L'istruzione è sempre stata una priorità dell'amministrazione comunale. Anche e soprattutto in tempi di crisi. Ad annunciare gli interventi in atto prima e dopo l'emergenza è Giuseppe Alesci, in veste di assessore all'Istruzione e professore nella nostra scuola.
"Questo doppio ruolo mi ha permesso di capire le reali necessità della scuola, a partire dalla formazione necessaria per cambiare la didattica. Abbiamo avuto fin da subito un ruolo attivo e abbiamo fatto tutto il possibile per risolvere i problemi segnalati da insegnanti, personale Ata e studenti".
Ai 65mila euro di contributo alle scuole del territorio per l'acquisto di materiale scolastico e per il sostegno agli alunni con disabilità, si sono aggiunti 22mila euro extra budget a sostegno delle scuole pubbliche e paritarie.
Nello specifico, "sono stati investiti 10mila euro per coprire il 50% dei device richiesti dalle elementari e dalle medie, e ulteriori 12mila euro alle paritarie che danno una grossa mano al sistema scolastico territoriale perché l'istruzione è un diritto di tutti".
L'attenzione, come anticipato, si è concentrata sull'acquisto di dispositivi tecnologici in modo che tutti abbiano almeno un tablet a casa, distribuiti direttamente a domicilio dai tanti volontari che si sono messi a disposizione, anche attraverso il coordinamento della Protezione Civile.
Punti di forza e di debolezza della didattica a distanza? "Il vantaggio è che ci ha permesso di non fermarci, di continuare a lavorare e di acquisire competenze digitali. In determinati settori amministrativi il lavoro a distanza non è stato un cambiamento così drastico e ha permesso di gestire meglio il tempo" replica Alesci.
Ma "i contro sono molti di più, specie per voi studenti che avete perso la vostra routine e doversi autoregolare potrebbe destabilizzare. E poi manca il contatto e questo crea più difficoltà nell’apprendimento. Inoltre ha ampliato le differenze economiche, perché è più facile fare didattica a chi ha gli strumenti giusti, quindi non è democratica dal punto di vista dei supporti tecnologici".
Il piano di rientro a scuola procede tra dubbi e fiducia. "Ogni giorno arrivano sempre nuove indicazioni, alle volte vaghe, che posso cambiare drasticamente in base alla curva dei contagi - sottolinea l'assessore -. È tutto in divenire, ora come ora si potrebbe pensare alla soluzione mista oppure all'aumento delle aule ma in tre mesi non è possibile costruire scuole da zero. Alla base di tutto le distanze dovranno essere garantite, però bisogna capire quali saranno le conseguenze e quanti ragazzi potranno stare in una stessa aula. Il mio auspicio è che le classi possano essere ancora intere con didattica in presenza più produttiva".
Tra compiti da correggere, videolezioni da preparare e ufficio scolastico da riorganizzare, "durante questi mesi di reclusione è stato più impegnativo il ruolo di insegnante che quello di politico" conclude l'assessore/professore che porta a casa anche l'impegno più bello di tutti: fare il papà della sua bimba piccola.
(20 maggio 2020)