e/o dimenticanze che potrebbero invalidare il documento o nuocere i propri interessi.
QUERELA
La querela è la dichiarazione con la quale, personalmente o a mezzo di un legale, si chiede espressamente che si proceda in ordine ad un fatto previsto dalla legge come reato, contro il soggetto che si ritiene responsabile dello stesso (o contro ignoti, se non si conoscono i dati anagrafici della persona).
La querela deve essere presentata, oralmente o per iscritto, al pubblico ministero o a un ufficiale di polizia giudiziaria e presentata personalmente o a mezzo di un legale, con sottoscrizione autentica della persona offesa.
La querela deve essere presentata entro tre mesi dalla data in cui il reato è stato commesso; in caso contrario, non sarà più possibile procedere, ad eccezione che si tratti di reati di natura sessuale, per i quali il termine per presentare querela è di sei mesi.
È un atto sempre rinunciabile da parte di chi l'abbia proposta: in caso di rinuncia, il processo penale si arresta.
DENUNCIA
È l'atto con il quale la persona offesa dal reato, o chiunque altro, riferisce alle autorità che è stato commesso un reato perseguibile d'ufficio, cioè un reato per cui non è necessario presentare querela.
Anche la denuncia può essere presentata in forma orale o scritta: nel primo caso, l'ufficiale di polizia giudiziaria redige un verbale, mentre nel secondo l'atto dovrà essere sottoscritto dal denunciante o da parte del suo legale. Per la denuncia da parte dei privati non è previsto un contenuto formale tipico e il denunciante può limitarsi alla semplice esposizione del fatto.
Quando la denuncia è facoltativa non è previsto alcun termine per la sua presentazione, mentre nei casi in cui è obbligatoria apposite norme di legge stabiliscono il termine entro il quale essa deve essere fatta.
In caso di denuncia il procedimento penale prosegue su decisione del P.M. e del Giudice, senza possibilità per la persona offesa di rinunciare.
AMMONIMENTO
Quando si sia vittima di comportamenti persecutori è possibile attivare un procedimento amministrativo definito "ammonimento", con cui si chiede al Questore, previa esposizione dei fatti considerati lesivi e delle prove a supporto, di effettuare un richiamo formale nei confronti della persona responsabile, al fine di indurla a cessare il comportamento molesto.
Nel caso in cui il procedimento amministrativo attivato non sortisca l'effetto di interrompere la condotta molesta, resta sempre aperta la possibilità di presentare denuncia o querela per gli stessi fatti.
IL RISARCIMENTO DEL DANNO
La persona che sia stata vittima di un reato ha diritto a vedersi risarcire i danni, sia materiali che morali, subiti, anche se non ha presentato denuncia o querela.
Il risarcimento può essere ottenuto in due modi:
1) instaurando un apposito giudizio civile, l'esito del quale potrà essere influenzato dal giudizio penale: se c'è già stata la condanna dell'imputato, infatti, non occorre provare la sua colpevolezza, basta dimostrare l'entità del danno subito!
2) costituendosi parte civile nel processo penale: entro l'udienza preliminare, la persona offesa può chiedere al giudice penale di valutare, oltre alla colpevolezza del reo, anche l'ammontare dei danni provocati alla vittima. Il Giudice, all'esito del processo penale, può condannare l'imputato (anche in caso di assoluzione!) al pagamento dei danni, calcolati in via equitativa, oltre al rimborso delle spese legali. Nell'attesa che la condanna diventi definitiva, potrà anche essere prevista una "provvisionale", ovvero una condanna a corrispondere anticipatamente alla vittima una parte dell'ammontare dei danni complessivamente arrecati.
L'avvocato Chiara Brunelli ha un'esperienza ventennale nel settore penale e può guidare la vittima di un reato dalla fase di presentazione della querela fino all'eventuale giudizio di Cassazione, fornendo un supporto mirato alla migliore tutela della persona offesa.