Carissimo/a, ti do il benvenuto in questo momento così importante.
Se stai leggendo queste parole, è probabile che qualcuno ti abbia chiesto di diventare suo padrino o sua madrina.
È una richiesta che riempie il cuore di gioia, un grande segno di stima e di affetto.
Ma è anche, e soprattutto, una chiamata a un compito sacro e a una responsabilità seria davanti a Dio e alla Chiesa.
Per aiutarti a comprendere a fondo la bellezza e la serietà di questa missione, e per fare insieme un cammino di verità, ti chiedo di dedicare un po' del tuo tempo alla visione di tre brevi video.
Sono un passo fondamentale e necessario prima del nostro incontro.
Ti aiuteranno a fare chiarezza nel tuo cuore e a prendere una decisione pienamente consapevole.
Ecco il percorso che ti propongo:
Primo Video: La Vocazione del Padrino
Secondo Video: l'Idoneità del padrino
Terzo Video: La Scelta Finale, una Questione di Coscienza
Dopo la visione, lo scritto che segue approfondirà ulteriormente questi temi. Insieme scopriremo prima di tutto chi è, e non solo cosa fa, il padrino. Faremo un viaggio alle radici storiche di questa figura, per capire come il suo ruolo non sia un semplice legame affettivo, ma una vera e propria funzione ecclesiale: essere le braccia visibili della Chiesa che accoglie un nuovo figlio.
Successivamente, affronteremo un percorso di onestà.
Troverai dei criteri concreti, delle auto-affermazioni, che la Chiesa ci offre per aiutarci a valutare, con sincerità, la nostra idoneità a questo compito.
Non sono giudizi sulla persona, ma strumenti di coerenza per una scelta libera e responsabile.
Prenditi il tempo necessario.
Guarda i video, leggi con attenzione e lascia che queste parole parlino alla tua coscienza. Sarò felice di incontrarti per continuare questo cammino insieme.
Grazie per la tua serietà e il tuo ascolto.
Con stima, don Rosario
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Perché c'è il Padrino nella Chiesa Cattolica?
Essere scelti come padrino o madrina è un momento che tocca il cuore.
È un onore, certo, ma è molto più di questo.
È una chiamata, una vocazione a diventare una presenza speciale nella vita di un'altra persona, un viaggio che inizia sull'acqua del fonte battesimale o sotto l'olio della Cresima e prosegue per tutta la vita.
Spesso, nella consuetudine, questo ruolo rischia di essere svuotato del suo significato più vero, ridotto a una formalità o a un legame puramente affettivo.
Ma la Chiesa, quando ci chiede di essere padrini, ci invita a qualcosa di più grande: ci chiede di essere un riflesso visibile del suo amore materno. Insieme, passo dopo passo, scopriremo la profondità di questa missione.
Un Viaggio nel Tempo: Le Radici di una Missione
Per capire chi è il padrino oggi, dobbiamo viaggiare indietro nel tempo, ai primi secoli del cristianesimo.
In un'epoca di persecuzioni, quando diventare cristiani significava rischiare la vita, chi desiderava il Battesimo (il "catecumeno") non era mai solo.
Accanto a lui c'era una figura fidata, uno sponsor, un garante.
Questa persona lo accompagnava nel cammino di scoperta della fede, ne attestava la sincerità delle intenzioni davanti alla comunità e, letteralmente, lo "sosteneva" nel momento in cui emergeva dalle acque del Battesimo, rinato a nuova vita.
Con il diffondersi del Battesimo dei bambini, questo ruolo si è trasformato, ma non ha perso la sua essenza.
Se i genitori donano la vita fisica, il padrino e la madrina sono chiamati a sostenere la vita spirituale.
Come spiegava San Tommaso d'Aquino, così come un neonato ha bisogno di una nutrice che lo alimenti e di un pedagogo che lo istruisca, il battezzato ha bisogno di "nuovi padri nella Fede" che lo guidino a comprendere e vivere il dono immenso che ha ricevuto.
Il Cuore della Vocazione: Essere le Braccia della Chiesa
Qual è, dunque, il compito essenziale di un padrino?
Non è, in prima istanza, un ruolo affettivo (l'amore di uno zio o di un amico esiste a prescindere), né primariamente educativo.
