In questo piano è esposta la collezione di cronometri da marina, utilizzati a partire dal XVIII secolo per determinare la longitudine (la distanza angolare dal meridiano fondamentale di Greenwich, misurabile confrontando l'ora del porto di partenza con l'ora locale: 1 ora equivale a 15 gradi di longitudine).
Cronometri: il cronometro da marina fu ideato dall'artigiano, meccanico e carpentiere John Harrison (1693-1776), che impiegò circa 60 anni di perfezionamenti per realizzare lo strumento. Harrison non incassò mai l'intera cifra del premio messo in palio dal Parlamento inglese, il quale ne sminuì il lavoro per il solo fatto che non fosse uno scienziato accademico.
Il museo ospita 50 cronometri del XIX e XX secolo di fabbricazione svizzera, tedesca, inglese e francese.
Il cronometro è racchiuso in una cassa di ottone sospesa all'interno di una scatola di mogano e protetta da un vetro per la lettura del quadrante. Veniva ricaricato con una chiave speciale effettuando da 8 a 10 giri. Le navi portavano sempre a bordo 2 o 3 cronometri per sicurezza, in caso di guasto di uno di essi.
Orologi solari: meridiane portatili che indicano l'ora solare tramite l'ombra proiettata dallo gnomone sul quadrante. Gli esemplari in mostra sono databili tra la fine del XVII e l'inizio del XIX secolo, realizzati in avorio e legno dipinto di varia provenienza (inclusa quella cinese). Tra questi si distinguono gli orologi del pastore, caratterizzati dalla tipica forma cilindrica.
Astrolabio: antico strumento astronomico impiegato per calcolare l'altezza del Sole o di una stella sull'orizzonte e determinare l'ora locale (conoscendo la latitudine). Giunse in Europa dalla Persia passando per la Spagna durante l'occupazione araba nel X secolo. I tre esemplari esposti sono riproduzioni in lega di ottone di modelli antichi, realizzate tra il XIX e il XX secolo.
Planetario: strumento impiegato per riprodurre in modo realistico il Sistema Solare. L'esemplare esposto fu realizzato a Berlino nel 1870.