sito realizzato da Loredana Pecoraro
Altavilla Mìlicia
Altavilla Mìlicia è un comune italiano di 8388 abitanti della città metropolitana di Palermo in Sicilia.
Sorge su di una collina a 73 m s.l.m., in posizione panoramica, come una terrazza sul Mar Tirreno.
Ha una struttura urbanistica lineare, a scacchiera, con una complessiva forma a “clessidra” dell’abitato che si è formata nel tempo sul calco dell'originario progetto dello Smiriglio; all'interno del centro abitato sono pochi i monumenti apprezzabili. Il belvedere e il santuario mariano costituiscono le attrattive principali del paese. Il belvedere è costituito da due piazze contigue poste all'estremità settentrionale dell'altura su cui sorge il centro abitato, proprio di fronte al mare. Il panorama che si ammira va da Capo Zafferano a Cefalù, sino alle isole Eolie. La via principale è stata denominata Via Loreto.
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Molti sono i popoli che hanno abitato il territorio di Altavilla nel corso della storia. Già nel Paleolitico, nel luogo erano presenti insediamenti umani, questo ci è testimoniato dagli utensili e dai resti di elefante nano trovati nella Grotta Mazzamuto, ma anche dalle numerose necropoli sparse sui monti, di incerta collocazione temporale. In seguito fu abitato dai Sicani, dai Saraceni, dai Normanni, dagli Aragonesi e dagli Spagnoli. Questi insediamenti hanno lasciato il loro segno ad Altavilla ed in molti monumenti che oggi caratterizzano il paese. Tra questi, le torri di avvistamento normanne, la chiesa Santa Maria di Campogrosso e il Ponte Saraceno.
La nascita del paese si deve alla famiglia Beccadelli di Bologna. Proprietari di diversi feudi, all'inizio del Seicento acquistarono anche i feudi della Mìlicia. Fra il 1620 e il 1623 Francesco Maria avviò la richiesta e ottenne la licentia populandi (1621) cioè l'autorizzazione dal Re di Spagna Filippo III a fondare la terra di Alta Villa. Il primo impianto urbano fu curato da Mariano Smiriglio, architetto e scultore autore dell'urna di Santa Rosalia e dell'apparato scultoreo dei Quattro Canti di Palermo, a partire da un preesistente baglio fortificato cui era annesso il mulino della cannamela.
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