Dall’approvazione della legge Madia, INFN ha sempre categoricamente bocciato ogni possibilità di concorso comma2. Mentre tutti gli altri enti bandivano, INFN si rifiutava.
Dopo anni di attesa e con le modifiche ed estensioni della legge Madia, i precari che potevano usufruire del processo di stabilizzazione attraverso il comma 2 passavano da circa 80 persone ad una platea di aventi diritto superiore alle 200, dovuti all’estensione dei termini della legge Madia al 31-12-2021 in congiunzione con l’aumento dei contratti precari (principalmente assegni di ricerca) erogati dall’ente. A fronte di questo aumento, INFN ha bandito 40 posizioni comma 2 da tecnologo invitando tutta la platea degli aventi diritto a parteciparvi (indipendentemente dal loro profilo professionale iniziale, tecnologo o ricercatore).
Già si partiva con uno svantaggio numerico incredibilmente alto rispetto la situazione del precariato comma 2 dell’ente al 2019 e tutto questo per l’uso sconsiderato di assegni di ricerca che da sempre ingrassano INFN.
A settembre, in accordo con le previsioni, vengono presentate 220 domande. In maniera del tutto discriminatoria, gli assegni di ricerca universitari non vengono considerati utili alla maturazione dei requisiti per usufruire della stabilizzazione prevista per legge, (nonostante lo stesso ente li abbia considerati per la stabilizzazione dei comma 1) Le domande che accedono alla valutazione titoli passano, in maniera arbitraria, da 220 a 147. L’accesso al colloquio per la valutazione dell’idoneità passa per una valutazione dei titoli riportati nel curriculum, con una soglia minima di accesso di 140/200 punti.
A fine dei lavori della commissione valutatrice, di 147 persone aventi diritto, solo 89 risultano ammesse al colloquio.
I numeri ci dicono che l’ente prende atto che poco meno della metà delle persone che hanno lavorato per esso per più di 3 anni nei passati 7 sono considerate idonee a lavorare per l’ente tanto da non essere neppure meritevoli di accedere al colloquio.
Come membri della comunità scientifica nazionale abbiamo difficoltà nel credere che un ente di prestigio che ha sempre fatto vanto dei suoi risultati nel campo della ricerca e della scienza, arrivi a finanziare filoni di ricerca e conseguentemente del personale per un periodo superiore ai 36 mesi, che in sede di valutazione ritiene non meritevoli di un colloquio atto a valutare la loro l’idoneità per il processo di stabilizzazione, rinnegando se stesso e affidando la ricerca a persone “non competenti”.
Queste esclusioni ci sembrano un’ulteriore atto discriminatorio e vessatorio nei confronti di chi ha lavorato e sta ancora lavorando nell’ente da anni a cui, viene negato il semplice riconoscimento di un colloquio e tutto questo ci sembra semplicemente inaccettabile.
La graduatoria finale del concorso riservato agli assegnisti INFN lascia ancora molti colleghi con contratti precari
Sommario sullo stato delle stabilizzazioni per gli assegnisti (art.20, comma 2, DLgs 75/2017, legge “Madia”):
40 precari storici saranno presto assunti
a 45 idonei al concorso è stato riconosciuto il diritto alla stabilizzazione, ma sono fuori. Servono scorrimenti di graduatorie!
57 colleghi pur dopo molti anni di precariato non sono neanche stati ammessi all’orale!
a 73 colleghi con anzianità AdR mista INFN-universitaria è stato negato l'accesso alla procedura (contro la legge e la storia simbiotica INFN-Università)!
Dopo 4 anni di lotte, anche gli assegnisti di ricerca dell’INFN hanno finalmente visto riconosciuto il loro diritto a ottenere un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Dopo aver sostenuto un concorso altamente selettivo, 40 collaboratori storici dell'ente verranno finalmente assunti. La commissione di concorso ha riconosciuto lo stesso diritto a ulteriori 45 colleghi, per i quali però al momento non è prevista la conversione dei loro contratti in contratti stabili. Questo importantissimo risultato è stato ottenuto grazie alla costante spinta dei precari e al supporto delle OO.SS. che ha portato la dirigenza dell’ente a bandire finalmente un concorso (ancorché per soli tecnologi).
Cosa accadrà invece ai 45 colleghi ai quali l'ente ha riconosciuto una maturità scientifica sufficiente all'immissione al servizio che quindi ha tenuto in uno stato di insicurezza lavorativa contro la Carta Europea dei Ricercatori? I 45 sono per la maggior parte ancora titolari di Assegni di Ricerca (AdR) e tenuto conto che il processo di stabilizzazione è iniziato anni fa, molti di loro dovranno uscire dall’ente oppure proseguire la carriera da precari con i contratti previsti dalla nuova legge sul preruolo e questo subito dopo il riconoscimento del diritto ad un contratto stabile (!!!). Per evitare questa situazione paradossale è urgente quindi procedere rapidamente allo scorrimento della graduatoria fino all'assunzione definitiva di tutti gli aventi diritto.
Questo obiettivo sarà più facilmente raggiunto se, accanto alla prossima mobilitazione dei precari e dei sindacati per indurre la controparte politica a degli stanziamenti specifici, la dirigenza INFN farà presente agli organi competenti la necessità di assorbire tutti i propri precari storici, prospettiva facilitata con l'erogazione di fondi vincolati allo scopo (nella Legge di Bilancio 2022 sono stati stanziati 2,5 milioni per il completamento delle assunzioni dei precari da distribuire su richiesta degli enti, di cui l'INFN ha ricevuto ZERO euro).
Vale la pena sottolineare che nell'ente non esiste nessun ostacolo di natura finanziaria che precluda le assunzioni anzi, come recentemente comunicato dal Consiglio Direttivo, il finanziamento ha quest’anno raggiunto un nuovo massimo storico ed è previsto in espansione.
In conclusione, l'applicazione della "Madia" per gli assegnisti ha finalmente permesso di quantificare il precariato nell'ente. Accanto agli 85 precari che hanno visto riconosciuto il loro status, ad altri 130 ricercatori e tecnologi è stato addirittura negato lo status di ricercatori precari con diritto alla conversione dei contratti. Ci sono infatti 57 colleghi con i titoli previsti dalla legge cui è stato negato l'accesso al colloquio per una incomprensibile valutazione negativa dei titoli presentati e 73 che non sono stati considerati in possesso dei titoli di legge, perché all'INFN gli AdR universitari non sono stati conteggiati nell'anzianità di servizio, contro l'interpretazione della legge fornita dal ministero stesso.
A questi colleghi non è rimasta che la via giudiziaria per difendere i propri diritti. Tutti loro sono in possesso dei requisiti previsti dalla legge e la prospettiva di vedere annullate le graduatorie ha una probabilità non trascurabile, eventualità che ovviamente causerebbe gravi danni a tutti i precari (vincitori e non) e all’immagine stessa dell’ente. Sottolineiamo ancora una volta quindi che, nonostante le buone intenzioni, decisioni inutilmente restrittive e dubbie sui requisiti di accesso alla prova selettiva per la stabilizzazione mettono in forse l'intera procedura concorsuale e crediamo che sia necessaria una applicazione della Madia conforme alle previsioni di legge.