Aeroporto di Parma: un'occasione che non possiamo perdere
Negli ultimi anni il “Verdi” ha sofferto per scarsi investimenti (mal gestiti) e stagnazione burocratica, mentre la Regione ha puntato tutto su Bologna, oggi sovraccarico e poco efficiente. Eppure Parma ha tutto per rinascere: posizione strategica, territorio dinamico e un bacino d’utenza che comprende anche Reggio Emilia, Piacenza, Cremona, La Spezia, Mantova e Modena.
Basterebbe un accordo tra Bologna e Parma per rendere il trasporto aereo regionale più efficiente, come già accade con Toscana Aeroporti, Aeroporti di Puglia, Save (Veneto).
Servono investimenti mirati: ILS di categoria III (procedura di atterraggio di precisione in qualsiasi condizione meteo), terminal ampliato, più piazzali per aeromobili e parcheggi per macchine, collegamenti con la stazione. Il nostro aeroporto può diventare un’alternativa seria e sostenibile, generando ricchezza, lavoro e turismo.
Ogni procedura aeronautica segue standard di sicurezza avanzatissimi. Tantissime città hanno aeroporti vicini ai centri abitati (vedi Ciampino, Pisa, Bologna, Linate, Bergamo, Catania), con procedure ben standardizzate e limiti orari per ridurre l’impatto acustico.
Parma non chiede miracoli, ma la possibilità di decollare davvero: per un futuro più connesso, efficiente e a beneficio di tutto il territorio e della comunità cittadina.