Il piano dei rifiuti regionale scade nel 2021, è tempo di parlare della destinazione dell’area
Area “le Borra”: discarica del Valdarno o futuro impianto da energie rinnovabili?
Il Comune di Figline e Incisa Valdarno non ha ancora concluso l’acquisto da Enel del terreno di “Le Borra”, quale sarà la destinazione di quell’area e quale il futuro della centrale termoelettrica di Santa Barbara del Comune di Cavriglia?
La trasformazione potrebbe essere la costruzione di un nuovo impianto energetico di ultima generazione.
Figline e Incisa Valdarno, 25 Settembre 2017
<<Il Comune di Figline e Incisa Valdarno ha già stanziato € 700.000 per l’acquisto del terreno denominato “Le Borra”, senza aver peraltro ancora concluso la transazione definitiva di acquisto. Il terreno infatti non risulta ad oggi a Patrimonio dell’Ente, dichiara Francesco Sottili consigliere PD di Figline e Incisa e che si chiede: Quale sarà la destinazione di quell’area e quale il futuro della centrale termoelettrica di Santa Barbara del Comune di Cavriglia?>>
Il piano regionale toscano scade nel 2021, prevede che parte dell’area Le Borra sia destinato ad accogliere le ceneri dell’impianto di Selvapiana, che non si farà più, ma questo non cambia la destinazione.
<<Anche il sindaco di Campi Bisenzio Emiliano Fossi, dal canto suo, chiede che la regione Toscana riapra il tavolo di confronto sul termovalorizzatore. Il confronto coinvolgerebbe automaticamente anche il nostro territorio – dichiara Sottili – che deve porsi in maniera proattiva nella revisione del piano regionale>>.
Dobbiamo pertanto iniziare a parlare di quale destinazione dare a quest’area, insiste il consigliere Sottili: riteniamo che possa essere il luogo adatto alla raccolta delle ceneri da combustione degli inceneritori toscani o possiamo immaginare una sua destinazione di produzione energetica da rinnovabili? L’area è già stata “violentata” paesaggisticamente dalla centrale di Santa Barbara, ma proprio da questa sua storica destinazione potrebbe derivarne la rinascita.
Quando parliamo di energia, emissioni, rifiuti non possiamo che guardare al quadro internazionale ed guardare alla conferenza sul clima di Parigi (COP21) del dicembre 2015, dove 195 paesi hanno adottato il primo accordo universale e giuridicamente vincolante sul clima mondiale.
L’accordo definisce un piano d’azione globale, inteso a rimettere il mondo sulla buona strada per evitare cambiamenti climatici pericolosi limitando il riscaldamento globale ben al di sotto dei 2ºC.
La Commissione Europea ha inoltre adottato una tabella di marcia verso un'economia a basse emissioni di carbonio che prevede di ridurre entro il 2050 le emissioni di gas a effetto serra dell'80% rispetto ai livelli del 1990 unicamente attraverso riduzioni interne (cioè senza ricorrere a crediti internazionali).
La Commissione Europea ritiene che il settore energetico presenta il maggior potenziale di riduzione delle emissioni che può eliminare quasi totalmente le emissioni di CO2 entro il 2050. L'energia elettrica potrebbe parzialmente sostituire i combustibili fossili nei trasporti e per il riscaldamento e proverrà da fonti rinnovabili, eoliche, solari, idriche e dalla biomassa o da altre fonti a basse emissioni, come le centrali nucleari o quelle a combustibili fossili dotate di tecnologie per la cattura e lo stoccaggio del carbonio. Ciò richiederà anche consistenti investimenti in reti intelligenti.
Per l’Italia è illuminante l’intervista rilasciata al Sole24Ore del 05.08.2017 dall’Ing. Francesco Starace, AD di Enel, il quale ha annunciato una svolta epocale nel mercato elettrico e dichiarato che <<Enel è in grado di raggiungere con almeno 10 anni di anticipo il target di zero emissioni di Co2 rispetto all’obiettivo del 2050. E questo grazie al processo di sostituzione della generazione tradizionale con quella rinnovabile. Enel Green Power è in grado di istallare 2,5 gigawatt di rinnovabili all’anno. A livello globale abbiamo un parco di generazione convenzionale di 48 gigawatt: con questi tassi di sostituzione avremo completato il processo in 15-20 anni. Recenti ricerche – dice il manager – mostrano come ormai sia più conveniente costruire un impianto rinnovabile nuovo piuttosto che tenerne in esercizio uno convenzionale già ammortizzato. Questo implicherà un’accelerazione nel processo di spegnimento degli impianti convenzionali (chiusura entro il 2035 di tutte le centrali termoelettriche), riducendo le emissioni. Penso che per questo motivo gli obiettivi di Parigi sul clima saranno raggiunti in anticipo. Tanto che presto darsi target sulla riduzione della Co2 non avrà più senso>>.
La transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio – dichiara il consigliere PD Sottili – è quindi fattibile ed economicamente abbordabile, oltre che socialmente necessaria. L’impatto delle future scelte della società Enel spa, aggiunge Sottili, sulla centrale di Santa Barbara e dell’area denominata “Le Borra” potranno determinare effetti positivi per il nostro territorio se gestite e concordate con le amministrazioni locali. <<È per questo che chiedo al Consiglio comunale di Figline e Incisa Valdarno di discutere attraverso un ordine del giorno di questo tema. L’amministrazione deve farsi promotore nei confronti di Enel spa al fine di poter verificare la possibilità di convogliare eventuali futuri investimenti da destinare a “Le Borra”, anche attraverso un tavolo tecnico-scientifico che possa proporre soluzioni e destinazioni d’uso dell’area, da inserire nel nuovo piano strutturale del Comune di Figline e Incisa Valdarno, ancora da approvare>>.
Firmato
Francesco Sottili