Laboratorio di
Arte e immagine
a cura delle prof.sse
Montuori Rosa e Coluccino Anna
Eseguito con matite colorate su foglio da disegno ruvido
Sulle chiome che rivestono i rami dell'albero vi sono scritte alcune semplici regole per contenere il contagio da CORONAVIRUS
Guida alla rielaborazione di un albero attraverso l'utilizzo della LIM
Fase di progettazione
"LE TECNICHE"
Studio di una foglia e sperimentazione del colore su di essa. Eseguito con l'utilizzo delle tempere
La pittura a tempera è una tecnica che si avvale dell'uso di un colore preparato, mescolando pigmenti in polvere con un legante formato da un'emulsione in fase acquosa. Rispetto ai colori ad olio le tempere asciugano rapidamente, restando in alcuni casi insolubili all'acqua con tinte più stabili nel tempo. I supporti utilizzati vengono preparati con un impregnante per evitare deformazioni causate dai diversi gradi di umidità.
Eseguito con matite colorate su foglio A/4 mediante l'utilizzo di foglie
Il frottage è un termine francese che significa "strofinamento". Fu una tecnica sperimentata dal pittore Max Ernest; consiste nello sfregare una matita o un pastello su un foglio posto sopra una superficie ruvida, in modo da riprodurre sulla carta il disegno della sua texture, cioè dell'oggetto sottostante.
Tecnica mista: matite colorate, colla, foglie
Interpretazione di un'immagine di un leone mediante l'utilizzo di foglie autunnali
Studio del chiaroscuro su una melari presa dal vero disegnata con matita
L’aspetto finale di un disegno può dipendere da fattori diversi: il grado di durezza della mina usata, la pressione esercitata dalla mano nel tracciare i segni, l’inclinazione della matita e il supporto sul quale si realizza l’immagine. Disegnando con la stessa matita su diversi tipi di carta si può notare che il segno appare più nitido e preciso su un foglio liscio, mentre su una superficie ruvida il tratto è più sfumato e discontinuo per l’irregolarità della carta. Con una semplice matita si possono abbozzare immagini, progettare composizioni, ma anche realizzare disegni simili a fotografie in bianco e nero: questo perché la matita permette di ottenere le sfumature del grigio, dal più chiaro al nero più intenso.
Eseguito con matita da disegno artistico
Composizione sul piano di un tavolo di una natura morta disegnata e ultimata con effetto chiaroscurale, mediante un fitto reticolo di segni incrociati più volte fino ad ottenere ombre più intense e profonde.
Natura morta disegnata e ultimata con l'effetto chiaroscurale mediante l'utilizzo di matite colorate
Le sfumature si ottengono con tratti sottili e vicini l’uno all’altro da fondersi in un tutt’uno. La mescolanza delle tonalità è ottenuta stendendo prima i colori chiari, sovrapponendo poi quelli più scuri, intensificandoli a ogni passaggio. Si possono produrre vari tipi di tratteggio cambiando la qualità dei segni, la loro direzione, il modo di incrociarli e la sovrapposizione di colori diversi . Con le matite si possono rendere gli effetti di brillantezza delle superfici. Le parti chiare o fortemente illuminate si ottengono lasciando vedere il bianco della carta. Le ombre realizzate con leggere sfumature e l’accostamento di superfici più scure, accentuano il chiarore delle zone interessate.
Profilo della regina egizia eseguito con i pennarelli su foglio da disegno
I pennarelli contengono, al loro interno, un filtro imbevuto di colore mescolato ad acqua, alcool o ad altre sostanze. Possono essere utilizzati su materiali diversi (carta, metallo, vetro, stoffa ecc.); se si lavora su carta è preferibile sceglierla liscia o semi-ruvida o comunque un po' spessa per impedire al colore di passare sul retro. I pennarelli sono adatti per la realizzazione di bozzetti, studi preparatori e layout e per questo trovano un largo impiego nel campo della grafica. Permettono di tracciare linee uniformi, ma variando l’inclinazione del pennarello si ottengono anche segni modulati, mentre con una punta più spessa si possono realizzare ampie campiture di colore. I pennarelli sono stesi con segni brevi e ravvicinati che, sovrapponendosi, creano tratti più scuri. Sfruttando questo effetto, l’autore di questo elaborato ha creato movimento tra le superfici grazie anche al variare delle tonalità dei colori.
