Site S.Castor
Site S.Pluto (U.S.A)
Sono installazioni militari statunitense-italianautilizzate fino agli anni '90 come depositi di munizioni speciali ( Nucleari ) dell'Esercito statunitense destinate in caso di conflitto con il Patto di Varsavia all'impiego da parte di reparti di artiglieria italiani.
Mine nucleari
Si trattava di mine terrestri di potenza estremamente variabile, da 0,1 a 15 kilotoni, e di peso contenuto ad una ventina di kg. Denominate "ADM" (Atomic Demolition Munition) o SADM (Special Atomic Demolition Munition), potevano essere trasportate da uomini o da paracadutisti, e sarebbero state usate per bloccare il transito nei colli di bottiglia dei passi alpini. Uno studio dell'analista statunitense William M. Arkin del 1989 stimava in 24 ordigni la consistenza di queste armi nei depositi italiani. Le prime vennero consegnate intorno al 1963.
Proiettili di artiglieria
Una parte importante delle armi presenti nei depositi furono sempre rappresentate dalle granate atomiche per i reparti di artiglieria, prevalentemente italiani, dotati di doppia capacità convenzionale/nucleare. Le granate nucleari, come tutte le armi statunitensi di questo tipo che avrebbero potuto essere usate da reparti dell'Esercito Italiano, erano impiegabili sotto il cosiddetto regime della "doppia chiave". Cioè il loro impiego doveva essere autorizzato congiuntamente sia dal Governo statunitense che da quello italiano. Le granate presenti a Longare furono quasi certamente dei calibri 155 e 203 mm per gli obici e i cannoni in dotazione ai gruppi di artiglieria della 3ª Brigata missili dell'Esercito italiano.
Testate per missili superficie-superficie
Testate nucleari e convenzionali che sarebbero state impiegate con i missili superficie-superficie in dotazione sia alle unità della SETAF (missili Corporal fino al 1963 e missili Sergeant dal 1963 al 1970 del 5th Battalion/30th Artillery poi Lance) che italiane (missili Honest John poi sostituiti dai missili Lance). I missili MGM-52 Lance, in sostituzione degli originari MGR-1 "Honest John", restarono in servizio sino al 1992, quando a seguito della riduzione delle armi nucleari tattiche in Europa e il ritiro di tutte le armi con capacità nucleare da parte dell'Esercito statunitense, venne sciolta la 3ª Brigata missili "Aquileia" che ne era equipaggiata. I Lance erano dotati di testate di potenza estremamente variabile, le W70, da 1 a 100 kilotoni e avevano una gittata massima di 125 km.
Testate per missili superficie-aria
Oltre agli ordigni per l'artiglieria terrestre vennero custodite anche alcune testate nucleari destinate ad essere impiegate con i missili superficie-aria Nike Hercules in dotazione alla 1ª Aerobrigata (successivamente 1ª Brigata Aerea) IT (Intercettori Teleguidati) dell'Aeronautica Militare italiana, le cui basi erano distribuite in tutto il nord-est Italia. L'apparente contraddizione tra la conservazione delle testate in un deposito dell'Esercito USA e l'impiego invece delle stesse da parte dell'Aeronautica italiana è spiegabile con i diversi ordinamenti delle rispettive Forze Armate. Negli Stati Uniti la difesa aerea anche a media ad alta quota era responsabilità dell'US Army, mentre in Italia è sempre stata competenza dell'Aeronautica Militare. La maggior parte delle testate nucleari per i missili Nike Hercules italiani era tuttavia conservata nelle stesse basi di potenziale impiego, custodite da distaccamenti di militari statunitensi. Furono 12 il numero delle basi Nike Hercules in Italia nel momento di massima espansione.