Come primo articolo, abbiamo scelto di parlare di un tema che rappresenta alla perfezione il progresso e la sicurezza dell’aviazione moderna: le LVPs e i sistemi di avvicinamento di categoria (CAT).
Immaginate di dover affrontare un viaggio in autostrada: la vostra automobile è perfettamente rifornita, ma uno dei copertoni è completamente a terra. Vi affidereste comunque ad essa per svolgere il vostro viaggio?
Partendo da questa analogia, parliamo delle LVPs, ovvero le “Low Visibility Procedures” — le “Procedure di Bassa Visibilità”.
Ad oggi queste procedure non sono ancora operative presso il Verdi, ma sono di vitale importanza affinché l’aeroporto possa svolgere in modo efficiente il proprio servizio, proprio come un copertone lo è per un’automobile.
Per i più curiosi degli aspetti tecnici, troverete due paragrafi dedicati più in basso, oltre a un link per un video YouTube che mostra un atterraggio in condizioni di bassa visibilità.
Per ora concentriamoci sul lato operativo.
Come le altre città della Val Padana, Parma presenta le stesse caratteristiche orografiche e climatiche: tra la fine di ottobre e la fine di marzo, tutta l’area è soggetta a frequenti nebbie e foschie — tanto familiari quanto problematiche per le operazioni di volo.
Immaginiamo una compagnia aerea che opera su Parma in un giorno in cui la visibilità non consente l’atterraggio del velivolo in uso.
Senza le LVPs, l’aeromobile sarebbe costretto a dirottare verso un altro aeroporto dotato di tali procedure (come Bologna o Bergamo) o dove, in quel momento, la visibilità sia maggiore.
I costi che la compagnia dovrebbe sostenere sarebbero molteplici:
Carburante extra per il dirottamento
Tasse di atterraggio aggiuntive nell’aeroporto alternato
Costi extra per i servizi di terra (carico/scarico, rifornimento, assistenza, ecc.)
Spese per la gestione dei passeggeri (hotel, bus, pasti, ecc.)
Costi di gestione degli equipaggi, legati alle ore massime di servizio giornaliero
Ora immaginate questo scenario durante i lunghi periodi di inversione termica e alta pressione tipici della Pianura Padana… e moltiplicatene i disagi.
Fino ad oggi, il Verdi ha operato in queste condizioni. Ma come può, in tali circostanze, essere realmente competitivo nel mercato delle compagnie aeree?
Qualsiasi aeroporto commerciale del Nord Italia (e in molti casi anche del Centro) è già dotato di LVPs.
Un esempio significativo è quello dell’aeroporto di Treviso, che solo dopo essersene dotato è riuscito ad attirare compagnie come Ryanair, la quale vi ha successivamente aperto una base operativa.
✈️ Con l’installazione dei sistemi necessari all’impiego delle LVPs, il Verdi potrebbe garantire alle compagnie aeree una continuità operativa anche nei mesi invernali, migliorandone esponenzialmente competitività e affidabilità.
Le Procedure di Bassa Visibilità vengono attivate ogni volta che la visibilità al suolo scende sotto una certa soglia — generalmente 800 metri — garantendo comunque l’operatività dell’aeroporto in tali condizioni.
Un radar di superficie (SMR) monitora i movimenti degli aeromobili su piazzale e vie di rullaggio; i movimenti vengono ridotti per garantire un maggiore margine di sicurezza e vengono applicati “limiti minimi di visibilità” per decolli e atterraggi.
Gli atterraggi avvengono mediante un sistema di guida chiamato ILS (Instrument Landing System) di Categoria II/III.
L’ILS utilizza una stazione radio a terra che emette fasci di onde radio, i quali vengono interpretati dai sistemi di bordo dell’aeromobile come indicazioni tridimensionali del sentiero di discesa verso la pista.
Un ILS di Categoria I, come quello attualmente installato al Verdi, consente operazioni fino a una visibilità minima di circa 550 metri.
Un ILS di Categoria II o III, invece, permette di operare rispettivamente fino a 300 e 175 metri di visibilità.
Grazie a questo sistema, i piloti possono utilizzare la funzione Autoland, che — attraverso l’impiego di due o tre autopiloti integrati — assiste il velivolo lungo il sentiero di discesa, garantendo precisione e sicurezza anche quando nebbia e foschia impediscono di avere riferimenti visivi della pista o del terreno.
I test e le calibrazioni vengono effettuati regolarmente secondo le rigorose norme di sicurezza stabilite dall’Agenzia Europea per la Sicurezza Aerea (EASA), dall’ENAC e dai produttori degli aeromobili.
Si tratta di standard estremamente stringenti, che non lasciano nulla al caso e garantiscono livelli di sicurezza tra i più elevati nel mondo dell’aviazione civile.