È una funzione ecclesiale, cioè legata alla vita stessa della Chiesa.
Rappresentare la Chiesa Madre:
Nel giorno del Battesimo, il padrino e la madrina rappresentano l'intera comunità cristiana che accoglie un nuovo figlio.
Sono le braccia della Chiesa che, dopo aver generato una nuova creatura nello Spirito Santo, la accolgono, la proteggono e si impegnano a farla crescere.
Ampliano, in senso spirituale, la famiglia del battezzato.
Cooperare e Assistere:
Il loro compito è quello di "cooperare" con i genitori. Non si sostituiscono a loro, ma camminano al loro fianco per aiutare il figlioccio a condurre una vita coerente con la fede che ha professato.
Per un adulto che riceve i sacramenti, lo assistono nel cammino dell'iniziazione cristiana.
Per la Cresima, in particolare, si assicurano che il ragazzo o la ragazza possa diventare un "vero testimone di Cristo", una persona la cui vita dimostra che il Vangelo non è una favola, ma una guida sicura e luminosa.
Essere un Esempio Vivente:
Questo impegno non si esaurisce nel giorno della cerimonia.
Significa essere una presenza costante, un punto di riferimento credibile. Significa:
Pregare per il proprio figlioccio, affidandolo costantemente a Dio.
Dialogare, trovando il coraggio di parlare di fede, di condividere le proprie esperienze e di ascoltare i suoi dubbi.
Sostenere nelle scelte importanti, offrendo un consiglio illuminato dai valori del Vangelo.
Testimoniare con la propria vita che essere cristiani è una scelta che riempie di gioia e di senso.
... sopratutto risposte
Essere scelti come padrino o madrina è un grande onore e, soprattutto, una vocazione, una chiamata a essere una presenza speciale e spirituale nella vita di un'altra persona. Questo ruolo non è una mera formalità o un legame affettivo, ma un impegno profondo che la Chiesa affida, invitando il padrino/madrina a riflettere l'amore materno della Chiesa e a sostenere la vita spirituale del figlioccio per tutta la vita.
Le radici del ruolo risalgono ai primi secoli del cristianesimo, quando, in tempi di persecuzione, il "catecumeno" (chi desiderava il Battesimo) era accompagnato da uno sponsor. Questa figura fidanzata attestava la sincerità delle intenzioni del catecumeno e lo sosteneva nel suo cammino di fede e nel momento del Battesimo. Con la diffusione del Battesimo dei bambini, il ruolo si è trasformato: mentre i genitori donano la vita fisica, il padrino e la madrina sono chiamati a sostenere la vita spirituale, fungendo da "nuovi padri nella Fede", come spiegava San Tommaso d'Aquino, per guidare il battezzato a comprendere e vivere il dono ricevuto.
Il compito essenziale di un padrino o una madrina è una funzione ecclesiale, strettamente legata alla vita della Chiesa stessa. Non è primariamente un ruolo affettivo o educativo, ma piuttosto una missione di rappresentanza della Chiesa Madre, cooperazione con i genitori e assistenza nel cammino di fede del figlioccio.
Nel giorno del Battesimo, il padrino e la madrina agiscono come rappresentanti dell'intera comunità cristiana. Sono le "braccia della Chiesa" che accolgono, proteggono e si impegnano a far crescere la nuova creatura generata nello Spirito Santo. In questo senso, essi ampliano spiritualmente la famiglia del battezzato, offrendo un accoglimento più ampio e una protezione spirituale.
Padrini e madrine sono chiamati a "cooperare" con i genitori, non a sostituirsi a loro. Camminano al fianco dei genitori per aiutare il figlioccio a condurre una vita coerente con la fede professata. Per gli adulti che ricevono i sacramenti, li assistono nel cammino dell'iniziazione cristiana, mentre per la Cresima si assicurano che il ragazzo o la ragazza possa diventare un "vero testimone di Cristo".
Per la Cresima, in particolare, il padrino o la madrina hanno il compito di assicurarsi che il ragazzo o la ragazza possa diventare un "vero testimone di Cristo". Ciò significa guidarli a vivere in modo tale che la loro vita stessa dimostri che il Vangelo non è una semplice favola, ma una guida sicura e luminosa, preparandoli a testimoniare attivamente la loro fede.
