Disegno di Greta Mestriner
Disegno di Greta Mestriner
Le parole della Musica
La Musica delle parole
In questa pagina del BiblioBlog ci occupiamo del rapporto, delle interconnessioni, delle parentele fra "logos", la parola, e "phonos", il suono. Fin dall'antichità musica e parola, parola e musica, sono mondi espressivi-comunicativi legati fra loro. I Greci antichi pensavano la musica e la poesia (e la danza, per completezza di cronaca), come un unico canale di comunicazione, l'uno intimamente interconnesso con l'altro, l'uno imprescindibilmente dipendente dall'altro.
La "canzone" nasce nel Medioevo, si sviluppa insieme al fiorire delle lingue volgari: trovatori e trovieri, menestrelli, poeti-cantori, Minnesänger, in giro per l'Europa del romanico e del gotico, portavano nei castelli, poi nelle corti, la loro arte fatta di parole in rima e di suoni. Nei monasteri risuonava (e risuona ancora oggi) il canto gregoriano, parola veicolata dal canto per immergersi nella dimensione della preghiera. Dal madrigale al coro tragico, dalla canzone al mottetto, dalla messa al corale, dal melodramma (NB: "melos" + "drama" = melodia/musica + "drammaturgia"/"parola in movimento") al Lied, dalle ballate rock al pop, dal rap alla trap, da più di duemila anni parola e musica viaggiano nel tempo su un infinito binario parallelo. La redazione del BiblioBlog, dunque, in questa pagina, si occuperà di portare a conoscenza delle lettrici e dei lettori ciò che si muove nel mondo della poesia che si fa musica, oggi come ieri e l'altro ieri. Buona lettura e... buon ascolto!
PAROLA E MUSICA NELL'OPERA LIRICA
Quando si parla di opera lirica, melodramma, teatro musicale, dramma per musica, siamo di fronte ad uno spettacolo teatrale formato dall'unione di musica e parola. L'analisi critica e formale di questa importante forma espressiva, dove la musica si insinua nel senso della parola, arricchita dalla presenza visiva di scene e costumi, appassiona, fin dal suo esordio, in seno al gruppo di intellettuali fiorentini del primo Barocco (quella Camerata dei Bardi di cui faceva parte il padre di Galileo Galilei, Vincenzo), il mondo della cultura di tutto il mondo. Il gruppo di eruditi, nel tentativo di riesumare filologicamente la tragedia greca classica, perlomeno nelle parti del coro, riuscì, fondendo il suono strumentale della (ancora piccola) orchestra barocca col canto del testo, ad iniziare - siamo nel 1600 - col "recitar cantando" la lunga stagione di successi che l'opera continua a riscuotere in giro per il mondo. Da Giulio Caccini a Claudio Monteverdi, da Wolfgang Amadeus Mozart, a Gioachino Rossini, da Giuseppe Verdi a Richard Wagner, da George Bizet a Giacomo Puccini, da Alban Berg a Luigi Nono, il dramma - la drammaturgia - in musica accende ormai, da oltre quattrocento anni, la creatività di musicisti e scrittori, che, in un rapporto non sempre pacifico, ma perennemente prolifico, ci hanno regalato (e ci regalano) il piacere di ascoltare e guardare allo stesso tempo. Musica, parola, recitazione, scenografia: l'opera si esprime su questi binari, mescolandoli e fondendoli in un unico linguaggio espressivo.
"Combattente", un brano di Fiorella Mannoia
Combattente, canzone di Federica Abbate (musica) e Alfredo Rapetti, Cheope (testo)
Di Clara Maya Sclaverano
Lottare.
A molti può sembrare una parola banale, un semplice verbo contenuto in tutti i dizionari di lingua italiana.
Ma cos'è veramente lottare? Lottare è dare tutto per un sogno, un qualcosa che ci rappresenti, non è solo la lotta intesa come dare pugni a qualcuno in un ring, lottare è ricevere quei pugni, dare tutto pur di raggiungere un obiettivo.
Un combattente, un lottatore, è qualcuno di non facile da trovare, un ruolo non facile da avere.
Tutti abbiamo un sogno, giusto? Ecco, immaginiamo di voler coltivare quel sogno, di volerlo far crescere, di volerlo raggiungere. Vediamo altre persone raggiungere il proprio sogno, senza difficoltà, e tu, tu sei lì, ancora al punto di partenza. Ci provi, fallisci, ci riprovi e fallisci ancora. Vuoi mollare, o almeno, il cervello vuole mollare, ma il cuore, il cuore vuole quel sogno, ed è proprio il cuore che te lo farà raggiungere.
"Chi non lotta per qualcosa ha già comunque perso" Questa è una frase presente in questa canzone, che ne spiega il senso.
Non mollare mai, non mollare, nonostante le difficoltà non mollare, lotta per ciò che vuoi, altrimenti non sarà una sconfitta banale, sarà una sconfitta che ti porterà a mollare del tutto.
Non mollare
TESTO
Forse è vero
Mi sono un po' addolcita
La vita mi ha smussato gli angoli
Mi ha tolto qualche asperità.
Il tempo ha cucito qualche ferita
E forse tolto anche ai miei muscoli
Un po' di elasticità.
Ma non sottovalutare la mia voglia di lottare
Perché è rimasta uguale
Non sottovalutare di me niente
Sono comunque sempre una combattente.
È una regola che vale in tutto l'universo
Chi non lotta per qualcosa ha già comunque perso
E anche se la paura fa tremare
Non ho mai smesso di lottare.
Per tutto quello che è giusto
Per ogni cosa che ho desiderato
Per chi mi ha chiesto aiuto
Per chi mi ha veramente amato;
E anche se qualche volta ho sbagliato e qualcuno
Non mi ha ringraziato mai
So che in fondo
Ritorna tutto quel che dai.
Perché è una regola che vale in tutto l'universo
Chi non lotta per qualcosa ha già comunque perso
E anche se il mondo può far male
Non ho mai smesso di lottare.
È una regola che cambia tutto l'universo
Perché chi lotta per qualcosa non sarà mai perso
E in questa lacrima infinita
C'è tutto il senso della vita.
È una regola che vale in tutto l'universo
Chi non lotta per qualcosa ha già comunque perso
E anche se il mondo può far male
Non ho mai smesso di lottare.
[…]
E in questa lacrima infinita
C'è tutto il senso della mia vita