Leggi di seguito e con calma tutto quello che c'è da sapere essenzialmente sulla Cresima
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Premessa
Carissimo/a lettore/lettrice,
Ti do il benvenuto in questo percorso dedicato a uno dei tesori più preziosi della nostra fede: il Sacramento della Confermazione, che chiamiamo familiarmente Cresima. Quello che troverai nelle prossime pagine non vuole essere un semplice riassunto; è piuttosto il frutto di un lavoro attento e appassionato, una "fatica" d'amore che ho intrapreso con l'intento di guidarti passo passo alla scoperta della straordinaria ricchezza di questo Sacramento.
Il mio obiettivo, nello stendere queste riflessioni, è stato quello di offrirti una spiegazione che fosse il più possibile completa e profonda dal punto di vista teologico, ma allo stesso tempo chiara, accessibile, quasi come una chiacchierata tra amici nella fede. Vorrei che queste pagine possano illuminare sia te, che magari ti stai preparando a ricevere questo dono o ti ci avvicini per la prima volta, sia te, che desideri riscoprirne e approfondirne il significato per la tua vita.
Faremo insieme un viaggio affascinante:
Partiremo dalle fondamenta, cercando di capire insieme cosa sono i Sacramenti e come la Confermazione si inserisce nel bellissimo cammino dell'iniziazione cristiana, accanto ai doni del Battesimo e dell'Eucaristia.
Risaliremo alle sorgenti, ascoltando cosa ci dicono la Sacra Scrittura e la storia della Chiesa sulle promesse dello Spirito Santo e sulla celebrazione di questo Sacramento fin dai primi tempi.
Osserveremo da vicino la celebrazione liturgica, contemplando la bellezza e la forza dei gesti – come l'imposizione delle mani e l'unzione con il Crisma – e delle parole del rito.
Ci lasceremo meravigliare dagli effetti potenti che questo Sacramento opera nell'anima, meditando sulla speciale effusione dello Spirito Santo e sui suoi Sette Doni: Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà e Timor di Dio.
Rifletteremo insieme sulle conseguenze pratiche per la nostra vita quotidiana: cosa significa davvero vivere da "confermato"? Qual è la chiamata alla testimonianza che riceviamo? Quali responsabilità comporta?
Considereremo anche l'importanza di chi ci accompagna più da vicino in questo passo, il padrino o la madrina.
Ho cercato di mettere insieme le informazioni preziose contenute nei documenti che mi hai fornito con gli insegnamenti della nostra Madre Chiesa, attingendo alla Tradizione, al Magistero – specialmente al Catechismo – e alla riflessione teologica, per darti una visione il più possibile armonica e completa.
Spero di cuore che questo mio lavoro possa esserti davvero d'aiuto per comprendere meglio, amare di più e soprattutto vivere con gioia e coraggio il dono immenso che è lo Spirito Santo, sigillo del nostro essere cristiani nel mondo. Ti auguro una buona e fruttuosa lettura.
don Rosario
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Introduzione - I Sacramenti e l'Iniziazione Cristiana
Che cos'è un Sacramento?
Nella fede cattolica, i Sacramenti sono canali speciali attraverso i quali incontriamo Gesù Cristo e la sua opera di salvezza. Non sono semplici simboli, ma "segni efficaci" istituiti da Cristo stesso per donarci la grazia. Attraverso riti visibili, come l'acqua nel Battesimo o l'olio nella Cresima, viene significata e resa presente l'azione invisibile di Dio nella nostra vita. Realizzano ciò che simboleggiano. Possiamo pensare a una fede nuziale: non è solo un anello, ma un segno visibile ed efficace dell'amore e dell'impegno che crea un legame reale tra gli sposi. Allo stesso modo, i Sacramenti sono segni tangibili che portano la grazia invisibile di Dio nelle nostre anime.
I Sacramenti dell'Iniziazione Cristiana
All'interno dei sette Sacramenti, tre costituiscono il fondamento della vita cristiana: il Battesimo, la Confermazione (o Cresima) e l'Eucaristia. Questi sono chiamati "Sacramenti dell'Iniziazione Cristiana" perché, insieme, introducono pienamente il fedele nella vita di Cristo e della Chiesa. La loro unità è fondamentale e va salvaguardata.
Possiamo immaginare questo percorso come la crescita di una pianta: il Battesimo è il seme piantato nel terreno della fede; la Confermazione è come l'acqua e il sole che permettono alla pianta di crescere robusta e matura; l'Eucaristia è il nutrimento costante che la sostiene. Ogni sacramento ha un ruolo essenziale in questo cammino di fede.
La Confermazione: Compimento della Grazia Battesimale
La Confermazione, chiamata anche Cresima, occupa un posto cruciale in questo percorso. La sua ricezione è considerata necessaria per portare a compimento la grazia ricevuta nel Battesimo. Se il Battesimo ci rende figli di Dio e membri della Chiesa, la Confermazione perfeziona questa grazia battesimale.
Con questo Sacramento, il battezzato viene "sigillato con il dono dello Spirito Santo" e riceve una forza speciale per vivere da cristiano maturo e testimoniare la propria fede. Approfondisce la nostra radice di figli di Dio, ci unisce più saldamente a Cristo, rafforza il legame con la Chiesa e ci associa più strettamente alla sua missione nel mondo. È un passo fondamentale che completa l'opera iniziata nel Battesimo, rendendoci "cristiani forti e perfetti e soldati di Gesù Cristo", pronti a confessare con coraggio il nome di Cristo.
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Dopo aver compreso cosa sono i Sacramenti e il posto della Confermazione nell'iniziazione cristiana, addentriamoci ora nelle sue origini profonde, rintracciando le sue radici nella Bibbia e nel cammino storico della Chiesa.
La Promessa dello Spirito Santo
La Confermazione non nasce dal nulla, ma affonda le sue radici nel cuore stesso della storia della salvezza. Già nell'Antico Testamento, i profeti avevano annunciato che lo Spirito del Signore si sarebbe posato sul Messia atteso e, attraverso di Lui, su tutto il popolo messianico.
Questa promessa trova il suo compimento in Gesù Cristo. Tutta la sua vita terrena e la sua missione si svolgono in una comunione profonda con lo Spirito Santo, che scende visibilmente su di Lui al momento del Battesimo nel Giordano. Durante la sua vita pubblica, Gesù promette più volte ai suoi discepoli l'invio di questo Spirito, il "Consolatore", che li avrebbe guidati "alla verità tutta intera" (Gv 16,13). Dice loro: "Quando me ne sarò andato, vi manderò il Consolatore" (Gv 16,7).
