Definizione del paziente anziano
Età ≥ 65 anni
Valutazione geriatrica
Dovrebbe essere effettuata la valutazione geriatrica per identificare eventuali vulnerabilità che non potrebbero essere colte durante la valutazione oncologica.
Diversi studi hanno dimostrato che la Valutazione Geriatrica Multidimensionale (VGM) permetterebbe di predire morte precoce, declino funzionale, tossicità relate al trattamento e la sopravvivenza globale del paziente anziano con neoplasia
Nonostante la VGM possa dare delle informazioni importanti, è difficile fare una valutazione così complessa nel corso della visita oncologica. Per questo è raccomandato l’utilizzo di una breve valutazione di screening > Geriatric-8 (G8) e Vulnerable Elders Servey (VES-13).
Questi test di screening si caratterizzano per:
- Items semplici
- Rapida somministrazione
- Non richieste risorse specialistiche
- Permettono di identificare i pazienti da sottoporre alla valutazione specialistica geriatrica prima della scelta del trattamento
Flow Chart
Per la valutazione geriatrica inserire su SIRE le seguenti prestazioni:
Ø Visita geriatrica
Ø Test del cammino
Ø Somministrazione test della memoria
Le prenotazioni delle prime visite Geriatriche vengono invece prenotate telefonicamente tramite CUP al numero di telefono 050/995995
Considerazioni generali:
Nella valutazione iniziale dobbiamo prendere in considerazione le condizioni di vita del paziente, la presenza di un caregiver e se il paziente stesso presta assistenza a qualcun altro.
La mancanza di legami sociali è stata identificata come un fattore predittivo di mortalità.
In occasione di ogni visita è importante rivalutare la terapia farmacologica del paziente.
Chemioterapia:
L’utilizzo della chemioterapia nell’anziano dovrebbe necessariamente tenere in considerazione alcune fondamentali raccomandazioni:
- Modificazioni farmacocinetiche e farmacodinamiche legate all’età
- Valutazione della funzionalità e mantenimento di un adeguato stato di idratazione > l’anziano è più suscettibile alla disidratazione soprattutto nelle fasi di trattamento attivo di malattia (mucositi, ridotto stimolo della sete, nausea e vomito)
- Iniziare con dosi basse di farmaco per poi aumentare progressivamente la posologia in base alla risposta clinica
- Monitorare regolarmente la risposta clinica
- Istruire il paziente e il caregiver sui potenziali effetti collaterali indotti dalla terapia, in modo da ottimizzare l’aderenza
- Valutare utilizzo di terapie di supporto es G-SCF per la prevenzione primaria delle neutropenie febbrili ed eritropoteina ricombinante con target di emoglobina pari a 12 g/dL in modo da ridurre il rischio di tossicità da chemioterapia e i sintomi correlati all’anemia che peggiorano la qualità di vita
Sono disponibili dei tool per la valutazione del rischio di tossicità da trattamento chemioterapico:
Ø Cancer and Aging Research Group (CARG) Chemo Toxicity Calculator (http://www.mycarg.org/Chemo_Toxicity_ Calculator)
Ø Chemotherapy Risk Assessment Scale for High-Age Patients (CRASH) score
Ø Cancer and Aging Research Group-Breast Cancer (CARG-BC) score for older adults (for adjuvant/neoadjuvant therapy only) (https://www.cancercalc.com/carg_bc.php)
Immunoterapia
I pazienti anziani sono sottorappresentati negli studi registrativi dei trattamenti immunoterapici. Al momento non ci sono studi che hanno valutato il ruolo della valutazione geriatrica nei pazienti anziani candidati a immunoterapia, sia in monoterapia che in combinazione. Diverse analisi di sottogruppo e studi retrospettivi hanno rispostato un chiaro beneficio clinico sia nei pazienti anziani che nei giovani. I dati sono alquanto contrastanti sul fatto che gli anziani con l’avanzare dell’età sperimentino più eventi avversi immuno-relati rispetto ai pazienti più giovani.
Nonostante la buona tolleranza, il paziente potrebbe sperimentare in qualsiasi momento eventi avversi immunorelati. Per la gestione di tali eventi potrebbero essere necessario un uso prolungato di corticosteroidi o altri immunomodulanti. L’utilizzo prolungato di corticosteroidi potrebbe provocare un peggioramento di patologie preesistenti e la comparsa di effetti collaterali quali psicosi, infezioni opportunistiche, miopatie e fratture patologiche.
Target therapy
I dati sulla sicurezza e la tossicità di target therapy nella popolazione anziana sono molto limitati e la maggior parte proviene da analisi di sottogruppo di studi pilota. Gli anziani inclusi negli studi clinici non sono rappresentativi dell’intera popolazione di anziani affetta da neoplasia e quindi i risultati non possono essere generalizzati.
Per le loro comorbilità i pazienti anziani sono esposti a un gran numero di farmaci che potrebbero interagire per esempio con i TKI, che vengono eliminati tramite CYP450.
Sebbene la maggior parte dei TT può essere proposta a pazienti anziani, è necessario uno stretto monitoraggio clinico (vedi tabella)
Non esistono dati riguardanti uno strumento predittivo di tossicità per gli anziani trattati con TT, a differenza di quello utilizzato per la chemioterapia citotossica.