AZIENDA AGRICOLA BOGION CIT
FORMAGGIO E MIELE – PRESIDIO DEI PRATI STABILI E PASCOLI
L'ETICHETTA NARRANTE
un progetto di Slow Food che racconta il prodotto, chi lo produce e tutta la filiera
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I PRATI E IL TERRITORIO
LA PASTORIZIA
Viviamo con le nostre capre su un versante ripido e terrazzato, e la flora è arricchita dai profumi di tante erbe mediterranee, come l’origano e l’assenzio. I prati stabili sui terrazzamenti ben esposti a sud, a reggipoggio, un tempo coltivati per fornire cereali, uva e legumi, offrono oggi alle capre il primo pascolo precoce primaverile. I numerosi terreni incolti e i boschi d’invasione forniscono invece germogli e foglie e ombra. I prati stabili nel versante nord, a franapoggio, dopo la fienagione, donano agli animali leguminose e foraggio fresco e nutriente nel pieno dell’estate. Ed infine ghiande e castagne, ormai dimenticate nell’abbandono del sottobosco, chiudono la stagione del pascolo e preparano il gregge ad affrontare l’inverno e a portare avanti le gravidanze.
Gran parte del terreno in cui conduciamo le capre al pascolo non è di nostra proprietà e dobbiamo ringraziare il Comune e i numerosi proprietari privati che ce ne concedono l’utilizzo.
Dalla nostra esperienza in questi 15 anni, crediamo che il pascolo tradizionale di tipo condotto e guidato sia una buona occasione per valorizzare gli animali rustici, capaci di selezionare e scegliere gli alimenti loro necessari, per ripopolare territori soggetti ad abbandono e per progettare sistemi produttivi agroecologici e resilienti.
L'APICOLTURA
Tra tutti gli apiari, due in particolare, quello di San Benedetto, posizionato sui balconi del salone didattico, e quello che d’estate viene spostato ad Ormea a 1500 m, si trovano immersi nel contesto dei prati stabili e dei pascoli. I millefiori che ne derivano portano con sé una fotografia della biodiversità e un profumo di simbiosi, e trasmettono un senso di gratitudine per la pastorizia e per l’antica amicizia che lega tra loro comunità rurali, comunità vegetali, comunità pronubi e comunità microbiche. Nella ricchezza dei millefiori sono dipinte la complessità di delicate connessioni che interessano il suolo e i suoi utilizzi e anche la meraviglia di un superorganismo agroecologico che ci avvolge e ci invita a farci piccoli e a prenderci cura di ogni piccolo essere vivente e di ogni relazione.
GLI ANIMALI
LA PASTORIZIA
Alleviamo circa una sessantina di capre, meticce, con prevalenza di incroci di Camosciata delle Alpi e Alpina comune.
Le capre non vengono alimentate con mangimi, ma sono nutrite esclusivamente con fieno prodotto nella nostra azienda e durante tutto l'anno condotte il più possibile al pascolo.
Al massimo viene data un'integrazione di cereali in granella o di fioccato misto se necessaria, oppure di erba medica affienata. Pratichiamo in alcuni periodi un pascolamento di tipo semibrado e nella stagione primaverile ed estiva un pascolamento di tipo condotto e guidato, in modo da cercare di gestire, turnare e ottimizzare le risorse dei prati, degli incolti e dell'agroforestazione.
Agli animali non sono praticate mutilazioni, non si utilizzano ormoni e la fecondazione è naturale. I capretti vivono accanto alla madre e sono nutriti con latte materno fino alla macellazione per i maschi e senza separazione dalle madri per le rimonte. La macellazione dei capretti si svolge a Somano, a circa 8 km di distanza, presso l’azienda Pecchenino Marco, con cui abbiamo stipulato un accordo di filiera, che ci permette di valorizzare e venderedirettamente la carne di capretto.
L'APICOLTURA
Ci occupiamo di circa 150 alveari, e ci sforziamo di migliorare nella gestione, seguendo stimoli dal movimento agroecologico, esempi dal mondo della biodinamica, esperienze di apicoltura naturale, studi e ricerche dal mondo apistico italiano, europeo e internazionale, e crediamo molto nel dialogo, nel confronto e nell'apertura e allargamento degli orizzonti culturali.
Secondo le regole della certificazione biologica, utilizziamo biotecniche per la gestione della varroa e cerchiamo di ridurre al minimo la nutrizione artificiale.
Pratichiamo un minimo di nomadismo, variabile a seconda delle annate.
Nella necessità di nuove regine prediligiamo la scelta di ecotipi locali.
Generalmente in inverno e primavera gli alveari sono in Alta Langa, e nel mese di aprile la produzione inizia con il miele di ciliegio e di tarassaco o con un millefiori. A volte a maggio viene spostato un apiario nell’astigiano per la fioritura dell’acacia, e d’estate vengono effettuati degli spostamenti in Valle Varaita, per il castagno e il tiglio (Venasca e Frassino) e in Alta Valle Tanaro per il millefiori di flora alpina (Ormea).
I prati stabili fanno da protagonisti sia nel millefiori dell’Alta Langa, primaverile ed estivo, sia nel millefiori di fiori delle Alpi ottenuto dall’apiario situato ad Ormea, a quota 1500 m, sulle pendici del Pizzo d’Ormea, a ridosso dei pascoli d’alpeggio che d’estate ospitano vacche e vitelli di razza piemontese.