Gesù mantiene la sua promessa. Una prima volta, in modo potente anche se riservato agli Apostoli, la sera stessa della sua Risurrezione. Apparendo nel Cenacolo, alita su di loro dicendo: "Ricevete lo Spirito Santo" (Gv 20,22). Ma la manifestazione più eclatante e pubblica di questo dono avviene cinquanta giorni dopo la Pasqua, nel giorno di Pentecoste.
La Pentecoste: La "Prima Cresima" degli Apostoli
L'evento della Pentecoste, narrato negli Atti degli Apostoli (At 2), è fondamentale per comprendere la Confermazione. Mentre gli Apostoli e Maria erano riuniti in preghiera, scese su di loro lo Spirito Santo sotto forma di "lingue come di fuoco". Improvvisamente, furono riempiti di una forza nuova, iniziarono a parlare in altre lingue e trovarono il coraggio di uscire e annunciare "le grandi opere di Dio" alla folla radunata a Gerusalemme. Quel giorno, tremila persone accolsero l'annuncio di Pietro, si fecero battezzare e ricevettero anch'essi il dono dello Spirito.
La Pentecoste può essere considerata la "prima Cresima", il momento in cui gli Apostoli ricevettero la pienezza dello Spirito per la missione che Gesù aveva loro affidato. La Confermazione, in un certo senso, perpetua la grazia della Pentecoste nella Chiesa.
Gli Apostoli e l'Imposizione delle Mani
Animati da questa forza, gli Apostoli iniziarono a diffondere il Vangelo. Gli Atti degli Apostoli ci mostrano come essi stessi, attraverso un gesto specifico – l'imposizione delle mani – trasmettessero il dono dello Spirito Santo ai nuovi battezzati per completare la grazia del Battesimo. Ad esempio, quando Pietro e Giovanni andarono in Samaria, trovarono alcuni che erano già stati battezzati, "imposero loro le mani ed essi ricevevano lo Spirito Santo" (cfr. At 8, 14-17). Questo gesto è riconosciuto dalla Tradizione cattolica come l'origine del sacramento della Confermazione.
Lo Sviluppo Storico del Rito
Nei primi secoli della Chiesa, l'iniziazione cristiana avveniva solitamente in un'unica celebrazione che comprendeva Battesimo, Confermazione (attraverso l'imposizione delle mani e/o un'unzione) ed Eucaristia. San Cipriano parlava di un "doppio sacramento" (Battesimo e Confermazione) strettamente unito. Questa pratica è ancora mantenuta nelle Chiese Orientali, dove il sacerdote che battezza, solitamente, conferisce immediatamente anche la Cresima (chiamata Myron) con l'olio consacrato dal Vescovo o dal Patriarca.
Nella Chiesa Occidentale (Latina), invece, si verificò una progressiva separazione dei riti per diverse ragioni pratiche e teologiche:
La diffusione del Battesimo dei bambini: Si iniziò a ritenere opportuno rimandare la Confermazione a un'età in cui il bambino potesse comprendere meglio l'impegno che assumeva (l' "età della discrezione").
Il desiderio di riservare al Vescovo il completamento del Battesimo: Poiché il Vescovo, successore degli Apostoli, non poteva essere presente a tutti i battesimi amministrati dai sacerdoti nelle diocesi sempre più vaste, si riservò a lui il conferimento del secondo sacramento, la Confermazione, come segno del legame con la Chiesa apostolica.
Questa separazione temporale ha portato in Occidente a sottolineare maggiormente l'aspetto di "conferma" della fede battesimale e di "rafforzamento" per la testimonianza adulta, da cui il nome Confermazione. Nelle Chiese Orientali, invece, il nome Cresima (o Myron) sottolinea l'importanza dell'unzione con l'olio santo (il Crisma) come rito centrale. Entrambi i nomi evidenziano aspetti autentici e complementari del medesimo sacramento.
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Avendo esplorato le radici bibliche e storiche, vediamo ora come si celebra concretamente il Sacramento della Confermazione nella Chiesa Cattolica (Rito Romano), focalizzandoci sui gesti, le parole e i simboli che lo costituiscono.
Preparazione e Contesto
Per ricevere fruttuosamente la Confermazione, è necessario essere in stato di grazia, cioè senza peccati mortali non confessati. Per questo, la Chiesa invita ad accostarsi al Sacramento della Riconciliazione (Confessione) per essere purificati in vista del dono dello Spirito Santo.
La celebrazione avviene solitamente durante la Santa Messa, per sottolineare il legame profondo tra questo sacramento e l'intera vita cristiana, che ha nell'Eucaristia il suo culmine. Quando la Confermazione è celebrata separatamente dal Battesimo, come è consueto nel Rito Romano, la liturgia inizia con un momento significativo: il Rinnovamento delle Promesse Battesimali. I cresimandi professano personalmente la fede della Chiesa, quella fede ricevuta nel Battesimo, manifestando la loro volontà di vivere da figli di Dio. Questo atto evidenzia che la Confermazione si innesta sul Battesimo e lo porta a compimento.
Il Ministro del Sacramento
Il ministro originario (o ordinario) della Confermazione è il Vescovo. La sua presenza è importante perché manifesta visibilmente il legame del cresimato con la Chiesa universale nella sua dimensione apostolica, cioè fondata sugli Apostoli. È il Vescovo che, nella Messa Crismale del Giovedì Santo, consacra l'olio sacro, il Crisma, che verrà usato per il sacramento in tutta la diocesi.
Tuttavia, per necessità pastorali, il Vescovo può concedere la facoltà di amministrare la Confermazione anche ai sacerdoti (presbiteri). Inoltre, in pericolo di morte, qualsiasi sacerdote può e deve conferire la Confermazione, perché la Chiesa desidera che nessuno dei suoi figli, anche piccolo, lasci questo mondo senza essere stato reso perfetto dallo Spirito Santo.
Il Rito Essenziale: Imposizione delle Mani e Unzione
Il cuore della celebrazione si articola in due gesti principali strettamente connessi:
L'Imposizione delle Mani: Il Vescovo (insieme ai sacerdoti che eventualmente concelebrano con lui) stende le mani su tutti i cresimandi. Questo gesto, che risale fin dal tempo degli Apostoli, è un segno biblico potente. Significa invocare su di loro il dono dello Spirito Santo, implorare la discesa della sua potenza per una missione specifica, come fecero gli Apostoli stessi sui nuovi battezzati per completare la loro iniziazione cristiana.
L'Unzione con il Sacro Crisma: Questo è il gesto centrale del rito. Il ministro traccia un segno di croce sulla fronte del cresimando con il pollice unto di Sacro Crisma. Il Sacro Crisma è l'olio di oliva mescolato con balsamo profumato e consacrato dal Vescovo. L'olio, fin dall'antichità, è simbolo di abbondanza, gioia, purificazione, agilità e forza. L'unzione con l'olio (crismazione) richiama il nome stesso di "Cristiano", che significa "unto", e la nostra partecipazione alla missione di Cristo, l' "Unto" di Dio per eccellenza. L'olio profumato del Crisma simboleggia il dono sovrabbondante dello Spirito Santo, la sua presenza che guarisce, conforta e consacra.
