Al centro della stanza, all'interno della teca espositiva principale, sono custoditi gli esemplari più rari di strumenti impiegati per determinare la latitudine (la coordinata geografica che indica la distanza angolare di un punto a nord o a sud dell'equatore, pari all'altezza del Sole o di una stella sull'orizzonte).
Ottante: inventato nel 1731 da John Hadley, prende il nome dal suo arco in avorio che corrisponde all'ottava parte di un cerchio (45°). La struttura veniva costruita principalmente in legno d'ebano, mentre l'arco e la targhetta incisa con i nomi del costruttore e del proprietario erano in avorio. Ogni strumento era fornito della propria custodia.
Sestante: evoluzione dell'ottante, è uno strumento impiegato per misurare l'angolo di elevazione di un corpo celeste sopra l'orizzonte. È così chiamato perché il suo arco è la sesta parte di un cerchio (60°). Rispetto all'ottante era più pratico, in quanto realizzato in ottone e argento al posto del legno, e anche più compatto, maneggevole e resistente.
Cerchio a riflessione: realizzato verso la metà del Settecento dall'astronomo tedesco Johann Tobias Mayer (1723-1762) per perfezionare la misurazione degli angoli, presenta un cerchio completo di 360°. Veniva impiegato per determinare la latitudine durante la navigazione notturna. Nel 1787 Jean-Charles de Borda ne perfezionò la struttura, dando il proprio nome al modello.
Tellurium: strumento didattico del XIX secolo utilizzato per spiegare i moti della Luna attorno alla Terra e di entrambe attorno al Sole (quest'ultimo rappresentato da una candela, la cui luce proiettata sulla Terra indicava la posizione solare durante l'anno su un apposito calendario).