Installata a Sarezzo, Comune natio di Giorgio, e visibile lungo la Sp 345, è presente l’opera d’arte realizzata in memoria di Giorgio, realizzata e donata dall’artista lumezzanese Marco Giori. Si chiama “fiamme d’amore, dolore e timore”. Un titolo forte quanto l’immagine dell’opera: un sedile in fiamme dal quale si separa un angelo, che abbandona e con esso la vita, mentre china vi è un’altra figura che piange, ma che non brucia, perché il dolore di cui arde è più forte anche delle fiamme.
Le fiamme d’amore sono quelle di chi resta, e che piange la scomparsa di una figura cara. Fiamme di dolore sono invece quelle che bruciano, per ciò che si prova dopo la scomparsa della persona amata. Infine le fiamme di timore simboleggiano quel timore che deve ardere nel cuore di tutti coloro che stanno per mettersi in macchina con qualcuno che non è in grado di guidare.
L’immagine è molto forte, inutile nasconderselo, ma perché dev’essere forte il messaggio: quel sedile scotta. Accettare un passaggio da una persona che per qualsiasi motivo non è in condizione di guidare, può essere un viatico anche per la vita. Ecco perché i giovani (ma non solo i giovani) possono e devono essere consapevoli che c’è una scelta, forte e chiara in questi casi: quella di dire No.
Nel giorno dell’intitolazione a Giorgio, è stata presentata anche una teca dove esporre i principali lavori e le opere che, di anno in anno, verranno premiate dalla Provincia di Brescia nell’ambito del concorso scolastico. Un modo in più per permettere ai giovani di conoscere Giorgio e la sua storia, facendo tesoro di un’esperienza dolorosa che, grazie a Cristina, insegna a ciascuno di noi che c’è sempre una scelta, e che siamo noi ad avere la forza di poterla prendere.