I sintomi sono palle di piombo attaccate alla caviglia, ma sono anche mongolfiere, ancore e reti.
Basta non stare a vedere la donna e pure l'uomo etc come una macchina da aggiustare.
Il sintomo psicoanalitico non coincide con il sintomo meccanico o il sintomo medico.
Il sintomo psicoanalitico ha un senso. O ha da trovare un senso.
Un sintomo psicoanalitico è sì un indizio, come gli altri, ma ha un significato.
La via dell'analisi non è quello dell'acting-out
che può essere pure richiesta di un'interpretazione
ma come dice Lacan che me lo spiega Di Ciaccia
l'acting-out è anche segno di a
L'oggetto che ha il suo simbolo in a piccolo
è la via dell'agire
non la via del parlare
Se si vuole solo mettere in atto il discorso inconscio
si va in direzione simmetrica
rispetto a quella della cura
ma, durante la cura,
tutto è acting-out
Il tempo della decifrazione è quasi finito
nel frattempo il soggetto smette di ricordare, comincia a ripetere
Wiederholungzwang
automatismo di ripetizione
chiamiamolo transfert, chiamiamolo voglia di godere
ma con un'analisi si tratta appnto di voler godere, ma puntando un po' più oltre
la pulsione non si riassorbe tutta e Freud ancora s'interroga in Analisi terminabile e analisi interminabile
Dire che il reale non è riassorbibile totalmente
ma nel frattempo che si punta altrove
si dribbla il godimento più ripetitivo e traumatico
per guardare un pnto lontano che l'analisi avvicina
nel frattempo la visuale e il sentire si allargano
o si restringono, per qualcuno
e i sintomi dolorosi si trasformano
atti nuovi si profilano, come dice Miller:
per Lacan l'atto è un suicidio. Che uno lì per lì ci rimane anche male, perché il passaggio all'atto è un farsi fuori del soggetto, con o senza domanda all'altro, l'acting out è un comparire di a sulla scena, con un grosso rischio di divenire passaggio all'atto. E ora, anche l'atto diventa un suicidio!?!! Ma poi Miller precisa che il soggetto può rinascere. Nel senso che non si fa fuori, ma fa fuori il soggetto che era prima e rinasce come un nuovo soggetto. Ha fatto una cosa nuova, anche solo detto un NO e c'è un nuovo soggetto. Anche se tornerà a confondersi e a non riuscire a fare quello che non vuole, non sarà comunque lo stesso soggetto, rimarrà per sempre quel passaggio.
Ecco perché per fortuna, stavolta, il sintomo psicoanalitico non è da riparare, ma da raffinare, finché gli si propongono gessi e cerotti, non potrà mai evolversi, diventare paracadute e rete, tornare ad esserlo o inventarne uno, o due, o tre....
Nella foto: lavoro mio, Libro 12, 80x120, 2007 (venduto)
Omaggio a "Il libro tibetano dei morti"