La Forma: Le Parole del Sacramento
Mentre unge la fronte del cresimando, il ministro pronuncia le parole che costituiscono la forma del sacramento nel Rito Romano:
"N., RICEVI IL SIGILLO DEL DONO DELLO SPIRITO SANTO"
(Originale latino: "Accipe signaculum Doni Spiritus Sancti")
A cui il cresimato risponde: "Amen". Segue il saluto di pace tra il Vescovo e il neo-confermato, segno di comunione ecclesiale.
Il Sigillo dello Spirito Santo
Le parole del rito parlano di un "sigillo" (in greco sphragis). Questo termine è ricco di significato:
Nell'antichità, il sigillo indicava appartenenza (i soldati al loro comandante, gli schiavi al loro padrone). Essere "sigillati" con lo Spirito significa appartenere totalmente a Cristo, essere al suo servizio per sempre.
Il sigillo era anche un segno di autenticità e autorità. Lo Spirito Santo ci autentica come veri figli di Dio e testimoni di Cristo.
Era un segno di protezione. Il sigillo dello Spirito ci assicura la protezione divina nelle prove della vita e nella prova finale.
Questo sigillo è un'impronta spirituale indelebile, chiamata "carattere", impressa nell'anima, simile a quella del Battesimo e dell'Ordine Sacro. Per questo motivo, la Confermazione si riceve una sola volta.
Il carattere della Confermazione perfeziona il sacerdozio comune dei fedeli ricevuto nel Battesimo e conferisce la forza e quasi l'incarico ufficiale (quasi ex officio) di professare pubblicamente la fede in Cristo, di diffonderla e difenderla con parole e opere.
L'unzione con il Crisma e le parole del Vescovo, quindi, non sono solo simboli esterni, ma rendono realmente presente l'azione dello Spirito Santo che imprime questo sigillo divino nell'anima del cresimato.
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La celebrazione della Confermazione non è un semplice rito esteriore, ma un evento che produce effetti profondi e duraturi nell'anima del credente. L'effetto principale è la speciale effusione dello Spirito Santo, una pienezza simile a quella ricevuta dagli Apostoli nel giorno di Pentecoste. Questo dono potente trasforma interiormente il cresimato e lo abilita a una vita cristiana più matura e missionaria.
Vediamo più in dettaglio le grazie specifiche:
Aumento e Approfondimento della Grazia Battesimale: La Confermazione perfeziona la grazia ricevuta nel Battesimo. Ci radica più profondamente nella nostra identità di figli di Dio, facendoci sperimentare con maggiore consapevolezza la possibilità di chiamare Dio "Abbà, Padre!". Ci unisce più saldamente a Gesù Cristo, rafforzando la nostra incorporazione a Lui.
Vincolo più Perfetto con la Chiesa: Il sacramento rende più perfetto il nostro legame con la Chiesa. Il cresimato si sente maggiormente partecipe della vita e della missione della comunità ecclesiale, associato più strettamente al suo compito di testimoniare Cristo nel mondo.
Forza Speciale per la Testimonianza: Questo è uno degli effetti più caratteristici. La Confermazione dona una forza speciale dello Spirito Santo per diffondere e difendere la fede con la parola e con l'azione, come veri testimoni di Cristo. Obbliga seriamente a diventare apostoli, portando Gesù agli altri e gli altri a Gesù. Dona il coraggio di confessare audacemente il nome di Cristo e di non vergognarsi mai della sua Croce. Per questo, tradizionalmente, si parla del cresimato come di un "soldato di Cristo", non in senso militare, ma come indicazione della forza spirituale e della prontezza a difendere e diffondere la fede.
Il Carattere Indelebile: Come già accennato parlando del rito, la Confermazione imprime nell'anima un sigillo spirituale indelebile, il "carattere". Questo segno permanente indica l'appartenenza totale a Cristo e l'abilitazione a partecipare alla sua missione. Proprio perché indelebile, questo sacramento si riceve una sola volta nella vita. Questo carattere perfeziona il sacerdozio comune dei fedeli e dà il potere di professare la fede pubblicamente, quasi per un incarico ufficiale.
I Sette Doni dello Spirito Santo: La Confermazione aumenta in noi i doni dello Spirito Santo, energie divine che ci rendono docili a seguire le sue ispirazioni. La tradizione della Chiesa ne identifica sette (basandosi su Isaia 11, 2-3):
Sapienza: Non è la semplice erudizione umana, ma la grazia di saper vedere ogni cosa – eventi, persone, il creato – con gli occhi di Dio. Ci aiuta a giudicare rettamente secondo la verità divina e a dare il giusto valore alle cose eterne rispetto a quelle terrene. Per accoglierla, è fondamentale l'intimità con Dio nella preghiera.
Intelletto: La capacità di andare oltre l'aspetto esteriore della realtà per comprendere in profondità il pensiero di Dio e le verità della fede. Illumina la mente per capire ciò che il Signore ha detto e compiuto, come accadde ai discepoli di Emmaus. Ci aiuta a riflettere sul significato della fede nella nostra vita.
Consiglio: Illumina il cuore per orientare pensieri, sentimenti e intenzioni secondo il cuore di Dio, aiutandoci a prendere decisioni giuste e sagge. Si conserva e cresce con la preghiera, chiedendo al Signore: "Cosa desideri da me?". È utile cercare la guida di un sacerdote o di una persona spiritualmente saggia.
Fortezza: Non si tratta di forza fisica, ma del coraggio e della forza interiore che vengono da Dio per superare le difficoltà, resistere alle tentazioni e testimoniare la fede senza paura, anche quando costa sacrificio. Sostiene nei momenti in cui la fede è messa alla prova, come è accaduto ai martiri. Ci aiuta a perseverare, difendere la verità e superare le paure.
Scienza: Non la conoscenza scientifica del mondo, ma la capacità di riconoscere Dio presente e operante nella creazione e nella storia umana. Ci aiuta a vedere le meraviglie del creato e le opere dell'uomo come doni di Dio e a capire come Egli ci parla attraverso di esse. Ci spinge a usare i nostri talenti per servire Dio e il prossimo e a custodire il creato.
Pietà: Indica il nostro legame profondo e filiale con Dio, la consapevolezza di essere suoi figli amati e Lui il nostro Padre. Mantiene salda l'amicizia con Lui, fa desiderare di vivere come Gesù e permette di pregarlo con amore e semplicità. Questo amore per Dio si traduce anche in attenzione e compassione verso gli altri, specialmente i più bisognosi, nei quali riconosciamo Gesù stesso.
