Componenti in vetroresina

La vetroresina è un materiale molto interessante e relativamente facile da usare.
A cosa può servire a noi ciclisti? Innanzitutto escludiamo qualsiasi componente strutturale (telai, forcelle, guarniture,...): quindi restringerei il campo agli accessori. E' un materiale estremamente duttile, nel senso che può essere usata per componenti che devono garantire elasticità e flessibilità, come p.e un parafango, oppure può essere utilizzata per componenti che devono garantire solidità, come p.e. un archetto di potenziamento di frenata. Nel primo caso useremo pochi strati (massimo 2 o 3), nel secondo caso useremo molti più strati sovrapposti di materiale. P.e. io ci ho costruito in passato un parafango anteriore, un parafango posteriore, un archetto di potenziamento della frenata, un borsello portadocumenti, alcune tabelle portanumero
Innanzitutto attenzione alla Vostra salute! Per cui mi raccomando posizionatevi in un ambiente ben ventilato e usate mascherina e guanti protettivi !
Per il resto occorre un pò di pazienza e di pratica.
La vetroresina è composta essenzialmente dai fogli di vetroresina e dalla resina. I fogli di vetroresina si presentano come un tessuto morbido, il quale una volta imbevuto di resina, diventa molto duro.
I kit come quello sotto si trovano nei negozi di ferramenta o di hobbystica.
 

 Occorrente: fogli di vetroresina, resina liquida, catalizzatore per la resina, contenitore, pennello, forbice, nastro di carta da carrozzieri.

 Si prende il pezzo da riprodurre. In questo caso partivo già da un parafango preesistente, ma si può partire da un qualsiasi stampo. Per costruire lo stampo, molto utile può essere il polistirolo o il legno.

 Si procede a mascherare tutta la superfice dello stampo (che andrà in contatto con la vetroresina) col nastro di carta da carrozzieri (largo 5-6cm). Quest'operazione faciliterà poi il distacco del nuovo pezzo in vetroresina.

 Si ritagliano con la forbice di misura i fogli di vetroresina. Inizialmente la vetrorsina può essere un pò rigidi, ma una volta impregnata, diverrà morbidissima.

 Si miscela la resina liquida col catalizzatore nelle giuste dosi. Quindi si spalma una prima mano di resina liquida sullo stampo e poi si adagia il primo foglio di vetroresina e di nuovo si spalma ancora col pennello in modo da far ammorbidire e aderire al meglio il foglio alla superfice (il segreto è usare meno resina liquida possibile e far compattare al massimo le fibre). Infine si ripete l'operazione tante volte, quanti strati occorrono (in questo caso bastano 2 strati).

 Si lascia essicare a lungo il componente (consiglio 2-4 giorni). Dipenderà comunque dalla temperatura esterna.

 

 

 Quindi si distacca il pezzo dallo stampo.

 Ecco il pezzo visto da sotto, subito dopo aver tolto il nastro da carrozziere.

Da ultimo si procede con la rifinitura finale della superfice del nuovo pezzo in vetroresina. Si passa con carta abrasiva, prima con grana media (sui 200-250), poi con grana più fine (350-450). E infine si vernicia a piacere.

 

  Buon lavoro!

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