L'impegno del padrino/madrina non si esaurisce nel giorno della cerimonia, ma richiede una presenza costante e credibile. Ciò include:
Pregare costantemente per il figlioccio, affidandolo a Dio.
Dialogare, trovando il coraggio di parlare di fede, condividere esperienze e ascoltare i dubbi del figlioccio.
Sostenere nelle scelte importanti, offrendo consigli illuminati dai valori del Vangelo.
Testimoniare con la propria vita che essere cristiani è una scelta che porta gioia e significato.
Mentre l'amore affettivo (come quello di uno zio o di un amico) e il ruolo educativo possono esistere a prescindere, il compito primario del padrino/madrina è una funzione ecclesiale. Questo significa che il loro ruolo è intrinsecamente legato alla vita della Chiesa: rappresentano la comunità cristiana, cooperano con i genitori per la crescita spirituale del figlioccio e sono un esempio vivente della fede, andando oltre il semplice legame affettivo o l'insegnamento.
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Cosa vuol dire essere Idoneo? i 9 requisiti
Dopo aver compreso la bellezza e la profondità di questa vocazione, è necessario fare un passo ulteriore, un passo nel concreto della nostra vita.
Per intenderci, usiamo un esempio semplice ma potente.
Se io venissi da te e ti chiedessi: "Mi insegni a guidare un aereo?", cosa mi risponderesti?
Molto probabilmente, con onestà, mi diresti: "Non sono capace, non so guidarlo. Come potrei insegnarlo a te?".
Ecco, questa risposta così onesta e pertinente è la chiave di tutto.
Fare il padrino significa proprio questo: insegnare al figlioccio i ragionamenti di Dio e trasmettere come si fa a incontrarlo faccia a faccia.
La domanda, quindi, sorge spontanea: se tu non conosci i ragionamenti di Dio e non sai come incontrarlo, puoi insegnarlo al tuo figlioccio? Secondo te, sei idoneo a far da padrino?
La Chiesa, per aiutare in questo discernimento, chiede di verificare alcuni punti. Non sono giudizi sulla persona, ma criteri di coerenza per un compito così importante.
Vediamoli insieme, come un esame di coscienza da fare con onestà davanti a Dio.
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La (1) prima auto-affermazione recita così:
«non sono ateo/a e non rigetto la fede e l’adesione alla Chiesa cattolica»;
Il che vuol dire:
che sei credente,
che conosci la fede cattolica,
e sai qual è la struttura di tutto il credo della chiesa cui tu appartieni.
Il parroco aggiunge delle domande:
hai mai letto il catechismo della chiesa cattolica, oppure il compendio del catechismo?
Leggi la sacra scrittura?
ti sei mai aggiornato in qualche modo, leggendo qualche libro, o facendoti qualche chiacchierata col parroco, sulla tua fede?
Sei uno che si interessa con passione alla Fede che professa?
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La (2) seconda autoaffermazione recita così:
«frequento ordinariamente la S. Messa domenicale»
il che vuol dire
che tu tutte le domeniche, non ne fai passare una, partecipi all'eucarestia come la fonte della tua esistenza.
Il parroco aggiunge:
Se non vieni a messa, a che cosa serve fare da padrino?
Che cosa vuoi insegnare al figlioccio?
Non ti sembra una contraddizione troppo grossa e troppo evidente voler insegnare al tuo figlioccio chi è Gesù Cristo e tu invece non lo frequenti mai?
Se non vieni a messa la domenica, non è il caso che tu faccia da padrino o da madrina.
È molto più onesto da parte tua dire, con semplicità e onestà, che non sei idoneo per svolgere questo compito
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La (3) terza auto affermazione recita così:
«partecipo agli incontri di catechesi preparatoria richiesti dal Parroco»
il che vuol dire
che tu vieni con costanza e con passione alla catechesi parrocchiale che facciamo tutte le settimane.
Il parroco aggiunge:
sei una persona che continuamente vuole conoscere di più sulla propria fede?
Sei un credente che ha compreso l'importanza di approfondire con la catechesi il proprio credo?
Sei un incontentabile che vuole sempre più e sempre meglio avvicinarsi a Cristo?