Timor di Dio: Non significa avere paura di Dio, ma è quel santo timore che nasce dalla consapevolezza della sua infinita grandezza e del suo amore per noi, creature così piccole. Ci ricorda che il nostro bene sta nell'abbandonarci con fiducia nelle sue mani e ci aiuta a fuggire il peccato, non per paura del castigo, ma per non offendere e perdere Colui che ci ama infinitamente. Ispira rispetto, adorazione e umiltà.
Oltre ai Doni, lo Spirito Santo porta anche i suoi Frutti (menzionati da San Paolo in Galati 5, 22-23), come amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé, che sono le manifestazioni esteriori di una vita vissuta secondo lo Spirito.
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Aver ricevuto la Confermazione non è un punto di arrivo, ma l'inizio di una nuova fase della vita cristiana. È una chiamata all'azione, un potenziamento per vivere pienamente la fede e partecipare attivamente alla missione della Chiesa nel mondo. Lo Spirito Santo, ricevuto in pienezza, non è un dono da tenere per sé, ma una forza che spinge all'esterno.
Chiamati ad Essere Testimoni
L'effetto più evidente di questa forza è l'abilitazione a diventare veri testimoni di Cristo. Questo significa avere la capacità e, in un certo senso, l'obbligo morale ("più strettamente obbligati" ) di diffondere e difendere la fede sia con le parole che con le opere. Il cresimato è chiamato a confessare con coraggio il nome di Gesù, senza timore o vergogna della Croce, e a vivere in modo coerente con i valori del Vangelo in ogni ambito della vita: in famiglia, a scuola, sul lavoro, con gli amici. Essere testimoni implica riflettere Gesù Cristo nel mondo di oggi.
Assumere le Responsabilità del Cristiano Maturo
La Confermazione è spesso associata alla maturità cristiana. Questa maturità non è solo anagrafica, ma spirituale: implica assumersi la responsabilità della propria fede. Chi riceve la Confermazione deve:
Professare personalmente la fede.
Essere in stato di grazia.
Avere l'intenzione di ricevere il sacramento e i suoi doni.
Essere preparato ad assumere il ruolo di discepolo e testimone di Cristo, sia nella comunità ecclesiale che negli affari del mondo.
Vivere da cresimato significa quindi coltivare una relazione continua con lo Spirito Santo attraverso la preghiera, la meditazione della Parola di Dio, la partecipazione attiva alla vita della Chiesa (specialmente la Messa domenicale e la Confessione frequente) e il servizio concreto ai fratelli.
Un Appello alla Perseveranza
È importante sottolineare un aspetto cruciale, evidenziato anche nei documenti forniti: il rischio di abbandonare il cammino di fede dopo aver ricevuto la Cresima. Purtroppo, alcuni considerano questo Sacramento come una sorta di "diploma" o un traguardo finale, smettendo poi di frequentare la Messa, di confessarsi e di vivere attivamente la fede.
Questo atteggiamento comporta gravi pericoli per l'anima. Tralasciare la Messa festiva per propria colpa è peccato mortale, che priva della grazia di Dio, fa perdere i meriti acquisiti e rende schiavi del male, mettendo a rischio la salvezza eterna. È un controsenso ricevere la forza dello Spirito Santo per poi rifiutare i mezzi ordinari che Dio ci dona per alimentare la fede: l'Eucaristia (dove Gesù si dona totalmente ) e la Riconciliazione (dove riceviamo il suo perdono ). La vita da cresimato è una scelta da rinnovare ogni giorno: continuare con impegno a vivere da veri cristiani, amando Dio e il prossimo, oppure abbandonare la Chiesa e rischiare di perdere il dono più grande, la vita eterna con Dio.
Completamento dell'Iniziazione e Porta all'Eucaristia
La Confermazione trova il suo pieno significato all'interno dell'unità dei Sacramenti dell'Iniziazione Cristiana. Come abbiamo visto, essa completa e perfeziona la grazia del Battesimo, sigillando e rafforzando ciò che è iniziato nel primo sacramento.
Allo stesso tempo, la Confermazione orienta pienamente verso l'Eucaristia. Ricevere la forza dello Spirito Santo prepara il fedele a una partecipazione più consapevole, attiva e fruttuosa al Sacrificio Eucaristico, che è "fonte e culmine di tutta la vita cristiana" (CCC 1324). L'Eucaristia è il sacramento che porta a compimento l'iniziazione cristiana, nutrendo costantemente la vita divina ricevuta nel Battesimo e rafforzata nella Confermazione. Vivere da cresimati significa vivere di Eucaristia, attingendo da essa la forza per la testimonianza quotidiana.
Custodire il Dono
In conclusione, la vita da cresimato è un cammino dinamico, guidato dalla potenza dello Spirito Santo. Significa custodire con premura il sigillo ricevuto, assecondare con docilità le ispirazioni dello Spirito e utilizzare i suoi doni per la crescita personale, per il bene della Chiesa e per la salvezza del mondo. È un impegno a vivere come figli amati dal Padre, fratelli uniti a Cristo e testimoni coraggiosi nel mondo, alimentati costantemente dalla grazia dei Sacramenti.
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Un aspetto importante, anche se non essenziale per la validità del sacramento, è la presenza del padrino o della madrina. Questa figura, radicata nella tradizione della Chiesa, ha il compito di assistere e accompagnare spiritualmente il cresimando.
Il Ruolo del Padrino/Madrina
Il padrino o la madrina non è semplicemente una figura cerimoniale, ma rappresenta la comunità cristiana che accoglie e sostiene il cresimato nel suo cammino di fede. Il suo compito è:
Accompagnare: Stare accanto al cresimando, non solo nel giorno della celebrazione, ma anche nella vita cristiana che segue, aiutandolo a perseverare nella fede.
Testimoniare: Offrire un esempio concreto di vita cristiana vissuta con coerenza e gioia.
Sostenere: Aiutarlo nei dubbi, nelle difficoltà e nello sviluppo della sua vita battesimale e confermata.
Per sottolineare la continuità dell'iniziazione cristiana, la Chiesa suggerisce che, quando possibile, il padrino o la madrina della Confermazione sia lo stesso del Battesimo.
Requisiti per Essere Padrino/Madrina
Proprio per l'importanza di questo ruolo, la Chiesa stabilisce dei requisiti precisi (cfr. Codice di Diritto Canonico, cann. 893 e 874):
Essere designato dal cresimando o dalla sua famiglia e avere l'intenzione di assumere l'incarico.
Aver compiuto almeno 16 anni (salvo dispensa).
Essere cattolico, aver ricevuto i sacramenti dell'iniziazione (Battesimo, Confermazione, Eucaristia).
