Per indicare in modo preciso le pronunce, in qualche caso usiamo l'alfabeto fonetico internazionale (in sigla, AFI), in cui ogni simbolo rappresenta strettamente un singolo suono. Le trascrizioni in AFI solitamente si scrivono fra barre oblique («/_/»).
Di seguito una spiegazione dei simboli. S'intende che i simboli non spiegati qui sono intuitivi per gl'italofoni.
/ʤ/ come g in gelo;
/i/ come i in filo e Riace;
/j/ come i in fiato e aiuto; in leuto, anche come la i di zaino e Loira.
/k/ come c in caldo;
/ɡ/ come g in gatto;
/h/ come h nell'inglese home o nel tedesco haben;
/s/ come s in seta;
/ʃ/ come sc in scendere;
/ʦ/ come z in alzare;
/ʧ/ come c in cesta;
/θ/ come th nell'inglese think, la z dello spagnolo di Spagna (con distinción), la þ dell’islandese, il gruppo th dell’albanese, θ th nel greco moderno;
/u/ come u in puro e duale;
/w/ come u in uomo e quale; in leuto, anche come la u di aula e euro.
/x/ come ch nel tedesco Bach o nello scozzese loch, la j dello spagnolo, il gruppo ch in ceco, polacco, slovacco, la х ch del russo e dell’ucraino, la x dell’azero, la خ dell’arabo;
/z/ come s in rosmarino e sveglia;
/ʒ/ come la j in francese, portoghese e rumeno, la s di measure e pleasure in inglese, la ž in lituano, lettone, ceco;
/C/ una consonante qualsiasi;
/V/ una vocale qualsiasi;
/./ la divisione sillabica, l'iato.
Rappresentiamo l'accento con un trattino verticale posto direttamente sopra la lettera accentata.
Non c'inoltriamo nei dettagli di come funziona il sistema, con la differenza fra foni e fonemi, eccetera; che è interessante ma va oltre il livello volutamente semplice e pragmatico, introduttivo, di questo sito; per cui invitiamo il lettore curioso ad approfondire autonomamente.