Se non conosci tu il mistero della fede, puoi insegnarlo al tuo figlioccio?
Se non sei un appassionato della conoscenza della fede, puoi trasmettere qualcosa di buono al tuo figlioccio?
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La (4) quarta affermazione recita così:
«ho celebrato il Matrimonio sacramento (se sposato/a);
non sono divorziato/a per causa mia né “convivo” more uxorio con alcuno (per i divorziati)»
il che vuol dire
che ti sei sposato in chiesa e che attualmente non hai né un divorzio né una convivenza.
Il parroco aggiunge:
Se hai qualche problema riguardante una separazione o un divorzio, puoi venire a parlare con il parroco.
Esiste solo un caso in cui si può venire incontro a situazioni del genere: è il caso in cui una persona partecipa a messa tutte le domeniche ed ha una relazione stabile da anni, anche se in un regime di convivenza o di separazione
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La (5)quinta autoaffermazione recita così:
«non aderisco ad organizzazioni malavitose ed illegali»
Il che vuol dire
che tu non sei un mafioso.
Il parroco aggiunge:
I mafiosi sono figli di Dio. Non è un atto discriminatorio non farli partecipare come padrini a un Sacramento, ma semplicemente una impossibilità per il loro stile di vita.
La chiesa su questo è chiara: caro mafioso, convertiti, cambia stile di vita, e poi puoi fare da padrino.
Caro genitore, se hai chiesto a un mafioso di fare da padrino a tuo figlio, ti devi vergognare abbastanza: possibile che tu non ti renda conto della grande contraddizione che c'è nel chiedere ad un mafioso di essere padrino?
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La (6) sesta autoaffermazione recita così:
«non esercito l’usura;
non sfrutto con il “lavoro nero”»
il che vuol dire
che non sei un usuraio
e se sei un imprenditore non sottopaghi i tuoi operai, con uno stipendio misero trattenendoti parte del dovuto per te.
Il parroco aggiunge:
se sei un usuraio, che pensi di sfruttare i soldi degli altri a tuo vantaggio, quale testimonianza puoi dare al tuo figlioccio?
Come puoi chiedere di fare da padrino?
Se tu sei così avaro da sfruttare il lavoro degli altri a tuo vantaggio, sottopagandoli, quale testimonianza puoi dare a un bambino o ad un ragazzo facendogli da padrino?
Cari genitori, prima di scegliere un padrino, pensate alla migliore persona per vostro figlio, uno che possa essere un esempio vivente.
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La (7) settima autoaffermazione recita così:
«non esercito la “magia” o atti divinatori»
non frequento maghi, indovini, né partecipo a sedute spiritiche»
il che vuol dire
che primo fra tutti sei così intelligente da non credere alle stupidaggini dei maghi e delle magie
e poi, così credente da ritenere Dio l'unico artefice della tua vita.
Il parroco aggiunge:
Se credi nei maghi e fai magie, a che ti serve la fede?
Perché vuoi fare il padrino, se sai fare le magie?
Cari genitori, pensate bene alla persona che scegliete per essere il Padrino di vostro figlio. Dovete pensare ad una persona che abbia qualità tali da poter essere un testimone vivente, un grande esempio, per vostro figlio.
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L' (8) ottava autoaffermazione recita così:
«non sono sotto la pena prevista dalla Chiesa per chi pratica o incoraggia l’aborto»
il che vuol dire
che ritieni che la vita inizia fin nel suo primo atto di concepimento, quando lo spermatozoo incontra l'ovulo.
E ritieni che in nessun caso e per nessuna ragione sia ammesso l'aborto.
Il parroco aggiunge:
se credi alla cultura della morte, perché vuoi fare da padrino?
e se in ogni caso la pensi diversamente dalla chiesa cattolica, perché vuoi fare il padrino nella chiesa cattolica?
È più onesto che tu dica che non sei idoneo a fare da padrino.
Cari genitori, cercate sempre una persona che abbia la cultura della vita radicata nelle fondamenta dell'essere.
