"Con l'amore materno la vita all'alba ci fa una promessa che non manterrà mai. In seguito si è costretti a mangiare gli avanzi fino alla fine. Ogni volta che una donna ci prende tra le braccia e ci stringe al cuore si tratta solo di condoglianze. Braccia amorevoli si chiudono intorno al nostro corpo, labbra dolcissime ci parlano d'amore, ma noi sappiamo già tutto, siamo stati alla sorgente troppo presto e abbiamo bevuto tutto"
(Dal film "La promessa dell'alba" su rayplay per altri 8 giorni, dall'omonimo romanzo di Romain Gary)
Pensavo a queste bellissime parole e a come è ancora più difficile per chi non ha avuto quell'amore. Il protagonista ha una madre impossibile che lo ama troppo e lo soffoca, ma lo ama, in un modo personale, particolare.
Chi invece ha avuto una madre che ignorava l'amore non conosce neanche quella delusione, perché mai ha potuto illudersi. Non a caso Lacan parla d'ignoranza e non di colpa: "anche l'odio ricambia l'amore, ma è per l'ignoranza che non c'è perdono".
Il perdono è l'unica via per il per-dono. E donare e avere amore passano solo da lì, ma le vie per arrivarci sono infinite. A volte però occorre perfino scoprire di avere un perdono da attraversare e lì non ci resta che la psicoanalisi. Meno male che c'è stato un Freud, che ha avuto un amore di madre da cui svincolarsi e un Lacan che è andato un po' oltre.
(08.11.2022)
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