Ci sono storie dappertutto e non c’è nemmeno bisogno di inventarle, sono lì, nella vita
Ci sono storie dappertutto e non c’è nemmeno bisogno di inventarle, sono lì, nella vita
In questo libro, l'autore Maurizio Maggiani racconta fatti accaduti al tempo della sua infanzia. Maurizio abitava in un paesino tra le Alpi Apuane e il mare, dove c'erano molti orti, vigne e un canale d’acqua scura. Quando era piccolo, Maurizio faceva parte della Banda dei Cento Tetti. Era il più piccolo e il più gracile. Dato che i membri del gruppo, per divertirsi, facevano spesso a botte, lui non era molto avvantaggiato. Una sera d’estate uscì di casa con la sua fionda, usata per lanciare sassolini; la passeggiata si trasformò in un’avventura quando il piccolo Maurizio s'imbatté nel “Mostro del fiume”. Una creatura che si nascondeva tra i cespugli e che prese ad inseguirlo, mentre stava tornando a casa, in ritardo rispetto all'orario fissato con i suoi genitori. A scoprire l'identità del "mostro" lo aiutò Chiarella, la sorella più grande di Saulo, una ragazza bellissima, dai meravigliosi capelli ricci e rossi; tutti erano innamorati di lei. La trama del libro scorre veloce e, pagina dopo pagina, appassiona il lettore, spingendolo a continuare la lettura. Molto divertente la parte in cui il protagonista va alla ricerca dei dischi volanti. Il libro è piacevole e facile da leggere. Lo consiglio a chi cerca storie che suscitano la curiosità e assicurano il divertimento.
Carolina Gori
L'Ultima estate coi dischi volanti è un libro autobiografico. Maurizio Maggiani vi racconta episodi risalenti al tempo della fanciullezza. Dopo aver cambiato casa, era molto triste perché non aveva più amici. Questo finché non incontrò un suo amico d'infanzia che gli parlò della Società dei cacciatori di dischi volanti e lo invitò a farne parte. All'interno del gruppo, aveva un compito molto importante: doveva trascrivere tutte le discussioni e annotare i più importanti avvenimenti su un grande libro, il "Libro maestro". Un giorno, la ragazza di cui si era innamorato, "la Patri", mentre stavano andando a scuola, gli rivelò una storia che le aveva raccontato suo padre, a proposito di alcuni avvistamenti di dischi volanti in un posto chiamato Monte Bruno. Da questa storia ebbe inizio una grande avventura che affrontò insieme agli amici della Società. Mi è piaciuto questo libro perché è scritto molto bene e non mi è risultato faticoso leggerlo, tranne che in quelle parti in cui le descrizioni sono molto lunghe. Siccome avevo fretta di sapere come andava a finire la storia, talvolta sono andata avanti, per tornare indietro successivamente e recuperare le pagine saltate. Ciò che mi ha colpito di più del libro è l'importanza riservata al tema dell'amicizia. Se dovessi dare un voto, assegnerei 8.
Teresa Bastiani
Visto che era una cosa che sapevo fare, ho cercato nuove storie, e prima che l'estate finisse ne ho trovate altre due o tre, certo non così straordinarie, ma ormai nella banda quello era il mio compito e continuavano a starmi a sentire. Non so più quante storie ho raccontato nella mia vita, direi un'infinità, raccontate a voce molti, molti anni prima di imparare a scriverle. Ma devo dire una cosa, non sono mai stato un bugiardo. Ho sempre e solo raccontato quello che avevo visto o sentito, certo anche immaginato, ma l'immaginare non è dire bugie, la menzogna è un affare malevolo, un inganno, una truffa per guadagnarci qualcosa che non ti spetta. Nell'immaginare e nel raccontare una buona storia non c'è sotto nessun inganno, solo una gran voglia di vegliare intorno a un fuoco con qualcuno che è felice di stare lì con te. Raccontando storie non mi sono mai sentito solo.