Condurre una vita conforme alla fede e all'incarico assunto (questo include la pratica religiosa e una situazione di vita coerente con l'insegnamento morale e matrimoniale della Chiesa; ad esempio, non sono generalmente ammesse persone conviventi, sposate solo civilmente o divorziate risposate).
Non essere il padre o la madre del cresimando.
Non essere colpito da pene canoniche.
La scelta del padrino/madrina dovrebbe quindi basarsi sulla sua idoneità a offrire una reale testimonianza e accompagnamento nella fede.
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Giunti al termine di questo percorso, possiamo contemplare la bellezza e la profondità del Sacramento della Confermazione. Non è un rito formale o una semplice tradizione, ma un incontro vivo e trasformante con lo Spirito Santo.
È il Sacramento che porta a compimento la grazia del Battesimo, radicandoci più profondamente come figli di Dio e unendoci indissolubilmente a Cristo.
È il Sacramento che ci lega più perfettamente alla Chiesa, rendendoci membri attivi e responsabili della sua missione nel mondo.
È il Sacramento della forza divina, che ci equipaggia con i Sette Doni dello Spirito – Sapienza, Intelletto, Consiglio, Fortezza, Scienza, Pietà e Timor di Dio – per poter comprendere la volontà di Dio, vivere secondo il Vangelo e affrontare le sfide della vita.
È, soprattutto, il Sacramento della testimonianza. Attraverso il sigillo indelebile dello Spirito, siamo consacrati e inviati come testimoni di Cristo, chiamati a diffondere e difendere la fede con coraggio e amore, con le parole e, ancor più, con la vita. Orientati verso l'Eucaristia, fonte e culmine della vita cristiana, troviamo in essa il nutrimento per sostenere questa missione.
Ricevere la Confermazione è ricevere un tesoro inestimabile. Viverla significa permettere allo Spirito Santo di continuare la sua opera in noi, lasciandoci plasmare dal suo amore per diventare riflesso di Cristo nel mondo, costruttori di pace e portatori della Buona Notizia a tutti. È un impegno perenne e una fonte continua di grazia per chi accoglie con cuore aperto il Sigillo del Dono dello Spirito Santo.
Articolo 2: IL SACRAMENTO DELLA CONFERMAZIONE
1285
Con il Battesimo e l'Eucaristia, il sacramento della Confermazione costituisce l'insieme dei "sacramenti dell'iniziazione cristiana", la cui unità deve essere salvaguardata. E' dunque necessario spiegare ai fedeli che la recezione di questo sacramento è necessaria per il rafforzamento della grazia battesimale [Cf Pontificale romano, Rito della confermazione, Premesse, 1]. Infatti, "con il sacramento della Confermazione [i battezzati] vengono vincolati più perfettamente alla Chiesa, sono arricchiti di una speciale forza dallo Spirito Santo, e in questo modo sono più strettamente obbligati a diffondere e a difendere con la parola e con l'opera la fede come veri testimoni di Cristo" [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 11; cf Pontificale romano, Rito della conferma- zione, Premesse, 2].
I. La Confermazione nell'Economia della Salvezza
1286
Nell' Antico Testamento, i profeti hanno annunziato che lo Spirito del Signore si sarebbe posato sul Messia atteso [Cf Is 11,2 ] in vista della sua missione salvifica [Cf Lc 4,16-22; Is 61,1 ]. La discesa dello Spirito Santo su Gesù, al momento del suo Battesimo da parte di Giovanni, costituì il segno che era lui che doveva venire, che egli era il Messia, il Figlio di Dio [Cf Mt 3,13-17; Gv 1,33-34 ]. Concepito per opera dello Spirito Santo, tutta la sua vita e la sua missione si svolgono in una totale comunione con lo Spirito Santo che il Padre gli dà "senza misura" ( Gv 3,34 ).
1287
Questa pienezza dello Spirito non doveva rimanere soltanto del Messia, ma doveva essere comunicata a tutto il popolo messianico [Cf Ez 36,25-27; Gl 3,1-2 ]. Più volte Cristo ha promesso questa effusione dello Spirito, [Cf Lc 12,12; Gv 3,5-8; Gv 7,37-39; Gv 16,7-15; 1287 At 1,8 ] promessa che ha attuato dapprima il giorno di Pasqua [Cf Gv 20,22 ] e in seguito, in modo più stupefacente, il giorno di Pentecoste [Cf At 2,1-4 ]. Pieni di Spirito Santo, gli Apostoli cominciano ad "annunziare le grandi opere di Dio" ( At 2,11 ) e Pietro afferma che quella effusione dello Spirito sopra gli Apostoli è il segno dei tempi messianici [Cf At 2,17-18 ]. Coloro che allora hanno creduto alla predicazione apostolica e che si sono fatti battezzare, hanno ricevuto, a loro volta, "il dono dello Spirito Santo" ( At 2,38 ).
1288
"Fin da quel tempo gli Apostoli, in adempimento del volere di Cristo, comunicavano ai neofiti, attraverso l'imposizione delle mani, il dono dello Spirito, destinato a completare la grazia del Battesimo [ Cf At 8,15-17; At 19,5-6 ]. Questo spiega perché nella lettera agli Ebrei viene ricordata, tra i primi elementi della formazione cristiana, la dottrina dei battesimi e anche dell'imposizione delle mani [Cf Eb 6,2 ]. E' appunto questa imposizione delle mani che giustamente viene considerata dalla tradizione cattolica come la prima origine del sacramento della Confermazione, il quale rende, in qualche modo, perenne nella Chiesa la grazia della Pentecoste" [Paolo VI, Cost. ap. Divinae consortium naturae].
1289
Per meglio esprimere il dono dello Spirito Santo, ben presto all'imposizione delle mani si è aggiunta una unzione di olio profumato (crisma). Tale unzione spiega il nome di "cristiano" che significa "unto" e che trae la sua origine da quello di Cristo stesso, che "Dio consacrò [ha unto] in Spirito Santo" ( At 10,38 ). Questo rito di unzione è rimasto in uso fino ai nostri giorni sia in Oriente sia in Occidente. Perciò in Oriente questo sacramento viene chiamato Crismazione, unzione con il crisma, o myron, che significa "crisma". In Occidente il termine Confermazione suggerisce che questo sacramento nel medesimo tempo conferma il battesimo e rafforza la grazia battesimale.
