“Quando raggiungeremo il sole” è un romanzo d'avventura scritto da Alessandro Q. Ferrari, autore e sceneggiatore di fumetti e di cartoni animati. Novantasei capitoli per un totale di trecentoquarantanove pagine.
Al centro della vicenda ci sono quattro compagni di scuola, due ragazzi e due ragazze, tra i dieci e i tredici anni: Radi, Ulisse, Basma e Angelica detta Geli. Abitano ad Argias, un piccolo borgo della Sardegna, e hanno tutti una vita un po’ complicata. Radi desidera trovare la sua strada e sfuggire ai progetti che il padre ha su di lui. Ulisse vorrebbe essere accettato da una gilda potente nel mondo di Strange stars, il suo videogioco preferito, ma si sente piccolo e per questo scoraggiato. Basma, una timida ragazza musulmana, è oppressa dalle regole della sua famiglia. Geli soffre per le continue liti dei suoi genitori; è indipendente e generosa, innamorata di Radi, anche se non vuole ammetterlo neppure a se stessa.
Un giorno di ottobre, Radi viene a sapere che la Maghiàrgia, la strega del paese ritenuta capace di scatenare contro chi l’offende le peggiori maledizioni, tiene nascosto un tesoro. Approfittando di un ricovero della stessa all’ospedale, le entra in casa, dove trova, invece, un album di foto, che si rivela una mappa scritta in tedesco. Il ragazzo l’affida a Geli, che riesce a decifrarla: trattasi di una mappa nazista che conduce in Polonia, sotto i Monti del Gufo, ad un treno pieno d’oro, occultato alla fine della Seconda guerra mondiale. Questo tesoro appare come l’occasione irripetibile per liberarsi di tutti i problemi. Allo scopo d’impossessarsene, i ragazzi decidono di scappare segretamente da Argias, per intraprendere un viaggio rischioso che cambierà le loro vite per sempre. “Non contano solo i genitori. E nemmeno solo gli insegnanti. Forse è solo ribellandosi che si riesce a capire cosa è giusto e cosa è sbagliato.” (p.279)
Il libro, nella prima parte, mi è risultato noioso; mi sono ricreduto quando è iniziato il racconto del viaggio, perché la narrazione si arricchisce di avventure pericolose, colpi di scena, incontri con nuovi personaggi, che si dimostrano ora amici ora nemici dei quattro ragazzi.
Notevole la capacità descrittiva dell’autore, che mi ha fatto immaginare i personaggi come se fossero persone che conosco da tanto tempo, e i luoghi come se fossero quelli della mia infanzia.
Se dovessi dare una valutazione da uno a dieci, assegnerei a questo libro 8,5.
Pietro Gestri