La regina Nefertiti disegnata con il metodo della quadrettatura su foglio da disegno
Nella rappresentazione della figura umana gli artisti egizi usavano una particolare tecnica detta “quadrettatura”. Con questa tecnica, ancor oggi in uso, si determinano dei punti di riferimento che facilitano l'elaborazione del disegno. Essa consiste nel tracciare una griglia modulare composta da quadrati sia sull'immagine da riprodurre sia sul foglio, disegnando ciò che si vede all'interno di ogni spazio.
Rielaborazione di foglie con variazioni di segni tracciati sullo sfondo
Nel linguaggio visivo la textura è un insieme di segni di forma diversa che, ripetendosi più o meno regolarmente, compongono una trama e definiscono l'effetto materico della superficie di un oggetto. La rappresentazione delle qualità di una texture è quindi un aspetto importante per gli artisti soprattutto quando vogliono riprodurre la realtà in modo illusionistico.
Rielaborazione di una vetrata, eseguita con la scomposizione di quadrati e completata mediante l'utilizzo di matite colorate e pennarelli
Le esigenze dell'architettura gotica hanno dato modo di sviluppare l'arte delle vetrate che permettevano di estendersi in altezza, grazie alla leggerezza che acquisiva la struttura e al gioco di luci e colori che ne veniva. La tecnica di costruzione prevede un'intelaiatura di legno o metallo, ad esempio il piombo, con il successivo incastonamento di lastre vitree di varie dimensioni, al fine di creare la figura desiderata. Questo poteva accadere grazie a dei listelli di piombo scanalati che rendevano stabile l'intelaiatura. Le lastre venivano dipinte con diversi colori e disposte in modo da far trasparire la luce solare, ottenendo svariate sfumature.
Tecnica eseguita con l'utilizzo dei pastelli a cera e una punta di legno
Il graffito è un disegno ottenuto graffiando una superficie con una punta per rimuovere solo lo strato superficiale di colore e mettere in evidenza quello sottostante più chiaro. È una tecnica molto antica, già testimoniata dalle incisioni rupestri preistoriche. Con i pastelli a cera, stesi a strati su un foglio di carta, è possibile ottenere un disegno graffito.
I materiali utilizzati per la realizzazione di questi prodotti finali sono stati: palline e gocce in plexiglass, carta riso e colori acrilici
Realizzata con una pallina di polistirolo, spilli, cordoncini colorati e colla
Realizzazione di palline in polistirolo per addobbare l'albero di Natale utilizzando cordoncini e/o lana riciclati .
Realizzata con una pallina di polistirolo, spilli, stoffe natalizie e colla
Natura morta di fiori eseguita con colori acrilici su legno
Il legno è un materiale molto versatile e utile per dipingere: è più rigido della tela perciò la stesura del colore risulta differente, è più “stabile” e permette di spingere di più col pennello senza la paura di rovinarne la forma, come potrebbe accadere per le fibre della tela.
A differenza della tela, il legno, usato come supporto per la pittura, assume caratteristiche differenti.
In natura ne esistono moltissime varietà con diverse porosità, venature, pesi. Non tutti i tipi di legno però sono adatti alla pittura.
Cofanetti in ceramica dipinti con motivi floreali.
I colori acrilici sono traslucidi, pertanto vanno mescolati con il bianco. Nella fase iniziale viene preparata la superficie del biscotto destinato ad accogliere poi il colore. Infine, grazie alla vernice acrilica non tossica, il prodotto finale diventa resistente a lavaggio e a forno a microonde.
Farfalla realizzata con il riciclo di una bottiglia di plastica
Natura morta a sbalzo eseguita su lamina di rame
La lavorazione dei metalli ha origini molto antiche e viene eseguita impiegando metodi e materiali diversi. Nello sbalzo vengono utilizzate sottili lamine di rame, alluminio, stagno o piombo lavorate su entrambi i lati, con particolari attrezzi, modellandone la superficie per ottenere effetti di rilievo.
"L'arte non insegna nulla, tranne il senso della vita"
Arte e immagine - Educazione civica
La Giornata internazionale delle persone con disabilità è stata proclamata nel 1981 con lo scopo di promuovere i diritti e il benessere dei disabili.