Due tradizioni: l'Oriente e l'Occidente
1290
Nei primi secoli la Confermazione costituisce in genere una celebrazione unica con il Battesimo, formando con questo, secondo l'espressione di san Cipriano, un "sacramento doppio". Ma il moltiplicarsi, tra le altre cause, dei Battesimi di bambini, e questo in qualsiasi periodo dell'anno, e la crescita numerica delle parrocchie (rurali), che ampliava le diocesi, non permettono più la presenza del vescovo a tutte le celebrazioni battesimali. In Occidente, poiché si preferisce riservare al vescovo il portare a compimento il Battesimo, avviene la separazione temporale dei due sacra menti. L'Oriente ha invece conservato uniti i due sacramenti, così che la Confermazione è conferita dal presbitero stesso che battezza. Questi tuttavia può farlo soltanto con il "crisma" consacrato da un vescovo [Cf Corpus Canonum Ecclesiarum Orientalium, 695, 1; 696, 1].
1291
Una consuetudine della Chiesa di Roma ha facilitato lo sviluppo della prati ca occidentale: la duplice unzione con il sacro crisma dopo il Battesimo. La prima unzione, compiuta dal sacerdote sul neofita, al momento in cui esce dal lavacro battesimale, è portata a compimento da una seconda unzione fatta dal vescovo sulla fronte di ogni neo-battezzato [Cf Sant'Ippolito di Roma, Traditio apostolica, 21]. La prima unzione con il sacro crisma, quella data dal sacerdote, è rimasta unita al rito del Battesimo: significa la partecipazione del battezzato alle funzioni profetica, sacerdotale e regale di Cristo. Se il Battesimo viene conferito ad un adulto, vi è una sola unzione post-battesimale: quella della Confermazione.
1292
La pratica delle Chiese orientali sottolinea maggiormente l'unità dell'iniziazione cristiana. Quella della Chiesa latina evidenzia più nettamente la comunione del nuovo cristiano con il proprio vescovo, garante e servo dell'unità della sua Chiesa, della sua cattolicità e della sua apostolicità, e, conseguentemente, il legame con le origini apostoliche della Chiesa di Cristo.
II. I segni e il rito della Confermazione
1293
Nel rito di questo sacramento è opportuno considerare il segno dell' unzione e ciò che l'unzione indica e imprime: il sigillo spirituale.
Nella simbolica biblica e antica, l' unzione presenta una grande ricchezza di significati: l'olio è segno di abbondanza [Cf Dt 11,14, ecc] e di gioia, [Cf Sal 23,5; Sal 104,15 ] purifica (unzione prima e dopo il bagno), rende agile (l'unzione degli atleti e dei lottatori); è segno di guarigione, poiché cura le contusioni e le piaghe [Cf Is 1,6; 1293 Lc 10,34 ] e rende luminosi di bellezza, di salute e di forza.
1294
Questi significati dell'unzione con l'olio si ritrovano tutti nella vita sacramentale. L'unzione prima del Battesimo con l'olio dei catecumeni ha il significato di purificare e fortificare; l'unzione degli infermi esprime la guarigione e il conforto. L'unzione con il sacro crisma dopo il Battesimo, nella Confermazione e nell'Ordinazione, è il segno di una consacrazione. Mediante la Confermazione, i cristiani, ossia coloro che sono unti, partecipano maggiormente alla missione di Gesù Cristo e alla pienezza dello Spirito Santo di cui egli è ricolmo, in modo che tutta la loro vita effonda il "profumo di Cristo" ( 2Cor 2,15 ).
1295
Per mezzo di questa unzione il cresimando riceve "il marchio", il sigillo dello Spirito Santo. Il sigillo è il simbolo della persona, [Cf Gen 38,18; 1295 Ct 8,6 ] il segno della sua autorità, [Cf Gen 41,42 ] della sua proprietà su un oggetto [Cf Dt 32,34 ] (per questo si usava imprimere sui soldati il sigillo del loro capo, come sugli schiavi quello del loro padrone); esso autentica un atto giuridico [Cf 1Re 21,8 ] o un documento [Cf Ger 32,10 ] e, in certi casi, lo rende segreto [Cf Is 29,11 ].
1296
Cristo stesso si dichiara segnato dal sigillo del Padre suo [Cf Gv 6,27 ]. Anche il cristiano è segnato con un sigillo: "E' Dio stesso che ci conferma, insieme a voi, in Cristo, e ci ha conferito l'unzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori" ( 2Cor 1,22 ) [Cf Ef 1,13; Ef 4,30 ]. Questo sigillo dello Spirito Santo segna l'appartenenza totale a Cristo, l'essere al suo servizio per sempre, ma anche la promessa della divina protezione nella grande prova escatologica [ Cf Ap 7,2-3; Ap 9,4; Ez 9,4-6 ].
La celebrazione della Confermazione
1297
La consacrazione del sacro crisma è un momento importante che precede la celebrazione della Confermazione, ma che, in un certo senso, ne fa parte. E' il vescovo che, il Giovedì Santo, durante la Messa crismale, consacra il sacro crisma per tutta la sua diocesi. Anche nelle Chiese d'Oriente questa consacrazione è riservata al Patriarca:
La liturgia antiochena esprime in questi termini l'epiclesi della consacrazione del sacro crisma (myron): " [Padre. . . manda il tuo Santo Spirito] su di noi e su questo olio che è davanti a noi e consacralo, affinché per tutti coloro che ne verranno unti e segnati, esso sia: myron santo, myron sacerdotale, myron regale, unzione di letizia, la veste di luce, il manto della salvezza, il dono spirituale, la santificazione delle anime e dei corpi, la felicità eterna, il sigillo indelebile, lo scudo della fede e l'elmo invincibile contro tutte le macchinazioni dell'Avversario" [Liturgia siro-antiochena, Epiclesi della consacrazione del sacro crisma].
1298
Quando la Confermazione viene celebrata separatamente dal Battesimo, come avviene nel rito romano, la Liturgia del sacramento ha inizio con la rinnovazione delle promesse battesimali e con la professione di fede da parte dei cresimandi. In questo modo risulta evidente che la Confermazione si colloca in successione al Battesimo [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Sacrosanctum concilium, 71]. Quando viene battezzato un adulto, egli riceve immediatamente la Confermazione e partecipa all'Eucaristia [Cf Codice di Diritto Canonico, 866].
1299
Nel rito romano, il vescovo stende le mani sul gruppo dei cresimandi: gesto che, fin dal tempo degli Apostoli, è il segno del dono dello Spirito. Spetta al vescovo invocare l'effusione dello Spirito:
Dio onnipotente, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che hai rigenerato questi tuoi figli dall'acqua e dallo Spirito Santo liberandoli dal peccato, in fondi in loro il tuo santo Spirito Paraclito: spirito di sapienza e di intelletto, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di scienza e di pietà, e riempili dello spirito del tuo santo timore. Per Cristo, nostro Signore [Pontificale romano, Rito della confermazione, 25].
