PIACENZA
Le mura di Piacenza, si sviluppavano lungo un percorso che misurava all’incirca 6 chilometri e mezzo erano protette da nove bastioni (Sant’Antonio, Campagna, Borghetto, San Sisto, Fodesta, San Lazzaro, Corneliana, Sant’Agostino e San Benedetto) e da quattro piattaforme (Sant’Ambrogio, San Salvatore, Santa Caterina, San Raimondo). Dei bastioni originari sono stati demoliti il Fodesta e il San Lazzaro. Nel mezzo delle cortine sorgevano anche undici cavalieri (o torri) aventi altezze varianti dai quindici ai diciotto metri, demoliti agli inizi del ‘900, che ospitavano anch’essi le cannoniere. Le porte erano cinque: quella di San Lazzaro a est, demolita nel 1927; la Porta San Raimondo a sud, demolita tra il 1865 e il 1868, per far posto all’Ospedale Militare; la Porta di Sant’Antonio o di Strà Levata, a ovest, i cui resti sono visibili all’interno dell’Arsenale Militare; la Porta Borghetto a nord-ovest e quella di Fodesta a nord-est, demolita in gran parte dagli Austriaci nel 1850. Del Castello, costruzione pentagonale a sud-ovest della città inglobando il bastione di San Benedetto facente parte delle mura cittadine, si trovano all’interno dell’area militare oggi denominata Polo di Mantenimento Pesante
Forti Piacenza
Austriaco
Borgoforte
Della Ferrovia
Del Molino
Quercia
Sant'Antonio
San Giuseppe
San Lazzaro
San Sisto
Bastioni - Batterie - Ridotti - Torrioni
Bastione Lunetta Montecucco e Rafalda
Batteria san Giorgio
Ridotta Camposanto
Torrione Borghetto
Torrione Fodestà
Lunette Piacenza
Lunette del Capitolo
Lunetta della Ferrovia
Lunetta Malcantone
Lunetta Malchioda
Lunetta Montecucco
Lunetta Rafalda
Lunetta Roda
Opere Piacenza
Corno di San Rocco
Corona di Sant'Antonio
Corona della Galleana
Corona di San Lazzaro
Testa di Ponte del Cimitero
Il campo trincerato bolognese, una delle cinque piazzaforti di prima classe in Italia (con Torino, La Spezia, Taranto e Ancona), sarà costituito da forti, terrapieni, lunette per circa 12 chilometri attorno alle mura cittadine. Il sistema proteggerà anche l'area ferroviaria di recente costruita. Sulla collina la viabilità sarà in parte modificata, per raggiungere i punti salienti di Monte Donato, Paderno, San Luca. Il sistema conoscerà la massima espansione nel 1866, poi un rapido declino, dopo lo spostamento alle Alpi della frontiera con l'Austria.
1°lin Bologna
Testa di ponte di Casalecchio
Lunetta alla Canonica
Ridotto Bastia
Forte Villa Contri
Forte San Felice
Lunetta alla Ferrovia
Forte Belvedere
Forte Galliera
Forte San Donato
Forte San Vitale
Forte Strada Maggiore
Forte Beldiporto
2°lin Bologna
Lunetta Garagnani
Lunetta Ghisello
Lunetta Fornace B.
Lunetta Otto Colonne
Lunetta Ferrovia
Lunetta Canaletta
Lunetta Mariotti
Lunetta Bistega
Lunetta Spisni
Lunetta Bersani
Lunetta Casaralta
Lunetta Alvisi
Lunetta Casino
Lunetta Gozzadini
Lunetta Pizzardi
Lunetta Gamberini
Lunetta Mazzacurati
3°lin Bolonga
Batteria Sampieri
Batteria Cospi
Batteria Sole
Batteria Paderno
Batteria Canonica
Batteria Sassatelli
Batteria Tabboni
Batteria Gozzadini
Batteria Strada Maggiore
1° gr.Bologna
Forte Monte Capra
Batteria Lina
Batteria Flora
Batteria Virginia
Batteria Emma
Forte Monte Castellano
Batteria Beccadelli
2° gr.Bologna
Forte Mazzacavallo
Forte Cipressone
Forte Mandorli
Lunetta Ramino
Forte Superiore
Batteria N. San Luca
Forte Osteria
Batteria Bussa
Forte Costantini
Batteria Mandria
Forte Monte Albano
Forte Pradone
Forte Paderno
Forte Serra
Forte Ratti
Forte Ronzano
Batteria Capri
Batteria la Bassa
Batteria Dozza
Forte San Vittore
Forte Barbiano
Batteria Bonavera
Forte Jole
Forte Bandiera
Forte Dozza
Forte Griffone
Forte Monte Donato
Forte Camaldoli
3°gr.Bologna
Forte Croara
Forte Monte Calvo
Forte Calvadello
E' sotto la dinastia d'Este e del Duca Alfonso II che la fortificazione di Brescello, indotta anche dalle violente guerre ducali del periodo si espande. Ritrovato un nuovo ruolo e una nuova dignità urbana e politica, Brescello dovette cedere il passo ancora una volta all'inizio del 1.700, durante la guerra di successione spagnola. La rocca, le dotazioni militari e i bastioni furono infatti spazzati via dalla breve occupazione degli iberici e per oltre un secolo, salvo alcuni momenti ottocenteschi con il duca di Modena Francesco IV, tornò l'oscurità sulla comunità brescellese, che perse definitivamente il ruolo di testa di ponte sul Po
Testa di Ponte di Brescello
Torre di San Francesco N°1
Torre di San Ferdinando N°2
Torre di San Massimiliano N°3
Torre San Giuseppe N°4
Batteria Inferiore
Batteria Superiore
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Approfondimenti :
Ex galleria ferroviaria della Diga, presso Sasso Marconi