Dopo decenni di lavoro delle Nazioni Unite, la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, adottata nel 2006, ha ulteriormente promosso i diritti e il benessere delle persone con disabilità, ribadendo il principio di uguaglianza e la necessità di garantire loro la piena ed effettiva partecipazione alla sfera politica, sociale, economica e culturale della società, eliminando tutti quegli ostacoli che limitano il rispetto di questi diritti imprescindibili e focalizzandosi sulla necessità di condizioni che consentano alle persone con disabilità di vivere in modo indipendente e di partecipare pienamente a tutti gli aspetti della vita e dello sviluppo.
Anche l’Agenda 20/30 per lo sviluppo sostenibile si fonda sul principio che nessuno sia lasciato indietro, qui ricomprese le persone con disabilità. In particolare l’Agenda mira a un rafforzamento dei servizi sanitari nazionali e al miglioramento di tutte quelle strutture che possano permettere un effettivo accesso ai servizi per tutte le persone. Sensibilizzare l’opinione pubblica al fine di favorire l’integrazione e l’inclusione delle persone con disabilità permetterebbe un processo rapido verso uno sviluppo inclusivo e sostenibile, in grado di promuovere una società resiliente per tutti, attraverso l’eliminazione della disparità di genere, il potenziamento dei servizi educativi e sanitari e, in definitiva, l’inclusione sociale, economica e politica di ogni cittadino.
Scuola: "Giornata dedicata all'inclusione e alla diversabilità"
Le attività proposte durante tale giorno sono state: cortometraggi sull'inclusione e giochi paralimpici e dibattito in classe, allo scopo di sensibilizzare gli studenti sulle azioni e sulle politiche intraprese e da intraprendere così da soddisfare necessità e bisogni diversificati di tutti e per tutti.
L’evento ha voluto far riflettere sull’importanza dell’inclusione, anche digitale, e sulle reti sociali per le persone con disabilità e fragilità.
La scuola rappresenta infatti il luogo dove accogliere le molteplici diversità che caratterizzano ciascun individuo, trasformandole in punti di forza che possono così entrare a far parte del bagaglio personale di esperienze vissute dagli alunni e arricchirne la crescita in quanto futuri cittadini.
L'impegno continuerà con energia ed entusiasmo per rispondere ai bisogni dei giovani e delle loro famiglie che vivono tutti i giorni condizioni di difficoltà e disagio, costantemente animato dalla convinzione del valore sociale ed educativo che riveste questo obiettivo che rappresenta una ricchezza anche per chi si trova a raccogliere la difficoltà e il disagio, insegnando tutto il valore delle differenze.
Rielaborazione della bandiera olimpica intrecciata con uno dei simboli della disabilità motoria: la bandiera olimpica raffigura cinque anelli intrecciati in campo bianco che fanno riferimento ai cinque continenti. I colori scelti sono presenti nelle bandiere di tutte le nazioni, quindi la loro combinazione rappresentano tutti i Paesi, mentre l'intreccio degli anelli sottolinea l'universalità dello spirito olimpico.
Nel 1994 per la bandiera paralimpica venne adottato il simbolo delle tre gocce in rosso, verde e blu, a simboleggiare la mente, lo spirito e il corpo.
Il nome "Giochi olimpici" è stato scelto per ricordare quelli antichi che si svolgevano nell'Antica Grecia presso la città di Olimpia, nei quali si confrontavano gli atleti. Le prime Olimpiadi dell'era moderna si svolsero ad Atene nel 1896. Il barone Pierre de Coubertin, alla fine del XIX secolo ,ebbe l'idea di organizzare dei giochi simili a quelli dell'antica Grecia.
I Giochi paralimpici sono l'equivalente dei Giochi olimpici per atleti con disabilità fisiche. Pensati come olimpiadi parallele, prendono il nome proprio dalla fusione del prefisso para con la parola Olimpiade e i suoi derivati. I primi giochi paralimpici riconosciuti come tali si disputarono nel 1960 in Italia.
"PROGETTAZIONI MAPPE"
Classi prime
Classi seconde
Classi terze
„Ogni studente suona il suo strumento, non c'è niente da fare. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l'armonia. Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è un'orchestra che prova la stessa sinfonia. E se hai ereditato il piccolo triangolo che sa fare solo tin tin, o lo scacciapensieri che fa soltanto bloing bloing, la cosa importante è che lo facciano al momento giusto, il meglio possibile, che diventino un ottimo triangolo, un impeccabile scacciapensieri, e che siano fieri della qualità che il loro contributo conferisce all'insieme"
Daniel Pennac