1300
Segue il rito essenziale del sacramento. Nel rito latino, "il sacramento della Confermazione si conferisce mediante l'unzione del crisma sulla fronte, che si fa con l'imposizione della mano, e mediante le parole: "Accipe signaculum doni Spiritus Sancti" - "Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono"" [Paolo VI, Cost. ap. Divinae consortium naturae]. Presso le Chiese orientali di rito bizantino, l'unzione con il myron viene fatta, dopo una preghiera di Epiclesi, sulle parti più significative del corpo: la fronte, gli occhi, il naso, le orecchie, le labbra, il petto, il dorso, le mani e i piedi; ogni unzione è accompagnata dalla formula: "Sigillo del dono che è lo Spirito Santo".
1301
Il bacio di pace che conclude il rito del sacramento significa ed esprime la comunione ecclesiale con il vescovo e con tutti i fedeli [Cf Sant'Ippolito di Roma, Traditio apostolica, 21].
III. Gli effetti della Confermazione
1302
Risulta dalla celebrazione che l'effetto del sacramento della Confermazione è la speciale effusione dello Spirito Santo, come già fu concessa agli Apostoli il giorno di Pentecoste.
1303
Ne deriva che la Confermazione apporta una crescita e un approfondimento della grazia battesimale:
- ci radica più profondamente nella filiazione divina grazie alla quale diciamo: "Abbà, Padre" ( Rm 8,15 );
- ci unisce più saldamente a Cristo;
- aumenta in noi i doni dello Spirito Santo;
- rende più perfetto il nostro legame con la Chiesa; [Cf Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 11]
- ci accorda "una speciale forza dello Spirito Santo" per "diffondere e difendere con la parola e con l'azione la fede, come veri testimoni di Cristo", per "confessare coraggiosamente il nome di Cristo" e per non vergognarsi mai della sua croce [Cf Concilio di Firenze: Denz. -Schönm., 1319; Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 11; 12].
Ricorda che hai ricevuto il sigillo spirituale, "lo Spirito di sapienza e di intelletto, lo Spirito di consiglio e di fortezza, lo Spirito di conoscenza e di pietà, lo Spirito di timore di Dio", e conserva ciò che hai ricevuto. Dio Padre ti ha segnato, ti ha confermato Cristo Signore e ha posto nel tuo cuore quale pegno lo Spirito [Sant'Ambrogio, De mysteriis, 7, 42: PL 16, 402-403].
1304
Come il Battesimo, di cui costituisce il compimento, la Confermazione è conferita una sola volta. Essa infatti imprime nell'anima un marchio spirituale indelebile, il "carattere"; [Cf Concilio di Trento: Denz. -Schönm., 1609] esso è il segno che Gesù Cristo ha impresso sul cristiano il sigillo del suo Spirito rivestendolo di potenza dall'alto perché sia suo testimone [Cf Lc 24,48-49 ].
1305
Il "carattere" perfeziona il sacerdozio comune dei fedeli, ricevuto nel Battesimo, e "il cresimato riceve il potere di professare pubblicamente la fede cristiana, quasi per un incarico ufficiale (quasi ex officio)" [San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, III, 72, 5, ad 2].
IV. Chi può ricevere questo sacramento?
1306
Può e deve ricevere il sacramento della Confermazione ogni battezzato, che non l'abbia ancora ricevuto [Cf Codice di Diritto Canonico, 889, 1]. Dal momento che Battesimo, Confer mazione ed Eucaristia costituiscono un tutto unitario, ne deriva che "i fedeli sono obbligati a ricevere tempestivamente questo sacramento"; [Codice di Diritto Canonico, 890] senza la Confermazione e l'Eucaristia, infatti, il sacramento del Battesimo è certamente valido ed efficace, ma l'iniziazione cristiana rimane incompiuta.
1307
La consuetudine latina da secoli indica come punto di riferimento per ricevere la Confermazione "l'età della discrezione". Quando fossero in pericolo di morte, tuttavia, i bambini devono essere cresimati anche se non hanno ancora raggiunto tale età [Cf ibid., 891; 883, 3].
1308
Se talvolta si parla della Confermazione come del "sacramento della maturità cristiana", non si deve tuttavia confondere l'età adulta della fede con l'età adulta della crescita naturale, e neppure dimenticare che la grazia del Battesimo è una grazia di elezione gratuita e immeritata, che non ha bisogno di una "ratifica" per diventare effettiva. Lo ricorda san Tommaso:
L'età fisica non condiziona l'anima. Quindi anche nell'età della puerizia l'uomo può ottenere la perfezione dell'età spirituale di cui la Sapienza (4, 8) dice: "Vecchiaia veneranda non è la longevità, né si calcola dal numero degli anni". E' per questo che molti, nell'età della fanciullezza, avendo ricevuta la forza dello Spirito Santo, hanno combattuto generosamente per Cristo fino al sangue [San Tommaso d'Aquino, Summa theologiae, III, 72, 8, ad 2].
1309
La preparazione alla Confermazione deve mirare a condurre il cristiano verso una più intima unione con Cristo, verso una familiarità più viva con lo Spirito Santo, la sua azione, i suoi doni e le sue mozioni, per poter meglio assumere le responsabilità apostoliche della vita cristiana. Di conseguenza la catechesi della Confermazione si sforzerà di risvegliare il senso dell'appartenenza alla Chiesa di Gesù Cristo, sia alla Chiesa universale che alla comunità parrocchiale. Su quest'ultima grava una particolare responsabilità nella preparazione dei confermandi [Cf Pontificale romano, Rito della confermazione, Premesse, 3].
1310
Per ricevere la Confermazione si deve essere in stato di grazia. E' opportuno accostarsi al sacramento della Penitenza per essere purificati in vista del dono dello Spirito Santo. Una preghiera più intensa deve preparare a ricevere con docilità e disponibilità la forza e le grazie dello Spirito Santo [Cf At 1,14 ].
1311
Per la Confermazione, come per il Battesimo, è conveniente che i candidati cerchino l'aiuto spirituale di un padrino o di una madrina. E' opportuno che sia la stessa persona scelta per il Battesimo, per sottolineare meglio l'unità dei due sacramenti [Cf Pontificale romano, Rito della confermazione, Premesse, 5; 6; Codice di Diritto Canonico, 893, 1. 2].
V. Il ministro della Confermazione
1312
"Il ministro originario della Confermazione" è il vescovo [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 26].
In Oriente, è ordinariamente il presbitero che battezza a conferire subito anche la Confermazione in una sola e medesima celebrazione. Tuttavia lo fa con il sacro crisma consacrato dal patriarca o dal vescovo: ciò esprime l'unità apostolica della Chiesa, i cui vincoli vengono rafforzati dal sacramento della Confermazione. Nella Chiesa latina si attua la stessa disciplina nel Battesimo degli adulti, o quando viene ammesso alla piena comunione con la Chiesa un battezzato che appartiene ad un'altra comunità cristiana il cui sacramento della Confermazione non è valido [Cf Codice di Diritto Canonico, 883, 2].
