Diario
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Il numero 70 della rivista "La psicoanalisi"! Ci sono anch'io con "Colora i tuoi dannati", il mio contributo sugli affreschi di Signorelli al duomo di Orvieto, una delle opere d'arte più affascinanti e perturbanti della storia. Il numero è dedicato, come il precedente, agli italiani che sono citati nel lavoro di Lacan.
Il nome Signorelli rimarrà nei cuori di chi ama la psicoanalisi, per essere stato dimenticato da Freud mentre chiacchierava con uno sconosciuto sul treno. Come aveva potuto dimenticare un nome che conosceva così bene? Da lì parte il suo eroico lavoro di interrogazione, tramite la tecnica delle libere associazioni, che lo porta al senso di quella apparentemente inspiegabile dimenticanza, non così lontano dalle sensazioni contrastanti che ci destano la vista di quelle creature demoniache e sensuali che godono degli eterni dannati.
Siamo ancora su quel treno a dare senso a ciò che altrove è solo un errore, una caduta, un difetto, mentre Freud ci ha aperto la strada per scovare proprio lì il cuore della soggettività. Il sintomo non va silenziato, ma analizzato, per arrivare, secondo le parole di Di Ciaccia, 'a calzare il proprio destino' e scalzare le sofferenze psichiche, nutrendo l'anima.
Ma perché tu che scrivi così bene non pubblichi un libro tuo invece che lavorare i testi di Di Ciaccia? Perché la psicoanalisi pur essendo la figlia anche della letteratura, ha in sé una parte, fondamentale, se non scientifica almeno sistematica e quindi non si può escludere quello che hanno scoperto prima di te. Dunque, circa 10 anni fa, mi sono detta: chi ho conosciuto che ha spinto oltre a livello creativo le innovazioni di Freud e Lacan? Di Ciaccia, Baio e Marcelli, la mia mamma. E così ho cominciato un'avventura nuova faticosa e poco narcisistica sui testi del mio ex analista.
Sono contenta che sia finalmente pubblicato, almeno in parte, "Sui Nomi-del Padre" di Antonio Di Ciaccia. Contribuire alla diffusione del lavoro del mio ex analista è per me un piacere e una fonte di entusiasmo che nutre il mio lavoro con le persone che scelgono di intraprendere un'analisi, sia essa di anni o di una sola seduta.
Caso di Sabrina Di Cioccio, presentato da Annalisa Rotesi, commentato dalla quasi omonima Annalisa Piergallini, me, dagli psicoanalisti in sala e poi super-commentato da Alfredo Zenoni, che è un grande, non solo perché, come molti altri, interveniva online, per cui si vede dietro il faccione a tutto schermo. Foto di Eva Bocchiola. Grazie.
Leggere un caso è un po' come risolvere un problema di logica, non ha niente di creativo, la fantasia non serve e neanche le arti ti possono salvare. Somiglia piuttosto a un problema di matematica e finché non trovi la soluzione vaghi e continui a cercare. La soluzione è quel punto di logica che ti permette di rileggerlo e ricostruirlo. Non ho voluto scrivere il mio commento per impedirmi di restare abbagliata dalla mia scrittura e trovare una scorciatoia, illudermi di arrivare con l'arte dove non ero arrivata con la logica. Non ci sono scorciatoie, ogni volta ti devi rompere la testa su ogni singola logica. Oppure puoi fare altro.
Giornata clinica
Evento in presenza e online
Presso la Sala Facchinetti della Società Umanitaria
Via San Barnaba, 48, 20122 Milano MI
Scarica la bibliografia dell'evento:
https://www.slp-cf.it/atto-passaggio-allatto-acting-ou