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La (9) nona auto affermazione recita così:
«non aderisco alla massoneria»
Il che vuol dire
che non sei iscritto a nessuna società segreta e quindi non sei un massone
Il parroco aggiunge:
Se ritieni che la società si porti avanti con sotterfugi ed alleanze segrete, perché vuoi assumere un compito di trasparenza, qual è il padrino, nella chiesa cattolica che non è affatto segreta?
Se hai idee bislacche e strane su come debba essere organizzata la società, fai prima a dire che non sei idoneo a fare da padrino.
Cari genitori, cercate una persona retta che non ami i sotterfugi e che sia sempre limpida.
Ed ai professionisti chiedo onestà nel dichiararsi se sono massoni, e non facciano da padrini qualora lo fossero.
... sopratutto risposte
1. Cosa significa veramente essere un padrino o una madrina, secondo la Chiesa Cattolica?
Essere un padrino o una madrina è una vocazione profonda che va oltre una semplice presenza cerimoniale. Significa assumersi la responsabilità di "insegnare al figlioccio i ragionamenti di Dio e trasmettere come si fa a incontrarlo faccia a faccia". Questo ruolo richiede che il padrino o la madrina sia una guida spirituale autentica, capace di vivere e condividere la fede cattolica in modo coerente e appassionato. È un impegno a essere un esempio vivente di fede e di vita cristiana per il figlioccio.
2. Quali sono i requisiti fondamentali di fede e pratica religiosa per essere considerati idonei?
I requisiti fondamentali riguardano l'adesione e la pratica attiva della fede cattolica. Un potenziale padrino o madrina deve prima di tutto affermare di non essere ateo/a e di non rigettare la fede e l'adesione alla Chiesa cattolica. Questo implica essere un credente, conoscere la fede cattolica e la sua struttura, e interessarsi con passione alla fede professata (ad esempio, leggendo la Sacra Scrittura o il Catechismo). Inoltre, è richiesto di frequentare ordinariamente la Santa Messa domenicale, considerata la fonte dell'esistenza cristiana. La partecipazione agli incontri di catechesi preparatoria richiesti dal parroco è altrettanto importante, dimostrando il desiderio continuo di approfondire la propria fede.
3. Ci sono requisiti specifici legati allo stato matrimoniale?
Sì, esistono requisiti precisi sullo stato matrimoniale. Se sposati/e, i padrini o le madrine devono aver celebrato il Matrimonio sacramento in Chiesa. Non devono essere divorziati/e per propria causa né convivere "more uxorio". Tuttavia, in un unico caso, la Chiesa può venire incontro a situazioni particolari: se una persona divorziata o convivente partecipa a messa tutte le domeniche e ha una relazione stabile da anni, può esserci un dialogo con il parroco per valutare l'idoneità.
4. Perché la Chiesa pone un'enfasi così forte sul rifiuto di attività criminali o immorali per i padrini?
La Chiesa esige che i padrini e le madrine non aderiscano ad organizzazioni malavitose e illegali (come la mafia), non pratichino l'usura né lo sfruttamento tramite "lavoro nero". Questo perché il loro stile di vita deve essere una testimonianza di onestà e integrità. Un mafioso, un usuraio o uno sfruttatore non può essere un esempio vivente di valori cristiani per un figlioccio. La Chiesa invita i genitori a scegliere una persona che possa essere un modello di vita retta e virtuosa, non qualcuno che viva in contraddizione con gli insegnamenti cristiani fondamentali.
5. Qual è la posizione della Chiesa riguardo alla "magia" o agli atti divinatori per i padrini?
La Chiesa richiede che i padrini e le madrine non esercitino la "magia" o atti divinatori e non frequentino maghi, indovini o sedute spiritiche. Questo si basa sulla convinzione che solo Dio sia l'unico artefice della vita e che la fede cristiana sia incompatibile con tali pratiche. Chi crede nella magia mette in discussione l'unicità e la sovranità di Dio e non può quindi essere un testimone autentico della fede. I genitori sono invitati a scegliere una persona "così intelligente da non credere alle stupidaggini dei maghi e delle magie" e "così credente da ritenere Dio l'unico artefice della tua vita".
