1° ROC Regional Operation Center
2° ROC Regional Operation Center
3° ROC Regional Operation Center
La sede del 1° ROC (Regional Operation Center).
In caso di scoppio delle ostilità con il Patto di Varsavia, il 1° ROC si sarebbe trasformato nel comando della 5 ATAF (Allied Tactical Air Force) e sarebbe passato sotto il controllo di AIRSOUTH, il comando della forze aeree del sud della NATO, rispondendo al comando di West Star. Situata in un sistema di gallerie scavate nel ventre del monte, era considerata uno dei siti essenziali della difesa italiana ed alleata, un vero e proprio nodo nevralgico della comunicazione inserito nel sistema NADGE (Nato Air Defence Ground Environment). Tale base controllava tutto il traffico aereo militare e commerciale fino a Roma.
La sede del 2° Roc (Regional Operation Center).
Fu la sala operativa del 3° settore della D.A.T. (Difesa Aerea Territoriale) prima, divenuta dal 1963 S.O.C. (Sector Operation Center), successivamente ampliata in 2° R.O.C. ed infine C.O.S.M.A. (Centro Operativo Stato maggiore Aeronautica). Quest'ultimo, non essendo inserito nella catena di comando e controllo NATO, non aveva compiti di carattere operativo, ma doveva fungere da struttura di rischieramento dello Stato Maggiore Aeronautica in caso di guerra.
La sede del 3° ROC (Regional Operation Center)
Dal dicembre 1959, la base ha ospitato il 3° Settore di Difesa Aerea Territoriale (D.A.T.). Successivamente il Reparto subì un ampliamento di compiti e organico, divenendo quindi, nel 1962, 3° Comando Operativo di Regione (C.O.R.), inglobando le competenze del D.A.T., il quale nel 1963, fu inserito nella catena di difesa aerea della NATO e rinominato 3° Sector Operation Center (S.O.C.). Nel 1964 il C.O.R. fu assegnato alla NATO e assunse dunque il nome di 3° R.O.C.. Nel 1998 il Reparto di Martina Franca divenne Centro Operativo Alternato (C.O.A.) e Mobile (C.O.M.), assolvendo fino al 2000 alle funzioni di comando e controllo delle operazioni aeree nazionali. A seguito della ristrutturazione dei vertici della Forza Armata, la base martinese fu destinata a compiti nel settore delle telecomunicazioni, quale centro nodale dell’Aeronautica Militare per l’Italia meridionale (Reparto Comunicazioni Operative). Nel 2004, nelle aree del R.C.O. viene rilocato il 16° Stormo con la denominazione “Protezione delle Forze”. Le operazioni connesse alla riposizionamento di tutti gli apparati per le telecomunicazioni ancora presenti all’interno della galleria sono state coordinate dalla 3^ divisione del Comando Logistico dell’A.M. di Roma.
Il primo Roc ( planimetria)
Il secondo Roc (Planimetria)
Il 4° R.o.C l'incompiuto
Nel notiziario dell'associazione (n.14 Dicembre 2020), è presente un interessante articolo sulla Base incompiuta a Settepani a firma delle associazioni AISF e GSS dal Titolo "La Base a Settepani: una ipotesi suggestiva" L'ipotesi è che la base a Settepani fosse il 4° Roc. Perchè la suddivisione territoriale in vigore al momento della progettazione e dell'inizio lavori ( il 1952 ) era ancora quella del dopoguerra con 4 comandi Z.A.T. Solo nel 1956 con il 33° anniversario della ricostruzione dell'Aeronautica Militare fu decisa la unificazione e la riduzione dei comandi territoriali. La 1° e la 2° Z.A.T che diedero vita alla 1^ Regione Aerea. I lavori al Venda erano già finiti e la base era operativa già da 2 anni. Invece al Settepani c'è ancora un blocchetto di verifica dei cementi datato 28-04-1956 a ricordare che la base era ancora ben lontana da essere finita ed è lo stesso anno in cui si decise la soppressione.