Magiche campane alla cui voce le persone non riescono a rimanere indifferenti anche se, ovviamente, con reazioni e sentimenti diversi. Ce lo conferma pure lo scrittore Mario Soldati nel suo pezzo "Come suonano le campane"
Un enorme clangore mi destò. Eran campane, le campane del vicinissimo campanile di S. Pietro. Ero arrivato lo sera prima, da Zurigo (...).
Adesso erano le cinque e mezzo di mattina, un giorno verso lo fine di settembre: e le campane suonavano, suonavano a distesa, profonde, rotonde, lunghe, cantanti, tante campane tutte insieme, e continuavano sempre più forti, riempiendo tutto, perfino il pensiero, perché dopo avermi svegliato mi impedivano di pensare, e non finivano più (...). Le campane suonavano a gloria, verso Dio, per non so quale festività.
Ma suonavano certamente anche per scuotere le coscienze, per liberarle dal male dei fantasmi notturni, per eccitarle al bene, per avviarle alla diurna operosità.
Anche ai cittadini di Montegaldella, naturalmente, rivolgono lo stesso invito richiamandoli inoltre alla realtà del volgere del tempo scandendo i più salienti momenti della giornata e i più toccanti avvenimenti della vita.
Le nostre campane vengono menzionate per la prima volta il 23 settembre 1563 in occasione della Visita Pastorale di Mons. Girolamo Vielmo che descrive: "Habet campanile cum duabus campanis..."
Così nella successiva Visita effettuata ventiquattro anni dopo e cioè il 22 ottobre 1587 dal Vescovo Federico Corner. Si conferma ancora la presenza di due campane. E probabilmente la situazione rimane a lungo immutata se il Cardinale Modesto Farina nella Visita Pastorale del 13 agosto 1825 rileva che vi sono due campane con l'aggiunta di una campanella. Sempre vita difficile, comunque, per le campane che, nonostante tutto, sono tanto amate e desiderate dalla gente. Si consideri che il 17 settembre 1819 l'imperiale Delegazione della Provincia di Padova trova il tempo di proibire il suono delle campane in occasioni di temporali e turbini, sotto immediata pena di arresto. Una certa evoluzione della situazione è data rilevare nella documentazione storica di archivio laddove si legge che nel 1843 vengono commissionate, alla fonderia Cavadini di Verona, tre nuove campane del peso complessivo di kg 1484 e vengono issate sul campanile che, come precedentemente affermato, dovrà essere demolito nel 1860 perché cadente e pericoloso.
I fedeli per non privarsi del servizio delle proprie campane fanno erigere un'incastellatura in legno e suonano proprio le tre nuove, installate.
Nel 1886, allorché si collocano le campane sul nuovo campanile, trovasi nominata ancora la campanella. Ciò si apprende dalla relazione esposta dal parroco Don Tommaso Franceschi, al cardinale Giuseppe Callegari in data lunedì 4 ottobre.
Nel 1919 la campana maggiore purtroppo si rompe. Allora la comunità decide di rifonderle tutte per ottenere un concerto più pesante. L'operazione si compie nel 1920 e le nuove campane, che vengono fuse, pesano complessivamente kg 3.505,
e rispettivamente: kg 1.604 -kg 1.104,5 -kg 796,0. Vengono pagate a L. 8,60 al kg per un totale di L. 30.143. Poiché il metallo di quelle vecchie era stato pagato a L. 5,80, risulta un diffalco (detratto il calo del 5%) ,di L. 8.178.
Dalla stessa ditta fonditrice viene acquistato pure il castello in ferro e ghisa per un costo di L. 8.600. Consacrate da S.E. Mons. Luigi Pellizzo, Vescovo di Padova, il 28 maggio 1920 sul sagrato della Chiesa, il successivo 2 giugno diffondono i loro sacri rintocchi dal campanile, in occasione della Visita Pastorale.
Dopo otto anni e precisamente nel 1928 la comunità pensa di incrementare il concerto con altre tre campane, subito commissionate ancora alla ditta Cavadini di Verona, il 19 marzo 1929. Fuse e consegnate, esse vengono consacrate da S.E. Mons. Elia Dalla Costa, Vescovo di Padova.
Il Presule arriva in auto col cerimoniere Don Giovanni Fabris ed entra solennemente in chiesa dove le tre campane si trovano sospese. I padrini della cerimonia di consacrazione risultano: Domenico Dr. Cav. Lampertico, Martello Luigi per l'Associazione Combattenti, Tito Dr. Cav. Toniolo medico comunale, Baretta Orazio Segretario comunale, i fabbriceri e la Schola Cantorum. Essi, con gesto munifico, fanno un dono della somma di L. 3.580 a parziale pagamento delle campane stesse che costano L.13 al kg da versare alla Ditta Cavadini.
Il solenne concerto inaugurale ha luogo il 7 aprile. Per l' occasione viene invitata la celebre Squadra Campanaria di S. Anastasia di Verona che giunge al mattino con due auto. È festa grande. I quattordici campanari allietano l'intera giornata con bellissime suonate e inni sacri. Nel pomeriggio, davanti alla chiesa, si esibisce la Banda Musicale di Tramonte.
