Nell’ambito del rischio meteo-idrogeologico e idraulico rientrano gli effetti sul territorio determinati da condizioni meteorologiche avverse e dall’azione delle acque in generale, siano esse superficiali, in forma liquida o solida, o sotterranee.
Sono, come dicono i termini stessi, i rischi collegati strettamente alla natura più intuma del terreno in cui viviamo, sia quella profonda, legata alla struttura delle rocce, sia quella più superficiale, legata ai fenomeni atmosferici e al loro incidere sul territorio, sia per la parte naturale che per quella antropizzata (edificata).
Le manifestazioni più tipiche di questa tipologia di fenomeni sono temporali, venti e mareggiate, nebbia, neve e gelate, ondate di calore, frane, alluvioni, erosioni costiere, subsidenze e valanghe.
Il rischio meteo-idrogeologico ed idraulico è fortemente condizionato anche dall’azione dell’uomo. La densità della popolazione, la progressiva urbanizzazione, l’abbandono dei terreni montani, l’abusivismo edilizio, il continuo disboscamento, l’uso di tecniche agricole poco rispettose dell’ambiente e la mancata manutenzione dei versanti e dei corsi d’acqua hanno sicuramente aggravato il dissesto e messo ulteriormente in evidenza la fragilità del territorio, aumentando l’esposizione ai fenomeni e quindi il rischio stesso.
L'analisi del rischio è figli di studi geologici specifici, ed ha permesso di evidenziare le aree a maggior rischio di esondazione nel caso di precipitazioni fuori norma, nonchè di identificare le aree di possibile frana. In base a questi dati, non solo è possibile evidenziare le aree a rischio nei momenti di emergenza, ma anche programmare una gestione del territorio più oculata, scegliendo meglio le aree da urbanizzare e individuando le priorità di intervento per la messa in sicurezza delle zone a rischio.
Frane, smottamenti e crollo massi
Unici dissesti di una certa estensione e profondità sono stati infatti rilevati lungo il versante che da Magno scende fino al fondovalle del Fiume Mella. Il dissesto di maggiori dimensioni è presente sul tratto di versante a valle delle scuole di Magno. Lungo la scarpata che delimita verso sud l'area del Padile sono presenti alcuni dissesti superficiali, soprattutto nella porzione occidentale. Alcuni fenomeni franosi hanno interessato zone abitate, come in corrispondenza del campo sportivo di Magno, in Via Mameli e Via Verdi. Nel tratto di versante in località Oneto, in corrispondenza di Via Rovedolo, i fenomeni di caduta blocchi e dissesto generale del versante sono particolarmente evidenti.
Alluvioni
Negli allegati cartografici del P.A.I. (Piano di Assetto Idrogeologico) è stata individuata un'area di conoide non recentemente attivatosi o completamente protetta nel punto di immissione del Torrente Tronto con il Mella. Altre aree di possibile esondazione sono identificate nella zona di Rovedolo (a cavallo della passerella), ad Inzino di sotto (in prossimità dell'area Campo), sul T. Re in prossimità della sua confluenza con il T. Bimmo e a Gardone Sud in corrispondenza degli impluvi di via Leopardi.