Leggero, scorrevole, intrigante, divertentissimo. “Non c’è un cane” di Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone è uno dei venti libri finalisti del Premio Bancarellino.
La storia è incentrata sul rapimento di un cane in un piccolo paesino di campagna e sui misteri che vi sono dietro, che porteranno l’investigatrice, Liana, a scoprire una verità sconcertante. Verità che forse Liana non avrebbe scoperto senza l’aiuto della sua vicina di casa, Zoe, una liceale di 16 anni che vive con i genitori ed il fratello minore, e non vede l’ora di avere uno scooter per poter andar via da quel noioso paese. Zoe, in parte aiutata anche da suo fratello Achille, si troverà quasi involontariamente al centro di questo mistero, ed il suo contributo sarà provvidenziale per sciogliere una trama che sembra senza spiegazione, o, per usare le parole degli autori, per trovare l’ordine giusto in cui i punti vanno collegati per arrivare alla soluzione.
Sono un estimatore di Malvaldi, non c’è un suo libro che non mi abbia divertito ed appassionato; in particolare, la serie de “I Delitti del BarLume”, di cui sono un grande fan. E anche questo libro, scritto con la moglie Samantha Bruzzone, non ha deluso le aspettative.