1313
Nel rito latino, il ministro ordinario della Confermazione è il vescovo [Cf Codice di Diritto Canonico, 883, 2]. Sebbene, qualora se ne presenti la necessità, il vescovo possa concedere ai presbiteri la facoltà di amministrare la Confermazione, è opportuno che la conferisca egli stesso, non dimenticando che appunto per questa ragione la celebrazione della Confermazione è stata separata temporalmente dal Battesimo. I vescovi sono i successori degli Apostoli, essi hanno ricevuto la pienezza del sacramento dell'Ordine. Il fatto che questo sacramento venga amministrato da loro evidenzia che esso ha come effetto di unire più strettamente alla Chiesa, alle sue origini apostoliche e alla sua missione di testimoniare Cristo coloro che lo ricevono.
1314
Se un cristiano si trova in pericolo di morte, qualsiasi presbitero può conferirgli la Confermazione [Cf Codice di Diritto Canonico, 883, 2]. La Chiesa infatti vuole che nessuno dei suoi figli, anche se in tenerissima età, esca da questo mondo senza essere stato reso perfetto dallo Spirito Santo mediante il dono della pienezza di Cristo.
In sintesi
1315
"Gli Apostoli, a Gerusalemme, seppero che la Samaria aveva accolto la Parola di Dio e vi inviarono Pietro e Giovanni. Essi discesero e pregarono per loro perché ricevessero lo Spirito Santo; non era infatti ancora sceso sopra nessuno di loro, ma erano stati soltanto battezzati nel nome del Signore Gesù. Allora imponevano loro le mani e quelli ricevevano lo Spirito Santo" ( At 8,14-17 ).
1316
La Confermazione perfeziona la grazia battesimale; è il sacramento che dona lo Spirito Santo per radicarci più profondamente nella filiazione divina, incorporarci più saldamente a Cristo, rendere più solido il nostro legame con la Chiesa, associarci maggiormente alla sua missione e aiutarci a testimoniare la fede cristiana con la parola accompagnata dalle opere.
1317
La Confermazione, come il Battesimo, imprime nell'anima del cristiano un segno spirituale o carattere indelebile; perciò si può ricevere questo sacramento una sola volta nella vita.
1318
In Oriente questo sacramento viene amministrato immediatamente dopo il Battesimo; è seguito dalla partecipazione all'Eucaristia; questa tradizione sottolinea l'unità dei tre sacramenti dell'iniziazione cristiana. Nella Chiesa latina questo sacramento viene conferito quando si è raggiunta l'età della ragione, e la sua celebrazione è normalmente riservata al vescovo, significando così che questo sacramento rinsalda il legame ecclesiale.
1319
Un candidato alla Confermazione che ha raggiunto l'età della ragione deve professare la fede, essere in stato di grazia, aver l'intenzione di ricevere il sacramento ed essere preparato ad assumere il proprio ruolo di discepolo e di testimone di Cristo, nella comunità ecclesiale e negli impegni temporali.
1320
Il rito essenziale della Confermazione è l'unzione con il sacro Crisma sulla fronte del battezzato (in Oriente anche su altre parti del corpo), accompagnata dall'imposizione delle mani da parte del ministro e dalle parole: "Accipe signaculum doni Spiritus Sancti" - "Ricevi il sigillo del dono dello Spirito Santo che ti è dato in dono", nel rito romano; "Signaculum doni Spiritus Sancti" - "Sigillo del dono dello Spirito Santo", nel rito bizantino.
1321
Quando la Confermazione viene celebrata separatamente dal Battesimo, il suo legame con questo è espresso, tra l'altro, dalla rinnovazione delle promesse battesimali. La celebrazione della Confermazione durante la Liturgia Eucaristica contribuisce a sottolineare l'unità dei sacramenti dell'iniziazione cristiana.
IL SACRAMENTO DELLA CONFERMAZIONE
265. Qual è il posto della Confermazione nel disegno divino della salvezza?
1285-1288
1315
Nell'Antica Alleanza, i profeti hanno annunziato la comunicazione dello Spirito del Signore al Messia atteso e a tutto il popolo messianico. Tutta la vita e la missione di Gesù si svolgono in una totale comunione con lo Spirito Santo. Gli Apostoli ricevono lo Spirito Santo nella Pentecoste e annunziano «le grandi opere di Dio» (At 2,11). Essi comunicano ai neo battezzati, attraverso l'imposizione delle mani, il dono dello stesso Spirito. Lungo i secoli la Chiesa ha continuato a vivere dello Spirito e a comunicarlo ai suoi figli.
266. Perché si chiama Cresima o Confermazione?
1289
Si chiama Cresima (nelle Chiese Orientali: Crismazione col Santo Myron) a motivo del suo rito essenziale che è l'unzione. Si chiama Confermazione, perché conferma e rafforza la grazia battesimale.
267. Qual è il rito essenziale della Confermazione?
1290-1301
1318
1320-1321
Il rito essenziale della Confermazione è l'unzione con il sacro crisma (olio misto con balsamo, consacrato dal Vescovo), che si fa con l'imposizione della mano da parte del ministro che pronunzia le parole sacramentali proprie del rito. In Occidente, tale unzione viene fatta sulla fronte del battezzato con le parole: «Ricevi il sigillo dello Spirito Santo che ti è dato in dono». Presso le Chiese Orientali di rito bizantino, l'unzione viene fatta anche su altre parti del corpo, con la formula: «Sigillo del dono dello Spirito Santo».
268. Qual è l'effetto della Confermazione?
1302-1305
1316-1317
L'effetto della Confermazione è la speciale effusione dello Spirito Santo, come quella della Pentecoste. Tale effusione imprime nell'anima un carattere indelebile e apporta una crescita della grazia battesimale: radica più profondamente nella fili azione divina; unisce più saldamente a Cristo e alla sua Chiesa; rinvigorisce nell'anima i doni dello Spirito Santo; dona una speciale forza per testimoniare la fede cristiana.
269. Chi può ricevere questo Sacramento?
1306-1311
1319
Può e deve riceverlo, una volta sola, chi è già stato battezzato, il quale, per riceverlo efficacemente, dev'essere in stato di grazia.
270. Chi è il ministro della Confermazione?
1312-1314
Ministro originario è il Vescovo. Si manifesta cosi il legame del cresimato con la Chiesa nella sua dimensione apostolica. Quando è il presbitero a conferire tale Sacramento - come avviene ordinariamente in Oriente e in casi particolari in Occidente -, il legame col Vescovo e con la Chiesa è espresso dal presbitero, collaboratore del Vescovo, e dal sacro crisma, consacrato dal Vescovo stesso.
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