James Sheppard è un giovane dottore del “tipico paesino di campagna inglese dove non succede mai nulla”. Vive con la sorella Caroline, la quale ha la straordinaria abilità di svolgere qualsiasi indagine restandosene in casa. Il primo evento è la morte della signora Ferrars, rimasta vedova da qualche mese; era sospettata dell’omicidio del coniuge e il suicidio sembra l’ipotesi più verosimile per la polizia che, però, è a corto di prove. La faccenda inizia a complicarsi dal momento in cui il signor Roger Ackroyd parla al fidato dottor Sheppard di lettere ricattatorie indirizzate alla signora Ferrars, che la costringevano a pagare perché non emergessero dei fatti che l'avrebbero fatta giudicare colpevole dell’omicidio del marito. Tuttavia, il mittente era rimasto ignoto anche per Roger Ackroyd, il quale, negli ultimi mesi, aveva avuto una relazione con la signora Ferrars. Il giorno seguente il suicidio della donna, il dottore viene invitato a cena nella villa del signor Ackroyd, a Fernly Park. Durante la serata, il proprietario della casa viene assassinato; ne ritrova il cadavere lo stesso dottor Sheppard, avvisato da una chiamata misteriosa. Entra, a questo punto, in azione monsieur Poirot, assoldato dalla nipote del defunto. Nel corso dell'indagine, l'investigatore privato è affiancato da Sheppard. Il lettore vive l'intera storia attraverso gli occhi e la voce di quest'ultimo, dato che la storia è raccontata in prima persona dal dottore, che fa un resoconto delle indagini. Proprio rileggendo questo resoconto, Poirot verrà a conoscenza di vicende che lo porteranno alla verità. In questo romanzo giallo dal finale sconvolgente, Poirot e il suo aiutante si trovano a dover risolvere tantissimi misteri che si aggrovigliano intorno all’omicidio, tra cui un matrimonio segreto e la scomparsa del principale sospettato. Ma non c’è caso che il famigerato investigatore privato Hercule Poirot non possa risolvere!
Questo romanzo, con prefazione di Leonardo Sciascia, mi è davvero piaciuto, per lo stile e per la caratterizzazione dei personaggi. Ho apprezzato, inoltre, il modo in cui la scrittrice ha introdotto i molteplici misteri senza creare confusione. Geniali le trovate dell’investigatore, ma anche dell’assassino, persona alquanto scaltra.
Andrea Dugheri