È proprio l'aumento del concerto di campane che determina, a Montegaldella, la nascita del nuovo Gruppo Campanario. È noto che durante l'ultima guerra, nel 1943, i Tedeschi requisiscono metà del peso delle campane, in tutti i nostri paesi, per necessità belliche. A Montegaldella ne vengono prelevate tre, di peso ragguardevole e tale da favorire i concerti di Montegalda, Cervarese S.ta Croce e S.ta Maria di Veggiano per cui, in quelle parrocchie, anziché due campane se ne requisisce una soltanto.
Il triste episodio addolora l'intera comunità e suscita una legittima reazione dell'allora parroco Don Lorenzo Nani il quale, al momento del distacco delle campane, dice agli incaricati della raccolta: "Portatele pure via, ma presto ritorneranno".
E infatti l'otto settembre dello stesso anno le tre campane fanno felice ritorno in paese. Immediatamente, per paura di altri trafugamenti, vengono sotterrate nell' orto della Canonica.
Ma le traversie del nostri bronzi non sono ancora finite, perché già verso la fine degli anni '70 si trovano in uno stato preoccupante.
I tre maggiori, quelli fusi nel 1920, sono veramente malandati e addirittura i due grossi, dal 1977 non vengono neanche più suonati. Uno perché dopo la rottura delle trecce, sostituite con alcuni bulloni, è malsicuro col grave pericolo di precipitare addirittura dal campanile. Il secondo, per gravi crepe nelle trecce. Il terzo perché, oltre ad avere le trecce rotte, ha due precedenti saldature per un'incrinatura apertasi lungo il bordo inferiore.
Prima di procedere a qualsiasi intervento si effettua un'analisi chimica dalla quale risulta che il materiale bronzeo precedentemente utilizzato, era di tipo scadente. Pertanto l'unica soluzione al problema appare quella di far rifondere tutte le campane.
Questa del 1977 è un'ipotesi coraggiosa che richiede tempo e impegno decisivo. Dopo due anni il Consiglio Pastorale, tenuto conto della disponibilità dei capi-famiglia a sostenere le ingenti spese per tali lavori, delibera di dare vita ad un nuovo concerto di campane.
Siamo agli inizi del 1979, anno che, oltre al presente impegno finanziario vede la Parrocchia preoccupata per il restauro della chiesa. La decisione è di rifondere le campane con un nuovo concerto ancora di sei, affidandone la rifusione alla fonderia Pontificia Daciano Colbachini & figli di Brentelle di Sotto (Padova).
A fine aprile le sei campane vengono smontate dal campanile e consegnate per la fusione, desiderando utilizzare il loro materiale in aggiunta a quello nuovo che si dovrà impiegare.
In fonderia è tutto un fervore di preparativi, quelli che precedono tale operazione. Ma avanza inaspettata una felice sorpresa. Il Sig. De Facci Giuseppe, componente del Gruppo Campanario di Monte Berico fino al 1968, anno di elettrificazione del concerto, e successivamente responsabile della Scuola Campanaria San Marco di Vicenza, propone di elevare il concerto a nove campane. Il suggerimento suscita, ovviamente, non poche critiche e accese discussioni, ed è ancora una volta la comunità che risolve la questione, per il sensibile contributo di alcune famiglie e il sostegno economico di gran parte dei parrocchiani. La decisione finale è di ampliare il concerto a nove bronzi.
Le analisi chimiche fatte al termine della loro fusione; il collaudo effettuato in fonderia; il giudizio di quotati esperti e collaudatori, giunti dalle scuole più prestigiose di Bologna e quello di mons. Ampelio Calzavara della Pontificia Commissione d'arte sacra per l'Italia conferma la perfetta riuscita del concerto, la sua eccezionale sonorità e melodia musicale.
Il costo totale della rifusione ammonta a L. 35.187.000.
Giovedì 18 ottobre 1979 alle ore 19 il Vescovo Mons. Girolamo Bortignon consacra solennemente il concerto delle nove campane pomposamente allineate su carri di fronte alla casa canonica. L'avvenimento tanto atteso è preparato con opportuni incontri spirituali fin da domenica 14 ottobre con la tredicesima marcia di devozione al Santuario di Monte Berico, con un triduo preparatorio e altri momenti di preghiera comunitaria.
L'otto dicembre 1979, poi, festa dell'Immacolata, segna finalmente l'inaugurazione ufficiale del concerto delle nuove campane.
La cerimonia inizia alle ore 9,30 con il suggestivo taglio del nastro alla porta del Campanile, accompagnato da un intrattenimento Bandistico effettuato dalla Banda Musicale di Bastia di Rovolon. Segue il suono festoso delle campane azionate dalla Scuola Campanaria S. Marco di Vicenza mentre, in chiesa, la solenne concelebrazione è presieduta alle ore 10,30 da Mons. Magarotto. Al termine ulteriore esibizione della S. Marco e quindi pranzo comunitario con la partecipazione di ben 250 parrocchiani.
Ciò conferma una volta ancora, come precedentemente affermato, che campane e campanile, insieme con la chiesa parrocchiale, costituiscono il cuore della comunità.
Non possono mancare le campane. Non possono tacere!
Le nostre suonano a distesa ancora, azionate, vigilate, amate da un intraprendente gruppo campanario, attivo ed orgoglioso del proprio concerto.