6. In che modo la posizione sull'aborto influisce sull'idoneità a fare da padrino?
La posizione sull'aborto è un requisito molto chiaro e non negoziabile. I candidati a padrino o madrina non devono essere sotto la pena prevista dalla Chiesa per chi pratica o incoraggia l'aborto. Questo implica ritenere che la vita inizi fin dal primo atto di concepimento e che l'aborto non sia ammesso in nessun caso e per nessuna ragione. Chi crede nella "cultura della morte" o ha un pensiero diverso da quello della Chiesa Cattolica su questo tema fondamentale non è considerato idoneo a svolgere un ruolo così significativo all'interno della Chiesa.
7. Perché l'adesione alla massoneria preclude la possibilità di essere padrino?
L'adesione alla massoneria è un motivo di inidoneità perché le società segrete, per la Chiesa, operano con "sotterfugi ed alleanze segrete", in contrasto con la trasparenza e la limpidezza che caratterizzano la Chiesa Cattolica e il ruolo del padrino. Assumere un compito di trasparenza come quello del padrino, pur aderendo a un'organizzazione segreta, è considerato una contraddizione. I genitori sono esortati a scegliere una persona "retta che non ami i sotterfugi e che sia sempre limpida", e i professionisti massoni sono invitati a dichiararsi onestamente e a non assumere il ruolo di padrino.
8. Qual è il consiglio generale ai genitori per la scelta di un padrino o una madrina?
Il consiglio generale ai genitori è di non prendere alla leggera la scelta del padrino o della madrina. Non si tratta solo di onorare un parente o un amico, ma di trovare la persona migliore per il proprio figlio, qualcuno che possa essere un "esempio vivente" e un "grande esempio". I genitori devono cercare qualcuno che abbia "qualità tali da poter essere un testimone vivente" e che possieda "la cultura della vita radicata nelle fondamenta dell'essere", oltre a essere una persona retta, trasparente e profondamente radicata nella fede cattolica. La scelta deve riflettere un discernimento onesto e profondo per il bene spirituale del figlioccio.
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Come si sceglie adesso?
Alla fine di questo percorso, la domanda torna a chi viene scelto: "Vuoi essere il mio padrino/la mia madrina?".
Questa non è una domanda a cui si può rispondere con leggerezza, magari spinti da tradizioni paesane come quella del "San Giovanni non si rifiuta".
L'amore per quel bambino o quella persona esiste già, a prescindere da questo ruolo.
Ma l'incarico di padrino chiede un impegno solenne davanti a Dio e alla comunità.
Se, dopo aver guardato onestamente la propria vita, una persona si rende conto di non essere nella condizione di assumere questo impegno, rifiutare non è un peccato.
Al contrario, è un grande atto di onestà, di umiltà e di rispetto verso il sacramento e verso il figlioccio stesso.
Il vero errore è accettare con superficialità e poi non svolgere bene questo compito, tradendo la fiducia e il significato profondo di questa meravigliosa vocazione.
Essere padrino è una chiamata a crescere nella propria fede per poter aiutare un altro a crescere.
È un'opportunità per diventare, umilmente e concretamente, uno strumento dell'amore di Dio.
Buona decisione a tutti.
... sopratutto risposte
La domanda centrale è "Vuoi essere il mio padrino/la mia mia madrina?". Questa non è una richiesta da prendere alla leggera.
Non si dovrebbe rispondere con leggerezza perché l'incarico di padrino o madrina è un impegno solenne preso davanti a Dio e alla comunità, che richiede una sincera riflessione sulla propria vita e sulla capacità di adempiere a tale ruolo.
No, l'amore per quel bambino o quella persona esiste già, a prescindere dall'accettazione o meno di questo ruolo specifico.
No, al contrario, rifiutare l'incarico se ci si rende conto di non essere in condizione di assumere l'impegno è descritto come un grande atto di onestà, umiltà e rispetto verso il sacramento e verso il figlioccio.
Il vero errore è accettare con superficialità e poi non svolgere bene questo compito, tradendo la fiducia e il significato profondo di questa meravigliosa vocazione.
Essere padrino o madrina implica una chiamata a crescere nella propria fede per poter aiutare un altro a crescere nella sua.
È descritta come un'opportunità per diventare, umilmente e concretamente, uno strumento dell'amore di Dio.
Il messaggio finale è un augurio di "Buona decisione a tutti", sottolineando l'importanza di una scelta consapevole e sentita.
❤️
Fi n e