Il terremoto fa paura come il virus, ma i danni materiali provocati dalle scosse si possono riparare con la ricostruzione, mentre i disagi sociali ed economici scatenati da un nemico invisibile sono più difficili da gestire. Lo sa bene il sindaco Nicola Minarelli che si è trovato ad affrontare in prima linea due emergenze: il terremoto del 2012 e il Covid-19 di questi mesi.
Un paragone duro ma calzante emerso durante la videointervista al primo cittadino che ci ha aggiornato sulla situazione epidemiologica sul nostro territorio (al momento in cui scriviamo si registrano purtroppo 4 decessi di anziani residenti con patologie concomitanti pregresse e 31 casi positivi complessivi, scesi a 7 se si considerano quelli attualmente attivi, ndr) e sulle opportunità messe in campo per aiutare famiglie e imprese a uscire dalla crisi del tutto inaspettata. “Numeri assolutamente contenuti rispetto a situazioni complicate in regioni e territori limitrofi, ma l’immagine del corteo di feretri dentro i camion militari ce la porteremo inevitabilmente nella nostra memoria” dichiara Minarelli, combattuto sul futuro dopo il lockdown.
“La parte più ottimista dice che ‘abbiamo perso tre mesi’, ma che passata questa fase si tornerà come prima e più di prima per recuperare. L’altra, quella più realista, dice che non potrà essere così perché nel medio periodo vivremo ancora con la paura. Nulla quindi sarà più come prima, anche la scuola”.
L’amministrazione comunale ha dimostrato disciplina nel rispettare la ‘catena di comando’ per facilitare la comunicazione tra enti superiori come Governo e Regione “perché è giusto che ci sia un unico interlocutore in queste grandi crisi”- ma non è mancata la disponibilità nel proporre sue iniziative finanziarie e solidali.
Sono stati attivati servizi a supporto delle famiglie in difficoltà (spesa a domicilio e servizio di vigilanza alle persone anziane, grazie al prezioso contributo delle associazioni di volontariato) e aiuti economici a sostegno delle imprese (come l’abolizione della tassa di occupazione del suolo pubblico e lo sconto sulla tassa dei rifiuti).
Al Comune sono stati assegnati anche 67mila euro per i buoni spesa “Siamo contenti di essere riusciti a soddisfare tutte le richieste: abbiamo aiutato 236 nuclei familiari, di questi 173 erano famiglie che non si erano mai affacciate all’amministrazione comunale, quindi nuovi utenti particolarmente colpiti dalla crisi” rendiconta Minarelli.
Il momento più difficile e quello più gioioso? “Chiamare gli anziani attraverso il servizio Pronto... cum andegna? è stato uno spasso; i momenti più seri sono coincisi con l’emanazione dei decreti: il 9 marzo quando ci si è resi conto del lockdown e il 18 maggio quando è stata annunciata la riapertura. Mi sono commosso perché l’ho vissuto come senso di liberazione, un inizio di ritorno alla normalità”.
Si è parlato anche di smart working -nelle fasi più delicate, l’Unione dei Comuni aveva oltre il 75% dei dipendenti in servizio con il lavoro agile, “esperienza di cui dobbiamo fare tesoro”- e dei controlli sul territorio per verificare il rispetto delle norme di sicurezza. “Tutto sommato la situazione è stata calma e tranquilla, i portuensi si sono comportati bene anche se è scattata la psicosi collettiva: alcuni criticavano gli spostamenti anche giustificati, altri erano impazienti di uscire ma la risposta è stata molto buona per esserci venuti a trovare in uno stato di polizia. Bisogna far capire che i diritti, come ad esempio circolare liberamente, non sono mai acquisiti per sempre: sono fondamentali ma non sono scontati, li dobbiamo tenere molto stretti”.
(20 maggio 2020)